Luoghi dalla distanza. (Raccontare il paesaggio, 3)

Raccontare il paesaggio è una sorta di laboratorio permanente, e in movimento. Un tram sul quale si può salire e scendere a ogni fermata. È concepito per chi, alle prime armi della scrittura creativa, è attratto dalle insospettabili potenzialità narrative che scaturiscono dai luoghi e per chi vuole approfondire la vivificante esperienza di scrivere radicandosi sulla terra. Per partecipare è necessario essere disponibili e avere la possibilità di spostarsi nel proprio territorio, di camminare, esplorare, documentarsi. Non ultimo: una discreta connessione internet.

Luoghi inesistenti

Luoghi dalla distanza è la terza edizione di Raccontare il paesaggio, il laboratorio della Bottega di narrazione destinato all’approfondimento teorico e pratico delle scritture di luoghi e paesaggi. Questa edizione è dedicata ai luoghi inesistenti, cioè non più identificabili come tali nel nome e nella funzione, iniziando dagli spazi trasparenti dell’insignificanza e finendo sul versante opposto di quelli preservati in una forma cristallizzata, museale, transitando per la degradazione degli habitat e le sorprendenti rinascenze del terzo paesaggio (un concetto relativamente recente che considera gli spazi abbandonati come forieri di una nuova biodiversità).

Prendendo in considerazione una zona ragionevolmente accessibile dalla propria abitazione, ciascuno in solitaria, ma il gruppo contemporaneamente, raccoglierà immagini, suggestioni, segni, voci e storie e soprattutto la sfida di raccontare quell’intervallo spaziale e temporale – la distanza, appunto – tra il momento in cui un certo luogo è, e quello in cui non è più.

Il laboratorio ha una durata complessiva di circa trenta ore, tra aula virtuale, monitoraggio delle uscite sul territorio e una restituzione da parte del docente, in forma di scambio a voce o scritto, del lavoro prodotto dal singolo partecipante. Gli appuntamenti sono distribuiti nell’arco di due mesi circa, tra la metà di settembre e la metà di novembre 2020. È condotto da Fiammetta Palpati.

Cavalcare il limite

Questo laboratorio, che prosegue e integra l’ormai atteso appuntamento residenziale di Raccontare il paesaggio, nasce in prima battuta come adattamento: tentare di fare quello che si faceva in precedenza, assecondando la limitazione. Solo in un secondo momento abbiamo cominciato a considerare il limite – quello della distanza – in modo più creativo: a cavalcarlo.

Grazie alla distanza possiamo sparpagliarci; estenderci e lavorare su un’area geografica potenzialmente vasta con tante specificità locali quante saranno quelle dei singoli partecipanti al laboratorio. Dalla distanza significa distribuirsi – sguinzagliare il gruppo – e mettere in relazione zone d’Italia paesaggisticamente assai diverse e lontane; creare una rete di ricerche, di testi, di luoghi accomunati dalla controversa e delicata questione dell’inesistenza.

Il programma

1. Sgombrare il campo. L’incontro introduttivo servirà a conoscerci reciprocamente e introdurre il gruppo nella riflessione multidisciplinare sul paesaggio e, in particolare, sugli strumenti linguistici e le forme narrative nel rapporto tra scrittura e luogo. (domenica 21 settembre 2020: mattina)

2. Montare la tenda. Nel secondo incontro ci faremo venire le idee, esaminando materiali, esempi, testi in circolazione, cercando di sollecitare e ampliare l’orizzonte (letterario, antropologico, semantico) di riferimento, suggerendo letture, ricerche, esercizi estemporanei. Lavoreremo soprattutto per associazione e analogia. Al termine dell’incontro gli allievi saranno invitati a stendere un progetto di lavoro. (domenica 28 settembre, mattina)

3. Disegnare la mappa. Durante la terza lezione esamineremo i progetti e le idee avanzate e ci concentreremo su come documentarci, come usare le fonti materiali e immateriali: archivi, mappe, cartoline, eccetera. Poi metteremo a punto i percorsi di ogni singolo componente del gruppo, soffermandoci sugli aspetti pratici dell’organizzazione dell’uscita in contemporanea. (sabato 3, pomeriggio)

4. Partenza. Mezza giornata per l’uscita e l’esplorazione del sito prescelto preferibilmente in contemporanea per l’intero gruppo. Ciascuno si muove per proprio conto, secondo il proprio programma, ma seguendo una tabella di marcia simile per tutti e mantenendo un contatto con la base, rappresentata in questo caso, dal docente. Si raccoglie materiale: immagini, suoni, reperti, testimonianze, interviste. (domenica 4 ottobre, mattina)

5. Disfare il bagaglio. Si torna in aula virtuale a distanza di una settimana per esaminare e discutere il materiale raccolto e si ipotizzano delle strutture narrative. (sabato 17 ottobre, pomeriggio; domenica 18 ottobre, mattina)

6. Al lavoro. A distanza di due settimane dal precedente, nuovo incontro in aula virtuale per un primo feedback sullo stato del progetto da parte del docente; suggerimenti per proseguire, rivedere, integrare. (sabato 31 ottobre, pomeriggio; domenica 1 novembre, mattina)

7. Concludere. L’ultimo incontro, in aula virtuale, a distanza di due settimane dal precedente per un secondo feedback. Condivisione dei progetti. Congedo. (sabato 14 novembre, pomeriggio; domenica 15 novembre, mattina).

Come ci si iscrive

Per iscriversi è sufficiente inviare un’email all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com, specificando la volontà di iscriversi al laboratorio e indicando: nome e cognome, indirizzo di residenza, codice fiscale.

La quota di iscrizione è di 366 euro (300 più iva), comprensiva di materiale didattico di base. Saranno ammessi non più di dieci partecipanti.

Al momento dell’iscrizione sarà chiesto un acconto di 122 euro (100 più iva). In caso di ritiro l’acconto non sarà restituito.

Per chi avesse partecipato a una delle precedenti edizioni di Raccontare il paesaggio la quota di iscrizione è di 305 euro (250 più iva).

La docente

Fiammetta Palpati, docente della Bottega di narrazione - Scuola di scrittura creativa
Fiammetta Palpati, docente della Bottega di narrazione – Scuola di scrittura creativa
Fiammetta Palpati è nata a Roma, dove è vissuta, ha compiuto studi critico-letterari laureandosi in Letterature comparate e insegnato in un Istituto per ciechi – dove ha lungamente indagato e sperimentato, peraltro, il rapporto tra parola e immagine, tra immagine e immagine visiva. Da una decina di anni ha scelto di vivere nella cittadina umbra di Amelia. Da questa sorta di buen retiro, ragiona e scrive di paesaggio e sul paesaggio. Ha condotto corsi di scrittura creativa per L’Unitre (Università delle tre età). Dal 2018 è docente nella Bottega di narrazione. Ha progettato e condotto le precedenti edizioni di Raccontare il paesaggio insieme a Giulio Mozzi e Simone Salomoni, con i quali ha curato il volume Le stanze del grano, un laboratorio tra Sàvena e Sambro (Laurana, 2020). Nell’autunno del 2020, per lo stesso editore, è prevista l’uscita del suo Testi con paesaggio.