Introduzione allo stile: lo stile come scelta

Una volta esisteva il “bello scrivere”. Oggi non esiste più. La letteratura del Novecento ha esplorato tutto, tentato tutto, sperimentato tutto; la sua eredità è, secondo i punti di vista, un grande cumulo di macerie fumanti o un meraviglioso magazzino di risorse stilistiche e retoriche.

Nel laboratorio di Introduzione allo stile, condotto da Giulio Mozzi, si adotterà il secondo punto di vista; e attraverso una sequenza di esercizi (anche serissimi, anche divertenti e giocosi) si tenterà di capire (a) come orientarsi nel meraviglioso magazzino di cui sopra, (b) come incrementare le proprie capacità stilistiche, (c) come riconoscere e “allevare” il proprio, personale, inimitabile stile.

Lo stile, oggi, è un fatto di scelta. E per trovare il proprio stile bisogna imparare a scegliere, ovvero: ogni volta che scriviamo una parola, ogni volta che diamo forma a una frase, ogni volta che mettiamo un punto o una virgola o un a capo, dobbiamo aver presenti, se non tutte, almeno molte delle possibili alternative.

I contenuti

In particolare, le lezioni concerneranno:

La punteggiatura (perché cominciare dalla punteggiatura? Perché è un ottimo modo per imparare l’idea, e assaggiare la pratica, dello stile come scelta).

L’ordine delle parole (perché capire che «Ti amo tanto, Maria» è tutt’altra cosa da «Ti amo, Maria, tanto», da «Tanto, Maria, ti amo», da «Tanto ti amo, Maria» e da «Maria, ti amo tanto» è un buon modo per cominciare a considerare ogni frase come un groviglio di possibilità).

La catacresi universale (perché solo quando ci rendiamo conto che dicendo «Gino ha bevuto un bicchier d’acqua» o «L’ho letto in internet» già usiamo delle figure retoriche – magari incancrenite dall’uso, ma comunque figure retoriche – riusciamo a capire che quasi tutte le parole che usiamo – con l’eccezione di «mamma», forse – contengono risvolti di significato inaspettati).

Lo stile semplice (perché dal semplice si comincia, per arrivare poi al complesso; e controllare bene uno stile semplice significa essere già ben oltre la metà dell’opera).

L’articolazione (perché una frase, un capoverso, un paragrafo, un capitolo, una narrazione sono come delle composizioni musicali: possono avere uno o più temi, dei movimenti di sviluppo, dei cambi di registro, dei ritornelli, delle variazioni eccetera).

I dizionari (perché nessuno di noi conosce veramente le profondità della lingua italiana, e perché nessun romanzo è appassionante da leggere come il Dizionario dei sinonimi del Tommaseo).

Costi e calendario

Il corso consiste di 24 ore complessive distribuite in due week-end (9.30-12.30, 15-18).

L’inizio è fissato per domenica 12 luglio 2020.

Il costo è di 305 euro (250 più iva).

Come ci si iscrive

Per iscriversi è sufficiente inviare un’email all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com indicando: nome e cognome, indirizzo, codice fiscale, eventuale partita iva.

Sarà richiesto un acconto di 122 euro (100 più iva). Il saldo dovrà essere versato prima dell’inizio del corso. In caso di ritiro l’acconto non sarà rimborsato

Il docente

Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione – Scuola di scrittura creativa
Giulio Mozzi è nato nel 1960. Abita a Padova. Ha pubblicato sette raccolte di racconti: Questo è il giardino, Theoria 1993; La felicità terrena, Einaudi 1996; Il male naturale, Mondadori 1998; Fantasmi e fughe, Einaudi 1999; Fiction, Einaudi 2000; Sono l’ultimo a scendere, Mondadori 2009; Favole del morire, Laurana 2015.
Lavora nell’editoria come talent scout e ha seguito le prime pubblicazioni di Tullio Avoledo, Mariolina Venezia, Diego De Silva, Laura Pugno, Nicola Garlini, Alberto Garlini, Vitaliano Trevisan, Alessandra Sarchi, Giorgio Falco e altri.
Dal 1993 insegna scrittura creativa. Ha tenuto corsi e seminari presso le università di Padova, Torino, Bari e Siracusa, la Scuola Holden di Torino, l’Università del progetto di Reggio Emilia, e una quantità di altre istituzioni culturali.
Ha pubblicato due raccolte di conversazioni sullo scrivere e il narrare (Parole private dette in pubblico, Theoria 1997, Lezioni di scrittura, Fernandel 2001), il (non) Un corso di scrittura e narrazione, Terre di Mezzo 2009, e due fortunati manuali scritti in coppia con Stefano Brugnolo (docente di Letteratura comparata presso l’Università di Pisa): Ricettario di scrittura creativa, Zanichelli 2000, e L’officina della parola, Sironi 2014.
Nel 2019 ha pubblicato un Oracolo manuale per scrittrici e scrittori, al quale farà seguito un Oracolo manuale per poete e poeti, scritto in coppia con la scrittrice e poeta Laura Pugno, la cui pubblicazione è prevista per giugno 2020.