Scrivere (con) il corpo

Corso-laboratorio con editing

Docente: Valentina Durante.
Didattica: online, su piattaforma Zoom.
Durata: 8 appuntamenti serali (giovedì, 19-22) da 3 ore ciascuno.
Calendario: dal 4 febbraio all’8 aprile 2026.
Quota d’iscrizione: fino al 30 novembre 2006, 432 euro più iva (totale 527); dal 1° dicembre 2026 al 10 gennaio 2027, 456 euro più iva (totale 556); dall’11 gennaio 2027 alla chiusura delle iscrizioni, 480 euro più iva (totale 586).
Scadenza iscrizioni: 28 gennaio 2027

Che i personaggi sono corpi è un fatto di cui chi scrive si accorge abbastanza presto. Ma è corpo anche il soggetto che narra, presenza a volte interna e a volte esterna (ma mai estranea) ai fatti, così come è corpo l’autore empirico – noi che scriviamo. Ed è corpo la scrittura stessa: è segno, e in quanto tale memoria di un contatto. Questa sua materialità fatalmente la condiziona: noi tutti sappiamo (lo abbiamo sperimentato) che la lettura di un libro è esperienza diversa dall’ascolto di un audiolibro, e che lo stesso testo procura esperienze leggermente differenti al variare del supporto (carta fisica o schermo digitale) e del carattere con cui è impaginato.

Il corso Scrivere con il corpo affronta la fisicità della scrittura attraverso due prospettive:

A) Scrivere il corpo. Ossia sviluppando con adeguata consapevolezza la materialità (e la creaturalità) di coloro che rendono possibile la narrazione. I personaggi interagiscono fra di loro e con l’ambiente che li circonda (fisico, culturale, valoriale); a influenzare questa relazione intervengono numerose circostanze: gli stereotipi sulla mascolinità e la femminilità; la malattia e la morte; la maternità e la paternità; il desiderio e il piacere sessuale…

B) Scrivere con il corpo. Scrivere, cioè, ben sapendo che si tratta di un’attività pratica – un’attività equiparabile al pedalare in bicicletta, al fare la spesa, al curare il giardino o al cucinare un pasto –, dove la componente intellettiva agisce a volte, e per paradosso, da sabotatore: si vorrebbe scrivere, ma non si riesce a scrivere. Ogni atto di scrittura è un «passo-passaggio» (direbbe Antonio Porta) da uno stato a un altro, e ogni passaggio comporta fatica, difficoltà, autoinganni, momenti di blocco e vere e proprie paralisi. Conoscersi meglio significa lavorare meglio.

I primi sei incontri saranno composti di una parte di lezione frontale seguita da un breve esercizio di scrittura. Gli ultimi due saranno dedicati alla discussione dei testi scritti dai partecipanti, preventivamente editati dalla docente (nel caso di una classe numerosa, potranno essere aggiunti uno o due incontri in coda). L’editing non è né imposizione né tanto meno correzione, ma un’esperienza concreta di lavoro sulla propria scrittura; e se molto si può imparare dalla discussione sul proprio testo, non meno si apprende ascoltando e intervenendo durante la discussione dei testi altrui.

«Scrivere (con) il corpo» è pensato per chi:
– vuole irrobustire la propria immaginazione;
– vuole costruire personaggi che funzionano;
– vuole acquisire maggiore consapevolezza sulla propria identità di autore;
– è incuriosito da uno sguardo sulla narrazione diverso dal solito;
– desidera impostare una routine di scrittura che funzioni davvero;
– si trova in un momento di crisi, stallo o insoddisfazione.

1. Il corpo dello scrittore, il corpo della scrittrice (giovedì 4 febbraio 2027).
Ogni volta che scriviamo diamo vita a un corpo. Comprendere qual è il nostro io fisico sulla pagina è di aiuto sia per acquisire maturità nella voce, sia – più concretamente – per dare vita a personaggi tridimensionali e credibili.
In questa prima lezione ci addentreremo anche nella routine e nella ritualità della scrittura, quell’insieme di pratiche e posture mentali che ci aiutano a compiere il nostro ingresso nel «cerchio magico» del racconto disinnescando blocchi e autosabotaggi. Più che «ispirazione» (termine tanto numinoso quanto fraintendibile) chiamiamola «concentrazione»: come favorirla?

2. Il corpo che si vede perché agisce (giovedì 11 febbraio 2027).
Quel che un autore non mostra il lettore non può vederlo. Quando la carenza di informazioni riguarda i nostri personaggi, si rischia l’opacità o peggio la genericità. Ma mostrare un personaggio significa tracciarne un identikit? In questa lezione ci rivolgeremo alle arti figurative e performative – oltre che agli immancabili testi – per sperimentare i diversi modi in cui i personaggi-corpi possono occupare e movimentare la scena, entrando in relazione con gli altri personaggi e con lo spazio in cui si collocano.

3. Corpo maschile e corpo femminile (giovedì 18 febbraio 2027).
La fisicità non è data solo dall’essere, ma anche dal sentirsi rispetto a un’idea di mondo percepita come culturalmente e socialmente dominante. Questo, va da sé, ha molto a che fare con l’essere maschi e l’essere femmine (o con la decisione di respingere questa polarizzazione), dunque anche con i nostri personaggi. Parleremo di corpo maschile e corpo femminile seguendo tre direttrici: 1. Il corpo come biologia e idea 2. Il corpo vestito 3. Il corpo nudo e il corpo spogliato. Lo faremo commentando testi sia classici che contemporanei ma anche dipinti, sculture, abiti e oggetti.

4. Corpo malato e corpo morto (giovedì 25 febbraio 2027)

Alla fine del primo libro dei Fratelli Karamazov di Dostoevskij, un evento inaspettato turba fede e coscienza dei monaci del monastero: il corpo dello starec Zosima, a poche ore dal trapasso e a dispetto della sua santità, «fete», cioè puzza. La fisicità della morte e della malattia sono aspetti a volte difficili da introdurre in narrazione e spesso si limitano alla sola dimensione visiva. Altro aspetto tralasciato è la sostanziale incomunicabilità delle due condizioni: si soffre e si guarda soffrire, si muore e si guarda morire. Sono momenti che producono la più grande distanza possibile fra i personaggi. Al solito faremo riferimento ai testi ma anche alle opere d’arte, dai compianti scultorei alla performing art più estrema.

5. Il corpo che dà e riceve piacere (giovedì 4 marzo 2027)

In scrittura il sesso è una questione spinosa: non tanto per pruderie o dilemmi morali, quanto perché è facilissimo incappare in passi falsi; tant’è che dal 1993 esiste un premio per le peggiori scene di sesso (il «Bad Sex in Fiction Award», indetto dalla inglese «Literary Review»), mentre altrettanto non possiamo dire delle descrizioni paesaggistiche o dei dialoghi (e pure se ne leggono di tremendi). Molto succintamente, una scena di sesso è maldestra quando fa cattivo uso dei meccanismi retorici che la sostengono. Ne prenderemo in esame alcuni: letteralità, metafora, sineddoche, reticenza. Commenteremo diversi testi e analizzeremo i punti di tangenza fra piacere sessuale ed estasi mistica, perché il lessico e le rappresentazioni sono sorprendentemente simili.

6. Anatomia della mia scrittura (giovedì 11 marzo 2027)

La mia scrittura è mani, occhi, voce/orecchio, passo, spina dorsale. La mia scrittura è cromosomi: la mappa degli autori nel cui corpo io mi riconosco. Ci avete mai fatto caso? Ci sono opere che giudichiamo interessanti per ciò che ci dicono (la storia, il tema), ma che troviamo respingenti per il modo in cui lo dicono (la voce, lo stile). Proviamo dunque a comporre una cartografia dei luoghi-corpi degli autori che amiamo e di quelli, altrettanto validi, che respingiamo perché sentiamo dissonanti. Cosa dicono di noi le nostre passioni e (ancora di più) le nostre idiosincrasie? In questa ultima lezione frontale verrà inoltre dedicato ampio spazio alle domande dei partecipanti.

7. Laboratorio (giovedì 1° aprile 2027)

Editing, commento e discussione in aula dei racconti scritti dai partecipanti (max 8000 battute).

8. Laboratorio (giovedì 8 aprile 2027)

Editing, commento e discussione in aula dei racconti scritti dai partecipanti.

È possibile scrivere a bottegadinarrazione@gmail.com, ed eventualmente chiedere un colloquio con la docente.

Per iscriversi è sufficiente inviare un’email all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com indicando la propria intenzione di frequentare il corso e fornendo i seguenti dati: nome completo, indirizzo di residenza, codice fiscale, eventuale partita iva.

La quota di iscrizione è:
– fino al 30 novembre 2006, 432 euro più iva (totale 527);
– dal 1° dicembre 2026 al 10 gennaio 2027, 456 euro più iva (totale 556);
– dall’11 gennaio 2027 alla chiusura delle iscrizioni, 480 euro più iva (totale 586).
Al momento dell’iscrizione sarà chiesto il versamento di un acconto di 100 euro più iva (totale 122). Il saldo dovrà essere effettuato entro il 4 febbraio 2027. Per la determinazione del prezzo fa dede la data dell’iscrizione, non quella del saldo.
In caso di non effettuazione del corso gli acconti saranno integralmente restituiti. In caso di mancata conferma dell’iscrizione l’acconto, salvo casi particolari e a discrezione della Bottega di narrazione, non sarà restituito.

Valentina Durante è nata nel 1975 e vive a Montebelluna (TV). È copywriter freelance, principalmente per il mondo del design e dell’architettura. Ha pubblicato tre romanzi: La proibizione (Laurana, 2019), Enne (Voland, 2020) e L’abbandono (La nave di Teseo), oltre a diversi racconti usciti su riviste cartacee e online. È autrice, assieme a Giulio Mozzi, di Immaginare le storie. Atlante visuale per scrittrici e scrittori (Johan & Levi, 2022).