Il romanzo del paesaggio

Tipo di laboratorio: monografico

Modalità: in video-conferenza su piattaforma Zoom

Docente: Fiammetta Palpati

Durata: 30 ore (10 incontri di 3h ciascuno, nei fine di settimana), dal 26 febbraio al 29 maggio 2022

Costo: 360 euro più iva, in totale 446

Numero minimo e massimo di partecipanti: 8 / 12

Il percorso del paesaggio

Il percorso del paesaggio della Bottega di narrazione è un accostamento trasversale alla scrittura creativa, articolato in tre tipi di laboratorio: Il paesaggio del romanzo, di tipo introduttivo, Il romanzo del paesaggio per approfondire la scrittura dei luoghi e dei paesaggi attraverso un taglio specifico, diverso di volta in volta; Raccontare il paesaggio, infine, laboratorio residenziale, per sperimentare il lavoro di gruppo, in aula e sul campo, l’esplorazione del luogo, e la costruzione di un testo. I tre laboratori possono essere usufruiti indipendentemente.

Il romanzo del paesaggio

Il romanzo del paesaggio non prevede selezione all’ingresso. È pensato per chi ha un po’ di dimestichezza nella scrittura e vuole provare un approccio trasversale per approfondirla. Per chi è interessato a raccontare il giardino del mondo. Per chi è interessato al paesaggio, per mestiere o curiosità (artisti, architetti, giornalisti, fotografi, antropologi e compagnia). A chi è semplicemente curioso di provare a raccontarsi cominciando a uscire da sé. 

Docente

Fiammetta Palpati

Primavera 2022: «Il sublime al tempo del contemporaneo»

In sostanza, Il romanzo del paesaggio è un laboratorio di tipo monografico che affronta di volta in volta la narrazione di luoghi e paesaggi secondo un aspetto specifico (per esempio il paesaggio sonoro della primavera 2021), o una chiave interpretativa (come i luoghi inesistenti dell’autunno 2020). Contestualmente al lavoro tematico una particolare attenzione viene dedicata alle forme (i generi, i registri, gli stili) che può assumere un testo con paesaggio.

Cos’è «Il sublime al tempo del contemporaneo»

Il romanzo del paesaggio della primavera 2022 prende il titolo da un testo dell’architetto Vittorio Gregotti, Il sublime al tempo del contemporaneo (Einaudi, 2013), e si propone come un lavoro guidato alla ricerca, all’individuazione e alla narrazione di paesaggi – intesi in senso ampio come luoghi, complessi architettonico-urbanistici, edifici, installazioni – in cui sia ancora possibile sperimentare il sentimento del sublime, e su cosa ci sia di diverso rispetto alla sua accezione tipica. La nozione più conosciuta del sublime è quella di consistere in una particolare e accesa reazione emotiva di fronte a manifestazioni naturali di grande intensità e spettacolarità; in questo senso il sublime ha fatto la fortuna di un certo tipo di espressione della sensibilità romantica, soprattutto nord-europea. Al principio si trattava di bufere di neve, naufragi tra i ghiacci polari, picchi montuosi che soverchiavano l’osservatore: spettacoli con un quid di terribile ma anche di eccitante. Poi la comunicazione globale per immagini ha diffuso un sublime più esotico, ma egualmente capace di ispirare un sentimento ambivalente, di repulsione e fascinazione insieme: abissi oceanici, deserti lunari – paesaggi più surreali dei quadri di Salvator Dalì (che ha dato persino il nome a un deserto cileno) e che ha contribuito anche a derubricare il sublime a illustrazione da National Geographic. Tuttavia – ed è questo l’oggetto del nostro interesse – si può riconoscere una qualità sublime in paesaggi frutto di opera umana, creati consapevolmente o involontariamente, per scopi pratici o artistici, e capaci di impressionare per la grandiosità, e per la grandiosità della loro potenza distruttiva. E questo crea – dal momento che il sublime è anche una forma di piacere, di godimento estetico capace di farci saltare a piè pari le categorie del giudizio critico – un curioso cortocircuito: che di fronte alla visione grandiosa delle enormi navi sature di immondizia in rada sul golfo di Napoli che ci racconta Roberto Saviano in Gomorra, noi potremmo esclamare che si tratta di una immagine mozzafiato: lo stesso aggettivo (trito) che useremmo di fronte a uno dei tanti paesaggi notturni partenopei, con l’immancabile e drammatica presenza di nubi e luna, e minuscole figure umane sui moli, di un Salvator Rosa. Chiamiamolo pure il sublime al tempo dell’antropocene.

Come si lavora

Il laboratorio è, per definizione, un luogo dove si lavora insieme. Uno dei punti di forza dei laboratori del «Percorso del paesaggio», e dell’offerta complessiva della Bottega di narrazione, è il valore che diamo allo scambio tra docenti e allievi, tra allievi e allievi, al valore di essere un gruppo.

Delle 30 ore del laboratorio, circa 10 ore saranno di lezioni frontali; il resto del tempo sarà dedicato alla genesi, all’analisi e all’editing dei testi prodotti dagli allievi.

Calendario

Sabato 26 febbraio, ore 15-18

Domenica 27 febbraio, ore 10-13

Sabato 19 marzo, ore 15-18

Domenica 20 marzo, ore 10-13

Sabato 2 aprile, ore 15-18

Domenica 3 aprile, ore 10-13

Sabato 23 aprile, ore 15-18

Domenica 24 aprile, ore 10-13

Sabato 28 maggio, ore 15-18

Domenica 29 maggio, ore 10-13

Come ci si iscrive

Per iscriversi a Il paesaggio del romanzo basta inviare un’email a bottegadinarrazione@gmail.com, indicando chiaramente: il nome completo, l’indirizzo di residenza, il codice fiscale e l’eventuale partita via.

La quota d’iscrizione è di 360 euro più iva, in totale 446.

Al momento dell’iscrizione sarà chiesto il versamento di un acconto di 100 euro più iva (in totale 122). In caso di ritiro l’acconto non sarà restituito. In caso di non effettuazione del corso l’acconto sarà interamente restituito.

Per informazioni

Per informazioni sulla didattica, scrivere a bottegadinarrazione@gmail.com. È possibile chiedere un appuntamento telefonico.