Corso fondamentale di narrazione 2020

Il Corso fondamentale della Bottega di narrazione è esattamente ciò che il suo nome dice: un corso sui fondamenti della narrazione. Prevede sessanta ore in aula virtuale con lezioni frontali, esercitazioni e discussione di testi liberamente condivisi dai partecipanti. Si rivolge a chi senta il bisogno di cominciare dai primi passi; non richiede né molta esperienza di scrittura né una specifica preparazione letteraria. È condotto da Giulio Mozzi.

I contenuti

La didattica del Corso fondamentale di narrazione si sviluppa su tre linee: le lezioni frontali (circa un quarto del tempo di lavoro), l’esercitazione narrativa (un altro quarto del tempo), la discussione dei lavori dei partecipanti (la metà del tempo di lavoro).

Le lezioni frontali toccheranno i seguenti temi:

l’invenzione della storia. “Un’idea, finché resta un’idea, è soltanto un’astrazione”, cantava Giorgio Gaber. Passare dall’idea narrativa – che viene spesso da non si sa dove, da non si sa che – alla pratica materiale della scrittura, non è una faccenda scontata. Ci sono dei metodi per affrontare alla meglio il passaggio, evitando di farsi ingannare dalla fretta o dall’apparente facilità della scrittura.

il narratore. Ogni testo ha un suo autore materiale, ma l’autore materiale non coincide con il narratore che parla nel testo; il quale è a sua volta distinto dall’eventuale personaggio narrante (qualora la narrazione sia in prima persona o sia affidata a un narratore d’invenzione). Imparare a distinguere tra sé stesso come autore materiale del testo e la proiezione di sé che ne costituisce il narratore è il primo passo per comprendere la natura della finzione narrativa.

il movimento dei personaggi. E’ un errore frequente, quello di immaginare i personaggi come se fossero dei “tipi psicologici”. Ma è più produttivo immaginarli come nodi di una rete: ogni personaggio è costruito nelle sue relazioni con gli altri personaggi e nella relazione con la propria storia di trasformazione.

il montaggio. Sono rare le narrazioni che cominciano dall’inizio della sequenza dei fatti e proseguono in ordine cronologico fino alla fine della sequenza stessa. Al di là dell’eventuale impiego di mezzi come l’analessi (flashback, il racconto di fatti precedenti a quelli del “tempo presente” della narrazione) o la prolessi (flashforward, il racconto di fatti posteriori al “tempo presente” della narrazione), i procedimenti di montaggio servono a creare la tensione narrativa grazie al collocamento delle informazioni in un ordine tale da non far comprendere immediatamente la direzione della storia (e il modo della sua conclusione), nonché a gestire la relazione tra la storia principale e le eventuali storie collaterali.

il dispositivo drammatico. In ogni storia c’è un piccolo nucleo che contiene in sé tutto il potenziale narrativo. Non necessariamente tale nucleo, o dispositivo drammatico, risulta essere alla fin fine il contenuto principale dell’opera narrativa («Lui e lei vogliono sposarsi, un cattivone cerca di impedirlo, ma alla fine ce la fanno»: questo è il dispositivo drammatico de I promessi sposi, ma è evidente che I promessi sposi è molto di più di questo dispositivo drammatico): tuttavia individuarlo, metterlo a fuoco ed esaminarne tutte le potenzialità è necessario per garantire la tenuta della trama.

L’esercitazione narrativa, nella quale tutti i partecipanti ragioneranno insieme attorno a un’unica storia, si fonderà su un fatto di cronaca avvenuto a New York nel novembre del 1999 – e sulle vicende che lo precedettero e che lo seguirono. Ai partecipanti sarà fornito un dossier giornalistico (in inglese e in italiano) con tutti gli elementi della storia.

Essendo il “materiale della storia” già disponibile e definito, si discuterà soprattutto sul “modo di raccontare”, e più esattamente sulla quasi infinita varietà dei modi di raccontare la medesima storia.

Ma la maggior parte del tempo di lavoro, cica metà, sarà dedicata alla discussione approfondita di racconti, progetti di racconti, progetti o stesure parziali di romanzi liberamente presentati dai partecipanti. Con queste discussioni e con l’esercitazione narrativa si potranno dunque trasferire dalla “teoria” alla “pratica” i contenuti delle lezioni frontali; e ciascun partecipante potrà godere di una riflessione approfondita su un proprio lavoro narrativo.

Come ci si iscrive al Corso fondamentale di narrazione

Essendo un corso rivolto ai principianti, il Corso fondamentale non prevede selezione all’ingresso. Per iscriversi è sufficiente inviare un’email all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com indicando la propria intenzione di frequentare il corso e fornendo i seguenti dati: nome completo, numero di telefono.

La quota di iscrizione è di 488 euro lordi (400 euro più iva). Al momento dell’iscrizione sarà chiesto il versamento di un acconto di 122 euro lordi (100 più iva). Il saldo dovrà essere effettuato entro il 1° luglio 2020.

In caso di mancata conferma dell’iscrizione l’acconto, salvo motivi particolari, non sarà restituito.

Calendario e orari di lavoro

Le sessanta ore del corso saranno distribuite in parte in orario serale (in blocchi di tre ore, 19-22) e in parte in alcuni week-end (quattro blocchi da tre ore ciascuno, indicativamente 9.30-12.30, 15-18). L’inizio è fissato per l’11/12 luglio 2020; il calendario sarà definito nei prossimi giorni e potrà essere aggiustato secondo le esigenze dei partecipanti.

Come ci si iscrive

Per iscriversi è sufficiente inviare un’email all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com indicando: nome e cognome, indirizzo, codice fiscale, eventuale partita iva.

Sarà richiesto un acconto di 122 euro (100 più iva). Il saldo dovrà essere versato prima dell’inizio del corso. In caso di ritiro l’acconto non sarà rimborsato

Il docente

Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione – Scuola di scrittura creativa
Giulio Mozzi è nato nel 1960. Abita a Padova. Ha pubblicato sette raccolte di racconti: Questo è il giardino, Theoria 1993; La felicità terrena, Einaudi 1996; Il male naturale, Mondadori 1998; Fantasmi e fughe, Einaudi 1999; Fiction, Einaudi 2000; Sono l’ultimo a scendere, Mondadori 2009; Favole del morire, Laurana 2015.
Lavora nell’editoria come talent scout e ha seguito le prime pubblicazioni di Tullio Avoledo, Mariolina Venezia, Diego De Silva, Laura Pugno, Nicola Garlini, Alberto Garlini, Vitaliano Trevisan, Alessandra Sarchi, Giorgio Falco e altri.
Dal 1993 insegna scrittura creativa. Ha tenuto corsi e seminari presso le università di Padova, Torino, Bari e Siracusa, la Scuola Holden di Torino, l’Università del progetto di Reggio Emilia, e una quantità di altre istituzioni culturali.
Ha pubblicato due raccolte di conversazioni sullo scrivere e il narrare (Parole private dette in pubblico, Theoria 1997, Lezioni di scrittura, Fernandel 2001), il (non) Un corso di scrittura e narrazione, Terre di Mezzo 2009, e due fortunati manuali scritti in coppia con Stefano Brugnolo (docente di Letteratura comparata presso l’Università di Pisa): Ricettario di scrittura creativa, Zanichelli 2000, e L’officina della parola, Sironi 2014.
Nel 2019 ha pubblicato un Oracolo manuale per scrittrici e scrittori, al quale farà seguito un Oracolo manuale per poete e poeti, scritto in coppia con la scrittrice e poeta Laura Pugno, la cui pubblicazione è prevista per giugno 2020.