Immaginare le storie

corso-laboratorio con editing

Docente: Valentina Durante.
Didattica: on line, su piattaforma Zoom.
Durata: 8 appuntamenti serali (giovedì, 19-22) da 3 ore ciascuno.
Calendario: dal 10 settembre al 12 novembre 2026.
Quota d’iscrizione: fino al 10 agosto 2026, 432 euro più iva (totale 527); dall’11 agosto 2026 alla chiusura delle iscrizioni, 480 euro più iva (totale 586).
Scadenza iscrizioni: 3 settembre 2026

A dispetto di quanto usualmente si crede, la debolezza di molti testi narrativi non riusciti non sta nella limitata capacità tecnica di chi scrive, ma in una incompletezza dell’invenzione.
«Immaginare le storie» è un corso-laboratorio che fa uso delle immagini come strumento per rinforzare le proprie capacità inventive.
Si affronteranno argomenti classici (il narratore, la scena, i personaggi, le descrizioni…) e altri meno classici (il rapporto tra realtà e finzione, l’immaginario, la composizione delle copertine) con un taglio nuovo e più intuitivo.
I primi sei incontri saranno strutturati in una parte di lezione frontale seguita da un breve esercizio di scrittura. Gli ultimi due saranno dedicati alla discussione dei testi scritti dai partecipanti, preventivamente editati dalla docente (nel caso di una classe numerosa, potranno essere aggiunti uno o due incontri in coda). L’editing non è né imposizione né tanto meno correzione, ma un’esperienza concreta di lavoro sulla propria scrittura; e se molto si può imparare dalla discussione sul proprio testo, non meno si apprende ascoltando e intervenendo durante la discussione dei testi altrui.

Essendo un corso focalizzato sull’invenzione, «Immaginare le storie» si rivolge a narratori di qualunque livello tecnico ed esperienza. È pensato per chi:
– vuole irrobustire la propria immaginazione;
– è in cerca di nuovi spunti narrativi;
– sente i propri testi carenti sul piano visivo;
– è interessato a uno sguardo alla narrazione diverso dal solito e da forme ibride, spesso autobiografiche, che mescolano testo e immagine;
– è consapevole che siamo ormai sommersi da immagini: gli autori come anche i lettori. Chi scrive non può più farlo come se vivesse ancora nell’Ottocento;
– in generale, si sente «bloccato» nella scrittura.

1. Come si guardano le immagini (giovedì 10 settembre 2026)

Ogni giorno entriamo in contatto con centinaia di immagini. Ma: sappiamo davvero come guardarle per trarne vantaggio per la nostra scrittura?
Ricorrere alle arti figurative (ossia a immagini progettate, composte) può rivelarsi assai utile nell’invenzione dei testi narrativi:
1) Gli artisti affrontano gli stessi problemi progettuali degli scrittori, ma la forma in cui si esprimono è più sintetica (banalmente: un’immagine la possiamo valutare a colpo d’occhio, mentre un testo richiede un certo tempo per la lettura).
2) Gli artisti hanno più libertà. Poco da fare: rivolgersi a un vasto pubblico ed essere inseriti in un processo industriale (tale è l’editoria) limita la possibilità di sperimentare. L’arte può permettersi di osare di più.
3) Quasi mai si inventa il radicalmente nuovo. Le innovazioni nascono più spesso da trasferimenti: la profondità e la specializzazione del sapere sono importanti, ma non lo è di meno la capacità di stabilire connessioni fra ambiti diversi.

2. Scrivere e fotografare, fotografare e scrivere (giovedì 17 settembre 2026)

Oltre alle immagini che guardiamo con intenzione o che ogni giorno ci cadono davanti agli occhi, ci sono quelle che a nostra volta produciamo. La pittura o il disegno possono non essere alla portata di tutti, ma di certo lo è ormai la fotografia. Che si tratti di foto che adoperiamo in fase di ricerca e documentazione oppure di immagini da inserire nell’opera (una pratica sempre più diffusa nella narrativa contemporanea), far dialogare parola e immagine può arricchire lo sguardo sul nostro progetto e offrirci nuovi spunti per l’invenzione.

3. Autobiografia e autoritratto (giovedì 24 settembre 2026)

In questo terzo incontro esploreremo le scelte che compiamo riguardo a noi stessi in relazione alla storia che vogliamo raccontare, dunque il rapporto fra autore empirico (chi scrive materialmente il testo), autore ideale (la trasfigurazione dell’autore che lo stesso testo produce) e narratore (colui, colei o coloro che narrano la storia). Se in chi scrive tutto è autobiografia – o almeno così si dice –, in chi si esprime attraverso le immagini tutto in fondo è autoritratto. Con un vantaggio, per noi: nelle arti figurative certe torsioni si colgono più facilmente, perché si sperimentano in forma sintetica.

4. Personaggi e messa in scena (giovedì 1° ottobre 2026)

Ci dedicheremo agli aspetti più propriamente narrativi delle immagini: dalla costruzione della scena alla fisicità e gestualità dei personaggi. Specie quando scriviamo dei dialoghi, abbiamo spesso la tendenza a trasformare i nostri personaggi in teste parlanti. Osservare con attenzione la pittura (soprattutto quella di genere) e la fotografia (in particolar modo quella di strada) ci addestra a vedere cosa stiamo realmente mettendo o non mettendo in scena, ma soprattutto a scegliere: costretti a uno spazio giocoforza limitato, gli artisti del visuale sono da sempre dei provetti selezionatori.

5. Rappresentare gli spazi e gli oggetti: attenzione alle descrizioni! (giovedì 8 ottobre 2026)

Per far vedere al lettore uno spazio non basta descriverlo. Anzi: spesso più si descrive e meno si riesce a rappresentare; e ci sono anche autori, come a es. Alain Robbe-Grillet, che hanno sfruttato le potenzialità espressive di questo sguardo iper-dettagliato e perciò paradossalmente cieco. Allo stesso tempo, ignorare lo spazio non si può, poiché è una componente implicita nel testo: l’azione deve per forza svolgersi in un luogo, il quale verrà percepito (eventualmente creato) dal lettore a prescindere di quel che troverà sulla pagina.

6. Come nasce una copertina (giovedì 15 ottobre 2026)

È la prima cosa che il lettore vede di un libro e la prima soglia di accesso al testo. In teoria non dovrebbe essere una preoccupazione di chi scrive – progettare la copertina fa parte del lavoro editoriale e se ne occupano altri professionisti, in  autonomia – ma è anche vero che più di qualche editore permette all’autore di sottoporre proposte o di avere voce in capitolo, almeno nella scelta dell’immagine. Meglio non farsi cogliere impreparati.

Pausa

Due settimane di pausa perché i partecipanti abbiano il tempo di scrivere (e il docente di eaminare) i racconti che saranno discussi negli ultimi due incontri.

7. Laboratorio (giovedì 5 novembre 2026)

Editing, commento e discussione in aula dei racconti scritti dai partecipanti (max 8000 battute).

8. Laboratorio (giovedì 12 novembre 2026)

Editing, commento e discussione in aula dei racconti scritti dai partecipanti.

Si può scrivere a bottegadinarrazione@gmail.com, eventualmente chiedendo di avere un colloquio telefonico con la docente.

Per iscriversi è sufficiente inviare un’email all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com indicando la propria intenzione di frequentare il corso e fornendo i seguenti dati: nome completo, indirizzo di residenza, codice fiscale, eventuale partita iva.

La quota di iscrizione è
– fino al 10 agosto 2026, 432 euro più iva (totale 527);
– dall’11 agosto alla chiusura delle iscrizioni, 480 euro più iva (totale 586).

Al momento dell’iscrizione sarà chiesto il versamento di un acconto di 100 euro più iva (totale 122). Il saldo dovrà essere effettuato l’inizio del corso, ovvero entro il 10 settembre 2026.

In caso di non effettuazione del corso gli acconti saranno integralmente restituiti. In caso di mancata conferma dell’iscrizione l’acconto, salvo casi particolari e a discrezione della Bottega di narrazione, non sarà restituito.

Valentina Durante è nata nel 1975 e vive a Montebelluna (TV). È copywriter freelance, principalmente per il mondo del design e dell’architettura. Ha pubblicato tre romanzi: La proibizione (Laurana, 2019), Enne (Voland, 2020) e L’abbandono (La nave di Teseo), oltre a diversi racconti usciti su riviste cartacee e online. È autrice, assieme a Giulio Mozzi, di Immaginare le storie. Atlante visuale per scrittrici e scrittori (Johan & Levi, 2022).