Esercizi per imparare a raccontare, 1

27 commenti

di giuliomozzi

1. Guardate il videoclip della canzone Big Mistake di Natalie Imbruglia.

2. Raccontate ciò che avviene, seguendo questi criteri:

– terza persona (non fingete di essere N. I., o il giovanotto che la insegue ecc.);

– per ogni avvenimento scrivete una frase con soggetto, verbo, e tutti i complementi necessari (es.: “Due bambini giocano a pallone sul marciapiede”);

– limitate più che potete le subordinate, in particolari le finali;

– evitate di mettere due avvenimenti nella stessa frase (es.: “Mentre lei fa questo, lui fa quello”);

– evitate le frasi descrittive;

– evitate ogni commento;

– cercate di applicare un aggettivo a tutti gli oggetti che nominate (gli oggetti, non le persone);

– andate a capo ogni volta che mettete il punto.

Se sopravvivete a questo esercizio, siete pronti per il successivo.

27 comments on “Esercizi per imparare a raccontare, 1”

  1. Riordinando i bookmarks di Safari, Arturo incappò casualmente nel bel link di Giulio Mozzi su internet, apprendendo in quel momento dell’esistenza dell’Esercizio Per Imparare A Raccontare; benchè non ne avesse molta voglia, decise di cimentarsi nella descrizione del video della Imbruglia proposto dall’autore, tenendo conto delle sue indicazioni di metodo, una sequenza di regole uscite da un qualche suo misterioso cilindro. Arturo decise fin da subito che non avrebbe seguito in modo acritico tutte quelle strambe regole, e gli sembrò giusto, per cominciare, mettere il punto senza andare a capo.
    Arturo osservò il video di Youtube, che riguardava un tale molto sfortunato e affascinato dalla stessa Imbruglia; Arturo pensò subito che probabilmente questo era dovuto al fatto che costei cantava a squarciagola passeggiando per le trafficate vie di un’ignota città, cosa che avrebbe anche potuto attirare l’attenzione di un qualche psichiatra di passaggio, ma che nel video pareva essere un fatto del tutto normale. Chiameremo il nostro inseguitore con un nome di fantasia: Ermenegildo.
    Forse sotto l’influenza della droga, Ermenegildo prese a seguire la Imbruglia, perdendo quasi immediatamente il comune senso della realtà, e non avvedendosi più del mondo che lo circondava; camminava senza nemmeno guardare dove metteva i piedi, e veniva urtato molte volte dai passanti e da bambini che giocavano a palla od a rincorrersi.
    Nulla riusciva a bloccare la pulsione di Ermenegildo a seguire la Imbruglia, che lo aveva peraltro notato da subito, e che iniziò sadicamente a camminare in modo sempre più veloce, nel più che evidente scopo di non farsi raggiungere. Per potergli sfuggire giunse persino a salire sopra il cassone di un pick-up di passaggio.
    Ermenegildo, probabilmente un ladruncolo appena uscito dalle patrie galere, rubò quindi una vespa posteggiata in un angolo e si mise ad inseguire il camioncino, ma dato che probabilmente non era molto esperto nella guida delle motociclette, finì per scontrarsi lungo il tragitto con degli scaricatori di casse.
    Fu quindi costretto ad interrompere l’insensato inseguimento; Arturo ebbe il presentimento che, nel frattempo, la Imbruglia la stesse per dare al più navigato conducente dell’automezzo su cui era salita, dopo che costui si era appartato in una stradina secondaria di periferia.
    Arturo non riuscì a trovare un senso a tutto questo, e ben presto riprese il suo intenso lavorio di riordino dei bookmarks di Safari, ma si promise di ricontrollare presto quando Giulio Mozzi avesse pubblicato l’episodio 2 dell’Esercizio Per Imparare A Raccontare.

  2. io c’ho provato (e tra parentesi mi è sevito.. ad altro). ma mi sono resa conto leggendo ora il commento di paolo bbbooohhh che non ho dato il minimo peso al fatto che quella che ho chiamato la donna con cappotto grigio se ne va in giro a cantare a squarciagola.
    comunque mi è venuto così.

    Due bambini giocano a pallone sul marciapiede.
    Una donna con cappotto grigio e gonna lunga dorata esce da un portone rosso a vetri e s’incammina sullo stesso marciapiede dopo essersi voltata a guardare indietro.
    Una donna più anziana che cammina in direzione contraria alla donna con cappotto grigio procede trascinando una borsa con ruote e si volta a guardarla.
    Un uomo con cappotto beige appoggiato con una mano al tronco di un albero guarda avanti a sé e inizia a camminare nella stessa direzione della donna con cappotto grigio sempre sul marciapiede.
    I due bambini continuano a giocare a pallone correndo avanti e indietro sul marciapiede. C’è anche un terzo bambino che gioca con loro.
    C’è un uomo con una tuta gialla che pulisce il marciapiede dalle foglie.
    La donna con cappotto grigio si volta a guardarlo.
    L’uomo con cappotto beige si scontra con la donna anziana e la borsa con le ruote finisce a terra.
    L’uomo si china per raccogliere le cose che fuoriescono dalla borsa.
    Uno dei tre ragazzini, quello con pantaloni neri e camicia gialla, corre e passa davanti alla donna con cappotto grigio.
    L’uomo con cappotto beige riprende la sua camminata.
    Appena qualche secondo dopo che è passato di fronte alla saracinesca abbassata di un negozio si volta di scatto e guarda il vaso con fiori caduto a terra alle sue spalle.
    Procede a camminare per qualche passo voltato indietro guardando il vaso con fiori e va addosso all’uomo con tuta gialla che pulisce il marciapiede.
    Si scosta e procede.
    Un uomo con tuta grigia si arrampica su una scala bianca appoggiata alla parete di un negozio tenendo in mano un secchio bianco e un altro secchio bianco rimane appeso ad uno dei gradini della scala.
    La donna con cappotto grigio gli passa a fianco e procede nella sua camminata.
    L’uomo con cappotto beige riceve una pallonata e si tocca il viso con la mano sinistra.
    I bambini corrono dietro al pallone.
    C’è un uomo anziano vestito con giacca rossa, camicia bianca, cravatta a colori misti e pantaloni neri che si appoggia ad un bastone e rimane fermo a guardare la donna con cappotto grigio che passa.
    Rimane fermo accanto a lui a guardare la donna con cappotto grigio anche un altro uomo con capelli bianchi, vestito con pantaloni marroni, giacca e maglione verdi.
    Arriva sui pattini un ragazzo con giacca arancione in direzione contraria alla donna con cappotto grigio e sfreccia veloce sul marciapiede.
    Inciampa sulla scala e cade più avanti.
    L’uomo con cappotto beige lo schiva.
    La scala cade e con la scala cadono i secchi.
    L’uomo con cappotto beige sostiene per le gambe l’uomo con la tuta grigia che penzola appeso alla parete senza più la scala d’appoggio.
    L’uomo con cappotto beige continua a guardare nella direzione verso cui stava camminando, abbandona l’uomo con la tuta grigia che scalcia rimanendo sospeso nel vuoto e riprende la sua marcia.
    Passa davanti ai due signori anziani.
    Quello con il bastone gli indica con il braccio destro l’uomo che sta penzolando appeso.
    L’uomo con cappotto beige continua a camminare nella stessa direzione della donna con cappotto grigio.
    Il marciapiede è pieno di cantieri con lavori in corso e l’uomo con cappotto beige viene investito da una piccola cascata di polvere bianca fuoriuscita da un grosso tubo giallo calato dall’alto di una facciata e sospeso a mezz’aria verso il marciapiede.
    Si china a sbattere i pantaloni per rimuovere la polvere.
    Continua a camminare.
    La donna con cappotto grigio scende dal marciapiede verso un parcheggio e passa a fianco ad una macchina rossa da cui scende prima una donna bionda con giacca nera e poi un uomo con un giaccone verde.
    L’uomo con cappotto beige continua a camminare e paga al volo una donna che vende fiori, ne raccoglie un mazzo e procede nella direzione della donna con cappotto grigio.
    La donna con cappotto grigio attraversa una strada.
    Dietro a lei passeggiano nella stessa direzione e abbracciati la donna bionda e l’uomo con giaccone verde.
    Ad un certo punto la donna bionda si volta indietro, poi guarda davanti a sé e si stacca dall’uomo con giaccone verde.
    Un uomo con giacca rossa e beige si avventa contro l’uomo che era abbracciato alla donna bionda e lo spintona.
    La donna bionda cerca di fermarlo.
    L’uomo con giacca rossa e beige continua ad attaccare l’uomo con giaccone verde che finisce a terra in mezzo alla strada.
    Accorrono altre persone.
    L’uomo con il cappotto beige e con il mazzo di fiori continua ad avanzare e si ritrova nella mischia.
    La donna con cappotto grigio si volta a guardare la rissa e poi procede a camminare verso il marciapiede opposto a quello da cui era scesa.
    Arriva un uomo con giacca marrone che cerca di dividere i litiganti.
    L’uomo con cappotto beige ha ancora il mazzo di fiori in mano, si stacca dal gruppo e procede nella camminata.
    La donna con cappotto grigio passa davanti ad un bar con tavolini esterni e persone sedute.
    Un uomo con maglione si alza da uno dei tavolini.
    Una donna con capelli corti biondi corre e supera la donna con cappotto grigio.
    Si ferma da una ragazza caduta con la bicicletta a terra aiutata da un ragazzo con casco.
    Ci sono altre tre persone attorno, e uno scooter parcheggiato poco lontano.
    Arrivano sul posto altri due uomini, uno con camicia bianca e uno con una maglia rossa e cappellino nero.
    C’è una macchina con le porte aperte avvolta da un fumo bianco.
    L’uomo con cappotto beige continua a camminare con i suoi fiori e incontra una donna anziana che tenta di fermarlo con le braccia ma lui si divincola e procede.
    La donna con cappotto grigio si ferma con le spalle rivolte alle persone ferme attorno alla ragazza caduta in bicicletta e guarda verso di noi.
    Alle sue spalle passa da destra verso sinistra un pick up rosso guidato da un ragazzo.
    Sul cassone aperto del pick up sta seduto un ragazzino appoggiato con il braccio sinistro sul bordo della vettura.
    Altre due persone, di cui una donna con cappotto verde, tentano di fermare la corsa dell’uomo con cappotto beige senza riuscirci.
    La donna con cappotto grigio sale sul pick up rosso fermatosi poco più in là e si siede dalla parte opposta al ragazzino che non la guarda.
    L’uomo con il cappotto beige comincia a correre velocemente.
    Il pick up è in strada e corre via con su la donna con il cappotto grigio.
    L’uomo con il cappotto beige arriva sul luogo dell’incidente alla ragazza con la bicicletta, esita per un momento e poi si impossessa dello scooter parcheggiato.
    Il proprietario dello scooter cerca di fermarlo assieme ad un altro ragazzo, ma l’uomo con il cappotto beige riesce ad andarsene.
    Il proprietario dello scooter lo insegue per un po’ a piedi poi alza le mani al cielo imprecando verso l’uomo con il cappotto beige che gli porta via lo scooter.
    L’uomo con il cappotto beige si lancia all’inseguimento del pick up indossando un casco bianco.
    L’uomo con il cappotto beige trattiene ancora nella mano sinistra il mazzo di fiori.
    Il ragazzino a bordo del pick up rosso si volta due o tre volte a guardare la donna con cappotto grigio seduta con lui.
    Un uomo con giaccone e berretto beige cammina tirando un carro stracarico di scatole di cartone ammassate una sull’altra.
    Improvvisamente il carico del carro si rovescia dal marciapiede sulla strada incrociando la rotta dello scooter guidato dall’uomo con il cappotto beige che ci finisce addosso sbandando.
    L’uomo con il cappotto beige si ferma, si guarda attorno, si toglie il casco e si passa una mano sulla testa. Non ha più il mazzo di fiori.
    La donna con il cappotto grigio e il ragazzino sul pick up si voltano a guardare indietro.
    Il pick up procede allontanandosi ad un bivio imboccando la strada sulla sinistra.
    La strada ora è deserta.

  3. Manu: non per gettarti nella disperazione, ma considera che nella frase:

    “Una donna con cappotto grigio e gonna lunga dorata esce da un portone rosso a vetri e s’incammina sullo stesso marciapiede dopo essersi voltata a guardare indietro.”

    Tu racconti dopo ciò che avviene prima (perché la donna prima si guarda indietro, e poi s’incammina).

    Qualcosa del genere avviene anche in:

    “La donna con cappotto grigio sale sul pick up rosso fermatosi poco più in là”.

    Ecc.

  4. Ci provo (1 minuto poco più)
    Due bambini giocano a pallone sul marciapiede di una strada con giovani alberi.
    Una ragazza, con un lungo cappotto grigio aperto sul davanti, esce da un portone, fa qualche passo, si volta indietro e poi guarda verso la telecamera.
    Sorride.
    Dietro di lei passa una signora in cappotto color cammello col carrello della spesa, si gira a guardarla.
    Un uomo attraversa di corsa la strada, si appoggia al tronco di un albero e segue con lo sguardo la donna che continua a camminare.
    I ragazzini si lanciano il pallone, se n’è aggiunto uno, adesso.
    Uno spazzino in tuta arancione pulisce la strada.
    L’uomo che insegue urta la signora in cappotto cammello e il contenuto del carrello si rovescia sul marciapiede.
    L’uomo che insegue e la signora col cappotto cammello si mettono a raccoglierne il contenuto.
    Uno dei tre ragazzi taglia la strada alla donna che canta.
    Foglie sul marciapiede, un vaso cade dall’alto alle spalle dell’uomo che insegue, che si gira a guardarlo camminando all’indietro, urtando lo spazzino.
    NO c’è scritto su un cartello alle spalle della ragazza che comincia a cantare più forte spalancando la bocca, con aria un po’ arrabbiata.
    Si dimena, gira le spalle, muove la testa, mentre passa davanti a una vetrina accanto alla quale una donna in tuta con un secchio inizia ad arrampicarsi su una scala a pioli appoggiata al muro.
    L’uomo che insegue, dall’aria perplessa a dal passo stanco, viene colpito dal pallone dei ragazzini che stanno tornando indietro continuando a giocare.
    C’è una Vespa bianca in primo piano.
    Due uomini anziani e calvi, uno con giacca rossa, vicini all’ingresso di un parcheggio chiuso, osservano in silenzio la ragazza che continua a cantare muovendo le spalle.
    Passa un altro ragazzo in skateboard e urta contro la scala verso cui si sta dirigendo l’uomo che segue.
    La scala barcolla, si stacca dal muro.Il secchio urta la spalla dell’uomo che segue.
    La donna della scala rimane appesa. L’uomo che segue le regge le gambe.
    Con la coda dell’occhio segue la ragazza che canta.
    La ragazza che canta passa davanti a una impalcatura con reti colorate di protezione.
    L’uomo che segue si stacca dalla donna appesa e continua il suo inseguimento.
    La ragazza che canta si gira.
    Si accorga dell’uomo che segue.
    L’uomo che fa un piccolo gesto in avanti come a voler dire qualcosa.
    Il vecchio in giacca rossa indica con un braccio la donna appesa al muro guardando l’uomo che insegue.

  5. Più o meno ecco cosa ho visto (il 1° minuto soltanto):

    In una strada un ragazzino, capelli rossi e maglia gialla, lancia con le mani un pallone a un altro ragazzino con capelli rossi e vestito di verde. Quest’ultimo rilancia col piede destro il pallone al primo.
    Poco più avanti, una giovane donna con un lungo cappotto grigio esce dal portone di un palazzo, si gira a guardare i ragazzini e cammina sul marciapiede, in direzione opposta a quella dove giocano a pallone. Sorride e poi canta.
    Alle sue spalle una signora anziana, in abiti marrone cammello e con un carrellino della spesa, cammina in direzione dei ragazzini e guarda la ragazza.
    Un giovane in un lungo cappotto marrone corre in direzione della ragazza e si nasconde dietro un albero, al bordo del marciapiede.
    La giovane donna continua a camminare nella direzione di prima.
    Alle sue spalle, sul marciapiede, i due ragazzini, insieme a un terzo sopraggiunto, giocano a pallone.
    Poi la donna si gira e guarda un uomo con una tuta arancione che con una scopa spazza la strada. Cammina, fa un giro su se stessa e guarda nella direzione dell’uomo con la tuta arancione.
    Il giovane uomo col cappotto marrone lascia la posizione dietro l’albero, corre in avanti e si scontra con la donna anziana. Il carrellino della spesa finisce per terra, poi il giovane, frettoloso, raccoglie il cibo fuoriuscito.
    Il bambino in maglia gialla corre, passa davanti alla giovane donna e attraversa la strada. Lei sorride e si passa la mano destra tra i capelli.
    Il giovane uomo cammina sempre nella direzione della ragazza, un vaso cade dall’alto sul marciapiede alle sue spalle; si volta a vedere, fa un giro su se stesso e poi si scontra con l’uomo in tuta arancione.
    La giovane donna cammina e passa davanti ad una macchina verde parcheggiata in direzione opposta al lato della strada. Cammina, canta, saltella e urla più volte, protesa in avanti. Alle sue spalle un uomo in tuta grigia sale – con un secchio bianco nella mano destra – su una scala appoggiata al muro di un palazzo.
    Il giovane uomo cammina e viene colpito alla tempia sinistra da un pallone. Si porta una mano alla tempie e guarda nella direzione da cui è arrivato il pallone.
    I ragazzini corrono intorno al giovane e verso il pallone.
    La donna cammina, canta e urla. Alle sue spalle, due uomini anziani la guardano.
    Un ragazzo sui pattini e con la felpa arancione corre sul marciapiede in direzione opposta, tra i due anziani e la giovane donna. Corre e inciampa nella scala dell’uomo che vi è salito con il secchio bianco, rotola a terra e fa cadere col piede la scala. Dall’alto cade, in testa al giovane uomo, il secchio bianco e il signore in tuta grigia rimane appeso a penzoloni nell’aria.

    Rileggendo, mi pare di aver omesso tutto quello che fa da sfondo…
    domani posso aggiungere e limare, se occorre.
    Ciao.

  6. Io continuo ad avere un dubbio (ozioso?)su cosa si intenda con ‘frasi descrittive’. Uno pensa: saranno le frasi che descrivono un evento. Ma se è così, come si fa a descrivere una serie di eventi senza usare frasi descrittive? Gli esempi tipo “una ragazza indossa un paltò beige”, “un cane abbaia alla luna”, etc. non mi aiutano molto: forse servirebbe un esempio di una frase che descrive un evento senza essere una frase descrittiva.

  7. E’ una mattina di tardo autunno, non una di quelle giornate in technicolor che solo l’autunno sa confezionare, no, una di quelle mattine bigie con cieli bassi a fare da coperchio.
    Natalia esce di casa ostentando la sfrontatezza dei suoi venti anni.
    Le ragazze sicure di sè indossano gonne lunghe tigrate sotto cappottini bordati di stelle e raccontano della propria vita, a voce stentorea, alle amiche, incuranti di avere un pubblico, o forse raccontano a quel pubblico dimentiche delle amiche.
    Natalia volge lo sguardo verso dei bimbetti che giocano a pallone, non sono più molti i bimbi che giocano a pallone per strada di questi tempi, con la coda dell’occhio nota Lorenzo, e anche se lei non conosce il suo nome, ormai lo riconosce, sono giorni che lo vede sotto casa sua, e ciò che nota di lui è la sua manifesta trasparenza.
    Lorenzo indossa perfino abiti che lo fanno confondere con i colori di quel grigio autunno.
    Lorenzo di anni ne ha ventiquattro e non ha mai saputo cosa fosse la sicurezza in se stessi, vive goffamente da sempre.
    Lorenzo di Natalia ha visto, un giorno, il blu degli occhi ed il sorriso e per la prima volta nella sua vita ha avuto una certezza: “devo trovare il modo di annegare in quel blu”.
    Natalia comincia a raccontare alla sua amica Sabrina che questa volta con Giovanni è finita, desidera che Lorenzo ne venga a conoscenza, ne fa un proclama, sa di stuzzicarlo .
    Sorride alla signora col carretto della spesa che si è voltata udendo il suo racconto, schiva il netturbino, vestito come una spremuta d’arancia, che spazza le foglie.
    Lorenzo la segue, cercando di non farsi notare si nasconde dietro al tronco di un’esile betulla cittadina e quando si rimette all’inseguimento quasi travolge la stessa signora con la spesa che ha appena sorriso a Natalia.
    Un vaso caduto da un balcone schiva Lorenzo che per un solo istante si distrae dal suo proposito di avvicinare Natalia per riuscire finalmente ad ottenere un appuntamento.
    E’ il segno che gli dei hanno iniziato il loro gioco del gatto con il topo con Lorenzo e con il suo amore: semplice e poco divino scombinare i piani di un perdente nell’animo.
    Lorenzo quasi travolge il netturbino d’arancio vestito, il fato lo punisce con una pallonata sul viso, il distacco tra lui e Natalia si fa maggiore ad ogni intervento divino, Lorenzo risponde aumentando il ritmo del suo inseguimento.
    Viene allora quasi travolto da un uomo che corre e cade ai suoi piedi e nel cadere rovescia una scala sulla quale sta lavorando un muratore che resta appeso nel vuoto.
    Lorenzo appare combattuto tra il suo desiderio di soccorrere l’uomo e il bisogno impellente di non perdere Natalia, quest’ultimo ha il sopravvento e quella omissione di soccorso suscita lo sdegno di due “omarini” anziani venuti nei pressi del cantiere per seguire lo svolgersi dei lavori.
    Non esiste cantiere senza “omarini”.
    Natalia continua a raccontare a Sabrina, ma tiene d’occhio Lorenzo.
    Il fato umilia Lorenzo, gli lorda gli abiti di polvere di cantiere, ma tutte queste avversità sembrano renderlo insolitamente sicuro e decide che quello sarà senza ombra di dubbio il giorno in cui riuscirà a parlare con Natalia ed acquista per lei un mazzolino di fiori da una venditrice ambulante per continuare poi risoluto il suo inseguimento.
    Scoppia una rissa per strada a pochi passi da Natalia, che continua il suo racconto a Sabrina.
    Lorenzo viene coinvolto, suo malgrado, e perde terreno rispetto alle due amiche, ma poi si riavvicina nuovamente ed è proprio allora che un ciclista viene travolto da un’auto, un’anziana signora in giacca rossa chiede a Lorenzo di partecipare ai soccorsi, lui la strattona, non tollera altre intromissioni.
    Le due amiche si congedano sulla scena dell’incidente, Natalia non scorge più il ragazzo trasparente, i ragazzi trasparenti vestiti d’autunno in un giorno autunnale finiscono sempre con l’essere smarriti strada facendo.
    Passa il pickup rosso di amici di Natalia che sale con loro e si allontana nella periferia cittadina.
    Lorenzo giunge nel piazzale appena in tempo per scorgere Natalia nel cassone del pickup, ma non vuole rinunciare al suo proposito e si appropria dello scooter di un ragazzo che era accorso sul luogo dell’incidente.
    Il proprietario dello scooter dalla chioma rossa leonina rincorre Lorenzo con scarsi risultati.
    Lorenzo insegue il pickup ed è a questo punto che gli dei si giocano l’asso: un carico di scatoloni viene seminato da un carretto in mezzo alla strada.
    Natalia si allontana, Lorenzo, vinto ancora una volta, cede.

    Chi cavolo fa le sceneggiature dei video?

  8. Amanda, hai fatto apposta a fare l’esercizio a rovescio?

    Matteo: la distinzione tra descrizione e narrazione è, in effetti, non precisissima. Ma a me pare piuttosto evidente che, ad esempio,

    “E’ una mattina di tardo autunno, non una di quelle giornate in technicolor che solo l’autunno sa confezionare, no, una di quelle mattine bigie con cieli bassi a fare da coperchio”,

    è una frase descrittiva (priva di elementi narrativi), (e anche piuttosto enfatica ecc., ma non è questo il punto qui), mentre

    “Alle sue spalle una signora anziana, in abiti marrone cammello e con un carrellino della spesa, cammina in direzione dei ragazzini e guarda la ragazza”

    è una frase narrativa (che include degli elementi descrittivi).

  9. Dopo aver letto il primo commento-esercizio di Paolo (che trovo straordinario) non credo che riuscirò a cimentarmi, non con la stessa efficacia. Ci sto provando da un po’ ma il risultato mi fa continuamente tornare indietro a riscrivere. Paolo è stato troppo incisivo…

  10. Due bambini, uno dei quali con la camicia gialla, giocano con il pallone bianco sul marciapiede.
    Natalie Imbruglia esce dalla porta.
    Ora passeggia sul medesimo marciapiede.
    Natalie Imbruglia incrocia una donna con il trolley rosso.
    Un uomo con il giaccone di renna insegue Natalie Imbruglia.
    Si nasconde dietro all’albero.
    Tre bambini, uno dei quali con la camicia gialla, giocano con il pallone bianco sul marciapiede.
    Natalie Imbruglia passeggia.
    Un uomo con la tuta arancio scopa le foglie dal marciapiede.
    Natalie Imbruglia si volta.
    L’uomo con il giaccone di renna travolge il trolley rosso della donna con il trolley rosso.
    Il contenuto del trolley rosso si rovescia sul marciapiede.
    L’uomo con il giaccone di renna raccoglie parte del contenuto fuoriuscito.
    Il bambino con la camicia gialla corre.
    Incrocia la traiettoria ondivaga di Natalie Imbruglia.
    Natalie Imbruglia passeggia.
    Si accarezza la nuca.
    Il vaso di fiori si schianta al suolo.
    Manca di poco l’uomo con il giaccone di renna.
    L’uomo con il giaccone di renna si volta verso i cocci del vaso di fiori.
    L’uomo con il giaccone di renna travolge l’uomo con la tuta arancio.
    Ora Natalie Imbruglia passeggia sulla strada.
    Supera un’utilitaria verde parcheggiata.
    Natalie Imbruglia si agita.
    Si volta.
    Natalie Imbruglia passeggia.
    Un uomo, con la tuta grigia e con il secchio di pittura in mano, sale la scala a pioli.
    Il pallone bianco colpisce l’uomo con il giaccone di renna.
    Due bambini, uno con la camicia gialla, inseguono il pallone bianco.
    Sul marciapiede due signori distinti osservano Natalie Imbruglia passeggiare sulla strada.
    Un ragazzo con la giacca arancio sfreccia con i pattini a rotelle di fronte ai due signori distinti.
    S’inciampa sul marciapiede.
    Vola a terra.
    L’uomo col giaccone di renna si scosta dalla traiettoria di caduta del ragazzo con la giacca arancio.
    L’uomo col giaccone di renna travolge la scala a pioli dell’uomo con la tuta grigia.
    L’uomo col giaccone di renna impedisce la caduta dell’imbianchino con la tuta grigia.
    Lo tiene per i piedi.

  11. La donna uscì dal palazzo, lasciando che la porta a vetri rossa sbattesse dietro di lei. Guardò distrattamente, spostando il capo a scatti, intorno a di lei . Due bambini giocavano a palla.

  12. La donna uscì dal palazzo, lasciando che la porta a vetri rossa dell’edificio sbattesse dietro di lei. Guardò distrattamente, spostando il capo a scatti, intorno a sé. Due bambini giocavano a palla. Agganciò il suo sguardo a quello di una telecamera. “C’è del fango sul tuo viso” disse. La città intorno, autunnale e sporca, le scivolava addosso. Il cappotto grigio-blu che indossava le stava colpendo ripetutamente le ginocchia.

  13. Per Marco, Marta era decisamente troppo. La vide passeggiare in mezzo ad un viale alberato, che sbucava da un portone con quel suo agitato cappotto marrone. Marco cominciò a rincorrerla, senza badare ai passanti che lo guardavano stupiti. Marta scorrazzava tra bambini felici e vecchiette arrancanti. I pioppi e i faggi che delimitavano la strada riuscivano a conferire fisionomia alla fuga della ragazza. Marco s’immaginò di essere Alain Delon che insegue un’attricetta francese, una di quelle che non sanno truccarsi senza la truccatrice, una di quelle che portano i capelli alla garconnes, con le labbra definite e sottli. S’immagina un’inseguimento a-la A bout de souffle, ma meno violento. Una sfacchinata di due o trecento metri li separava. Marco non si demoralizza. Marta arrivò al limitare della città. Saltò su un camioncino rosso slavato diretto verso la tangenziale. Marco rimase invischiato in una di quelle risse da bar, che sfociano nel traffico, per strada, e bloccano le arterie e il cuore della città.

  14. Non fa più molto caldo.
    Due bambini giocano con una palla su di un marciapiede.
    Uno, con le spalle al palazzo di mattoni rossi, ha una camicia gialla e una maglia pensate attorno alla vita, l’altro, sul ciglio del marciapiede, indossa una felpa verde e grigia.
    Dallo stesso palazzo, poco più in là, esce una bella ragazza con i capelli corti, e un lungo cappotto che le arriva alle caviglie.
    Inizia a camminare e guarda alle sue spalle.
    Incrocia una signora, che, incuriosita dalla ragazza, trascina un carrello della spesa.
    Un ragazzo, giaccone di velluto e pantaloni militari, cammina sullo stesso marciapiede.
    La sta seguendo.
    Studia quello che succede davanti a sé; si nasconde dietro un albero.
    La ragazza continua a camminare; alle sue spalle, i bambini giocano ancora a pallone; un ragazzo in tuta gialla spazza il marciapiede.
    Il ragazzo che la sta seguendo inciampa nel carrello della signora curiosa: la spesa della signora rotola sul marciapiede.
    Il bambino con la camicia gialla taglia la strada alla ragazza, e va dall’altro lato della via.
    Il ragazzo continua a inseguire, goffo: evita per un pelo un vaso caduto da un balcone, si scontra con il ragazzo in tuta gialla.
    La ragazza con il cappotto lungo supera un cartello con su scritto “NO”, e, più in là, un uomo con una tuta grigia e un secchio in mano sta salendo su di una scala addossata a un palazzo di mattoni verdi.
    Il ragazzo insegue con difficoltà: i bambini lo colpiscono con la palla.
    Due vecchi fanno da guardia a un deposito di camper; un ragazzino in skate va nella direzione opposta a quella della ragazza, ma non vede la scala addossata al muro di mattoni verdi e la prende in pieno.
    Il ragazzino cade, e l’uomo in cima alla scala lascia precipitare il secchio.
    Fortuna che arriva il ragazzo in giaccone di velluto: aiuta l’uomo a scendere e continua a inseguire la ragazza.
    La ragazza non degna di uno sguardo un palazzo in ristrutturazione, l’impalcatura rivestita da rete di protezione verde e il grosso tubo giallo che serve ai muratori che lavorano ai piani superiori a buttare i calcinacci in una vasca fatta alla bell’e meglio con una rete arancione e aste di ferro.
    Il ragazzo non presta attenzione ai due vecchi; si accorge del grosso tubo giallo: una cascata di calcinacci lo prende in pieno.
    Il ragazzo si spazza via la polvere dal suo giaccone di velluto.
    Un uomo e una donna escono da un’auto rossa.
    Il ragazzo paga un mazzo di fiori a una fioraia, all’incrocio tra la strada che sta percorrendo e un’altra strada altrettanto squallida.
    Un altro ragazzo assale la coppia dell’auto rossa.
    La gente corre in aiuto della coppia; c’è una ressa; il ragazzo, con i fiori in mano, incappa nella folla e ne viene trascinato dentro.
    La ragazza non si cura della cosa e cammina sul marciapiede.
    Il ragazzo esce dalla ressa.
    Brandisce il mazzo di fiori.
    Va ancora dietro di lei.
    Alcune persone sono sedute ai tavolini di un locale, ma si alzano spaventati e di corsa superano la ragazza con il lungo cappotto.
    Una ragazza con una felpa verdastra raggiunge un’auto che poco più avanti si è schiantata contro il pilastro di una sopraelevata.
    Il ragazzo che sta inseguendo la ragazza con il cappotto lungo viene fermato da un’anziana signora con un maglione rosso.
    La signora è molto scossa.
    La ragazza con il cappotto lungo è ferma; alle sue spalle, la gente che cerca di raffreddare l’auto incidentata è coperta per un attimo da un pick-up rosso; poi riappare, affaccendata.
    Il pick-up rallenta e si ferma.
    Il ragazzo con il giaccone e i fiori urta una coppia, trafelato.
    La ragazza con il cappotto lungo sale sul cassone del pick-up; c’è già un bambino, sopra.
    Il pick-up parte.
    Il ragazzo la vede allontanarsi.
    Vede uno scooter.
    Non è il suo.
    Risoluto, lo ruba, inseguito dal suo proprietario.
    Il pick-up esce veloce dalla città.
    Il ragazzo lo insegue.
    Sfrecciano ai margini di capannoni e campi, i palazzoni si vedono in lontananza.
    Un venditore ambulante tira la sua merce con difficoltà: è una mole di scatole molto grandi su un carrello pericolante.
    Il venditore attraversa la strada.
    Il carrello cede.
    Le scatole rovinano sull’asfalto.
    Il ragazzo con il giaccone arriva poco dopo.
    La strada è bloccata.
    Il pick-up con la ragazza con il cappotto lungo corre sulla strada.
    Il ragazzo è fermo; si toglie il casco.
    La ragazza guarda indietro: il vento continua a scompigliarle i capelli.

  15. I bambini giocano per strada.
    Lei esce dall’edificio.
    Canta qualcosa a voce alta.
    La gente attorno la osserva curiosa.
    Ma lei se ne frega.
    Lui la vede, la segue.
    Incrocia il cammino di una donna, la fa quasi cadere.
    Urta un netturbino, un giovani con i pattini.
    Ma niente lo ferma.
    Per strada una zuffa, un incidente.
    Non la riguardano, continua per la sua strada.
    E canta.
    Ad un tratto si ferma.
    Lui quasi la raggiunge.
    Un cassonato rosso passa per di là.
    Lei monta al volo.
    Lui inforca una motoretta.
    La segue.
    Ma lei è più veloce.

  16. (Primo minuto di video)
    Non fa freddo: è solo autunno.
    Il cartello con la stella nera di David attaccato sul muro di una casa è un’ottima porta per far goal, e due bambini ci provano.
    Poco dopo, una giovane donna che indossa un lungo cappotto grigio bordato di stelle esce di casa, li guarda giocare a calcio sul marciapiede e sorride.
    Si avvia e inizia a cantare. Dal cappotto aperto, si vedono il maglione grigio e la lunghissima gonna tigrata. Le sue mani, invece, non si notano, coperte dalle maniche del cappotto.
    Un uomo la insegue. La sua giacca di castoro si mimetizza con l’ambiente autunnale. È assorto nell’inseguimento e va a sbattere contro il carrello a ruote e a quadri colorati della spesa di una signora, facendolo cadere e rischiando di travolgere anche lei. L’uomo si affretta a raccogliere i viveri sparpagliati per terra.
    I bambini continuano a giocare imperterriti rincorrendo il pallone lungo il marciapiede.
    L’uomo affretta il passo del suo inseguimento. Evita per un pelo un vaso di fiori che cade da un tetto e un netturbino che sta spazzando le foglie secche.
    La donna prosegue: canta, si muove, ogni tanto si gira o guarda attorno a sé.
    L’uomo che la insegue le è dietro. Evita una forte pallonata che lo sfiora. Evita anche un pattinatore che arriva veloce sul marciapiede e sbatte contro una scala a pioli appoggiata al muro di una casa. La scala cade e l’uomo sorregge al volo il tipo che penzola paurosamente dall’alto. Contemporaneamente guarda verso la donna che insegue: non la può perdere di vista.

  17. (Ops! Primo minuto di video)
    È solo autunno.
    Il cartello con la stella nera di David attaccato sul muro di una casa è un’ottima porta per far goal.
    Due bambini ci provano.
    Poco dopo, da un palazzo vicino, una donna esce di casa.
    La donna indossa un lungo cappotto grigio bordato di stelle.
    La donna guarda i bambini giocare.
    La donna sorride.
    La donna si avvia.
    La donna inizia a cantare.
    Dal cappotto aperto, si vedono il maglione grigio e la lunghissima gonna tigrata.
    Le sue mani, invece, non si notano, coperte dalle maniche del cappotto.
    Un uomo la insegue.
    La sua giacca marrone castoro si mimetizza con l’ambiente autunnale.
    L’uomo è assorto nell’inseguimento.
    L’uomo va a sbattere contro il carrello a ruote e a quadri colorati della spesa di una signora.
    Il carrello colmo di viveri cade.
    L’uomo travolge quasi anche lei.
    L’uomo si affretta a raccogliere i viveri sparpagliati per terra.
    I bambini continuano a giocare.
    Essi rincorrono il pallone lungo il marciapiede.
    L’uomo affretta il passo del suo inseguimento.
    Un vaso di fiori di media grandezza cade da un tetto.
    L’uomo lo evita fortunosamente.
    L’uomo si scontra con un netturbino.
    Questo sta spazzando le foglie secche.
    La donna prosegue: canta, si muove, ogni tanto si gira o guarda attorno a sé.
    L’uomo la insegue ancora.
    L’uomo riceve una forte pallonata.
    L’uomo evita per un pelo anche un pattinatore.
    Questo arriva veloce sul marciapiede e batte contro una scala a pioli metallica appoggiata al muro di una casa.
    La scala metallica cade.
    L’uomo sorregge al volo per qualche secondo il tipo della scala.
    Poi l’uomo guarda ancora verso la donna.
    La donna gli sfugge, quasi.
    L’uomo riprende il faticoso inseguimento.

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