Dieci stratagemmi per frequentare un corso di scrittura con vantaggio e senza troppi danni

di giuliomozzi 1. Ricordate che un corso è un corso, non è una competizione. Non è importante fare bella figura difronte alla docente o al docente; è importante portarsi a casa cose utili. I compagni di corso e le compagne di corso sono appunto compagni e compagne, non concorrenti, e tanto meno nemici. 2. Se

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Un laboratorio di scrittura del paesaggio: Amelia, 14-21 luglio 2018

Fotografia di Pasquale Comegna

Raccontare il paesaggio è un laboratorio di scrittura creativa dedicato alla narrazione dei luoghi e dei paesaggi, un tema intorno al quale negli ultimi decenni si sono raccolte una riflessione teorica multidisciplinare e una interessante produzione artistica. Il laboratorio si svolgerà nella settimana dal 14 al 21 luglio 2018, ad Amelia, tra le colline della

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“La cura di un racconto”: un laboratorio di scrittura in Canton Ticino

La Photo Ma.Ma. Edition di Minusio (presso Locarno, in Canton Ticino) organizza per l’autunno del 2018, in collaborazione con la Bottega di narrazione di Milano e con il sostegno dell’Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana (Assi), un laboratorio di scrittura intitolato La cura di un racconto. Il laboratorio si svolgerà in quattro fine di

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Gli allievi della Bottega di narrazione si presentano al mondo editoriale

La Bottega di narrazione, – condotta da Giulio Mozzi, Gabriele Dadati, Demetrio Paolin, Claudia Grendene, Giorgia Tribuiani e Massimo Cassani – presenterà sabato 3 febbraio 2018, a Milano in via Carlo Tenca 7, presso lo Spazio Melampo, dalle 10.30 alle 13.30, i lavori degli allievi e delle allieve dell’annualità 2016-2017. Seguirà, per chi volesse fermarsi

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I dieci più bei romanzi mai scritti (finora, e che probabilmente nessuno scriverà mai)

di Giulio Mozzi 1. L’uomo senza quantità. Se pensate che si tratti di un remake de L’uomo invisibile di H. G. Wells, vi sbagliate di grosso. Il romanzo è piuttosto un malloppone matematico-filosofico, ambientato nel mondo della finanza internazionale. Un grande speculatore austriaco viene a sapere che un grande speculatore tedesco tenterà, in una data

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Dieci considerazioni sparse utilissime per decidere se scrivere il vostro romanzo in prima, terza, seconda o diciassettesima persona

di giuliomozzi 1. Per cominciare, intendiamoci: c’è prima e prima persona. La prima persona del Robinson Crusoe di Daniel Defoe è tutt’altra cosa dalla prima persona della prima persona della Coscienza di Zeno di Italo Svevo. Mentre leggiamo le avventure del famoso marinaio, infatti, non abbiamo alcun dubbio che tutto ciò che egli ci racconta

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Dieci sistemi sicuri per evitar di frequentare un corso di scrittura creativa

di giuliomozzi 1. Fino a vent’anni fa, in Italia praticamente non esistevano libri sulla “scrittura creativa”. Oggi ce n’è fin troppi. Basta andare in una buona libreria, cercare lo scaffale, guardare bene tutto, e poi scegliere. E poi studiare. 2. Di libri sulla “scrittura creativa” ce n’è fin troppi, mentre la narratologia – cioè lo

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Dieci cose da sapere sui nomi dei personaggi, se non volete che il lettore editoriale getti il vostro romanzo nel cestino

di giuliomozzi [Questo articolo riprende, con cambiamenti, un articolo del 2012] 1. Se il vostro romanzo ha intenti realistici, evitate i nomi parlanti. Non è necessario che un personaggio molto pigro si chiami dottor Pelandra, che il giocatore di scacchi si chiami Alfieri o Della Torre, che lo scopatore seriale si chiami Uccello (come Paolo),

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Dieci cose sulle agenzie letterarie che non è indispensabile, ma comunque è utile, che l’autore alle prime armi sappia

di giuliomozzi [Nella fotografia qui sopra: un agente letterario tenta di convincere un editore a pubblicare l’opera – corposissima – di un collettivo di ignoti autori mediorientali]. 1. Cominciamo dall’inizio. Il primo agente letterario nel senso moderno del termine fu Alexander Pollock Watt, che fondò la sua agenzia in Gran Bretagna nel 1875 (fu agente,

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“Tutti sanno che la scrittura non si può insegnare” e altri luoghi comuni discussi e confrontati con aneddoti di vera vita vissuta

Chiacchiere

di giuliomozzi 1. “Tutti sanno che la scrittura non si può insegnare”: mi sono sentito buttare in faccia questo luogo comune ormai non so quante volte (l’ultima, a es., qui). Normalmente rispondo: a me hanno insegnato a scrivere (e narrare), e posso raccontare chi e dove e come e quando. Do per scontato che, dietro

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Dieci buoni motivi per non leggere i classici (rumoresque senum severiorum / omnes unius aestimemus assis)

di giuliomozzi 1. I classici paralizzano. Leggi, che ne so, Al poco giorno ed al gran cerchio d’ombra di quel mostro che era Dante Alighieri o La princesse de Clèves di Madame de Lafayette, e ti domandi: “Sarò mai capace, non dico di fare altrettanto, ma di fare qualcosa che possa stare dignitosamente accanto a

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Dieci criteri utili a decidere se il prezzo di un corso di scrittura è congruo o no (con un’appendice)

di giuliomozzi 1. Dal punto di vista di chi vende, il “prezzo giusto” è, ovviamente, il più alto possibile. Dal punto di vista di chi compra, il “prezzo giusto” è, ovviamente, il più basso possibile. Qui si parla, adottando il punto di vista di chi compra, di prezzo congruo: “Conveniente, proporzionato, rispondente a determinate esigenze,

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Le dieci cose che gli editori non vogliono che i loro autori sappiano e che peraltro gli autori, se le vengono a sapere, non ci credono

di giuliomozzi 1. Non ha senso sostenere che lo scopo delle case editrici, in quanto imprese, è il profitto. Ha senso invece dire che una casa editrice, se va in perdita, inevitabilmente chiude (o se la compera qualcun altro); se ne genera punto o poco, è una zavorra per chi la possiede. Queste due affermazioni

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Dieci modi facili di credere a qualunque bufala circoli in rete a proposito dei magici mondi della letteratura e dell’editoria

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di giuliomozzi 1. Sei fermamente convinto che il mondo sia retto da una setta segreta di autori che vendono milioni di copie senza scrivere una sola riga di ciò che pubblicano, in quanto si limitano a copiare di sana pianta buoni e buonissimi romanzi che arrivano nelle case editrici spediti da intelligentissimi e scalognatissimi sconosciuti,

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Le dieci vere ragioni per cui la letteratura anglosassone sforna capolavori a manetta, e quella italiana no

Manetta.

di giuliomozzi [Nell’immagine qui sopra: Manetta]. 1. Siamo sicuri che la letteratura anglosassone sforni capolavori a manetta? Non è che, semplicemente, hanno un buon ufficio stampa? 2. Da Wikipedia, s.v. Lingua inglese: “Si calcola che i parlanti inglese come lingua madre siano circa 400 milioni, mentre sono circa 300 milioni coloro che lo parlano accanto

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Spiegazione serissima dell’articolo scherzoso “Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare”

di giuliomozzi [Qualche giorno fa pubblicai un articolo intitolato Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare. Le frasi “veramente sentite dire” sono ovviamente tutte inventate; ma ciascuna di esse cerca di descrivere sinteticamente una questione reale. Poiché

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