Il Corso fondamentale 2020 della Bottega di narrazione (a Milano e a Perugia)

Il Corso fondamentale della Bottega di narrazione, che si tiene tradizionalmente nella prima parte dell’anno ed è condotto da Giulio Mozzi, avrà nel 2020 due edizioni, leggermente diverse: una a Milano, come sempre, e una Perugia, in collaborazione con l’associazione Settepiani. Il Corso fondamentale si rivolge a persone che siano interessate ad apprendere i concetti

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“Scritto ad arte”: il primo corso di scrittura creativa che comincia nelle sale di un museo

“Scritto ad arte”, organizzato dalla Bottega di narrazione, è un corso-laboratorio che fa uso delle arti figurative come strumento per immaginare, inventare e comporre un testo letterario. Si terrà a Milano, fra la Pinacoteca di Brera e la sede della Bottega di via Tenca 7, per due fine settimana: 22-23 febbraio e 4-5 aprile 2020.

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Una camera con (punto) di vista (1 parte)

di Demetrio Paolin Sto sfogliando il libro di Matteo Pericoli dal titolo Finestre su New York (Il Saggiatore, 2019), mi soffermo sulle variazioni tra le diverse immagini – in un libro così la variatio è forse la figura retorica centrale –: sono tutte delle finestre con veduta. Il libro è organizzato in questo modo, sulla

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Burri e Savinio: da due quadri, due forme dell’immaginario

Mattia Preti, San Luca ritrae Maria, 1532

di Giulio Mozzi Come tutti, non sono nato scrittore. Lo sono diventato un po’ alla volta, senza rendermene conto. A quattordici o diciassette anni facevo delle cose che oggi mi tornano utili, ma non le facevo certo con lo scopo di imparare a fare ciò che oggi faccio (e tantomeno con lo scopo di diventare

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Quando Černobyl’ diventa Chernobyl: la tensione fra realtà e realismo in narrazione

di Valentina Durante. Iniziamo dalla realtà. “Il disastro di Černobyl’ avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:45 del mattino, presso la centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale (all’epoca parte dell’Unione Sovietica), a 3 km dalla città di Pryp”jat’ e 18 km da quella di Černobyl’, 16 km a sud del confine con

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Coca, Pepsi o Fanta? Come far uso ad arte dei marchi per rendere il testo più denso e credibile

di Valentina Durante. Nel 1986, Jonathan Shelder e Melvin Manis, ricercatori all’Università del Michigan, condussero un esperimento per analizzare il valore veritativo dei dettagli in una storia. La cornice era la simulazione di un processo per l’affidamento di minore – un bambino di sette anni – a una fantomatica signora Johnson. I giurati, ignari del

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Costruire personaggi: la casualità (o la causalità?) del male

di Valentina Durante. Una decina di giorni fa, Stefano Brugnolo ha pubblicato su Facebook un interessante post che esplorava la genesi hugoliana, forse inconsapevole forse no, del film Joker diretto da Todd Phillips. L’argomentazione proposta è ineccepibile, dunque questo mio non è certo un tentativo di critica, e neppure è una recensione di Joker, che

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Che la donna non guardi: un’ipotesi sulla cosiddetta “scrittura femminile”

di Valentina Durante. “Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò”. Genesi 3,6 Il peccato originale comincia con una donna che guarda. Eva, solleticata

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Prove pratiche di scrittura e vita

di Valentina Durante. Leggo in Distratti dal silenzio di Stefano Dal Bianco: “Se si vive e si scrive dimenticando di coltivare una distanza tra poesia e vita, magari in nome di una presunta superiorità della poesia, di ciò che l’esercizio della poesia ci permette di intravedere – a barlumi, a momenti –, si ottiene il

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Rubare per scrivere: quando, in letteratura, il furto è nobilissima arte

Quando mio nonno era ancora vivo, e io bambina, e lei con trent’anni di meno a pesarle addosso, mia nonna teneva in cucina quattro Arcimboldo. Erano le Quattro stagioni, stampe incorniciate dietro lastre di vetro vero (non le imitazioni in acetato che si comprano oggi, all’Ikea o al Brico, e che sono così pratiche ma

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Chi ha ucciso Kurt Cobain? La fotografia come contenitore ambiguo di memoria

di Valentina Durante. Questa foto ha segnato la mia adolescenza. E quella, credo, di molti altri della mia generazione. In un pezzo molto bello uscito per Esquire, Demetrio Paolin la racconta così: “La foto riprende l’interno di una rimessa; a terra c’è un corpo, di fianco un uomo accovacciato. Del corpo a terra vediamo giusto

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Quando si scrive, dire di sì significa dire di no

di Valentina Durante. Aristide Bruant era un gran bel tipo: alto, corporatura ampia e forte, sguardo diretto. Capelli neri e ondulati, tenuti un po’ lunghi e spesso nascosti sotto un cappellaccio a tesa larga, nero anch’esso. Vestiva di velluto scuro, con rendigote e panciotto, pantaloni alla zuava e stivaloni di cuoio sino a metà polpaccio.

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Scrivere è attraversare uno specchio: andata e ritorno

di Valentina Durante. L’opera la conoscete: è famosissima. Girolamo Francesco Maria Mazzola – conosciuto più spicciamente come il Parmigianino – dipinge Autoritratto entro uno specchio convesso nel 1524 così da aver sottomano un saggio del suo proprio talento: un’immagine da portfolio, diremmo oggi, da mostrare ai clienti al bisogno. Si mette difronte a uno specchio

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Che fare della tradizione: conformarsi, ribellarsi, spostare lo sguardo

di Valentina Durante. Per prima cosa, dedichiamo alla tradizione un paio di minuti. V’invito a leggere questo passo tratto dal libro VIII delle Metamorfosi di Ovidio: vi si narra il mito di Dedalo e Icaro, e per la precisione il momento in cui il padre allaccia le ali al figlio. “Vola a mezza altezza, Icaro,

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Come si diventa un insegnante di scrittura creativa? Breve spiegazione in dieci punti

Bottega di narrazione Scuola di scrittura creativa

di Giulio Mozzi Si sono svolte nei giorni scorsi le lezioni a porte aperte della Bottega di narrazione. Tra i numerosi (grazie!) partecipanti, alcuni hanno posto una domanda molto seria: “Come si diventa insegnanti di scrittura creativa? Qual è la formazione che voi, che pretendete di insegnare questa (disciplina) (materia) (arte) (pratica) (scegliete voi la

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In scrittura e in arte, è tutta questione di punti di vista

di Valentina Durante A Palazzo Grassi, fino al 20 gennaio 2020, c’è una personale dedicata al pittore belga Luc Tuymans. Il titolo è La pelle, e se vi suona familiare confermo che sì, è proprio tratto dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Ma non vi parlo della mostra a causa di Malaparte, bensì per ciò

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A proposito del “così com’è”. Appunti sul realismo come genere letterario

di Demetrio Paolin 0. Scrivere è dover fare i conti con divieti e permessi 1. Cesare Pavese scrive ne Il mestiere di vivere: «La letteratura non si contrappone a “senso pratico” ma a “senso del reale”…». Come tutte le frasi sibilline e oracolari di Pavese queste parole si prestano a diverse interpretazioni. A me interessa

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Ci sono più figure retoriche nella prima pagina di un giornale quotidiano che in tutti i trentotto capitoli de “I promessi sposi”

di Giulio Mozzi Nel suo Trattato sui tropi (Traité des tropes), pubblicato nel 1730, il filosofo e grammatico francese César Dumarsais si diceva, un po’ giocosamente e un po’ sul serio, persuaso che “si facciano più figure retoriche in un solo giorno di mercato alle Halles che in molte giornate di assemblee accademiche”. Chi abbia

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