Scrivere (con) il corpo

Titolo: Scrivere (con) il corpo.
Docente: Valentina Durante.
Didattica: online, su piattaforma Zoom.
Durata: 8 appuntamenti serali, dalle 19 alle 22.
Calendario: da giovedì 1° dicembre 2022 a giovedì 2 febbraio 2023 (attenzione: la seconda lezione si tiene di mercoledì)
Quota d’iscrizione: 360 euro più iva (totale 439).
Questo corso fa parte del «Percorso dell’invenzione».

I personaggi sono corpi, ed è un fatto di cui chi scrive si accorge abbastanza presto. Ma è corpo anche il soggetto che narra, presenza a volte interna e a volte esterna (ma mai estranea) ai fatti, così come è corpo l’autore empirico – noi che scriviamo. La scrittura stessa è corpo. È segno e in quanto tale memoria di un contatto, e questa materialità inevitabilmente la condiziona: sappiamo bene che la lettura di un libro è un’esperienza diversa dall’ascolto di un audiolibro, e che lo stesso libro procura esperienze leggermente differenti al variare del supporto (carta fisica o schermo digitale) e del carattere con cui è impaginato.

Questo corso affronta la fisicità della scrittura attraverso due prospettive:

A) Scrivere il corpo. Ossia sviluppando con la necessaria attenzione la corporeità di coloro che sostengono la narrazione. I personaggi sono corpi, come si è detto, e lo sono in quanto esistenti che interagiscono fra di loro e con l’ambiente. Molte circostanze intervengono a condizionarli: gli stereotipi sulla mascolinità e la femminilità, la malattia e la morte, la maternità e la paternità, il desiderio e il piacere sessuale, l’esperienza spirituale e l’estasi…

B) Scrivere con il corpo. Scrivere, cioè, ben sapendo che si tratta di un’attività pratica – un’attività equiparabile al pedalare in bicicletta, al fare la spesa, al curare il giardino o al cucinare una torta dove la componente intellettiva agisce a volte, e per paradosso, da sabotatore: si vorrebbe scrivere, ma non si riesce a scrivere. Ogni atto di scrittura è un “passo-passaggio” (direbbe il poeta Antonio Porta) da uno stato a un altro, e ogni passaggio comporta fatica, difficoltà, autoinganni, momenti di blocco e vere e proprie paralisi. Conoscersi meglio significa lavorare meglio.

Nelle otto lezioni faremo largo uso sia di testi che di immagini – pittura, scultura, installazione, performance, video – perché nessuno ha saputo indagare il corpo con interesse e vitalità quanto gli artisti figurativi: «Sono sempre convinto che i più grandi pittori abbiano dipinto la figura umana» scriveva Schiele.

Programma

1. Il corpo che si vede perché agisce (giovedì 1° dicembre 2022)

Quel che un autore non mostra, il lettore non può vederlo e quando questa carenza di informazioni riguarda i personaggi, si rischia l’opacità e la genericità. Ma mostrare un personaggio significa tracciarne un identikit? Analizzando alcuni passi di Moby Dick, vedremo come Melville ci introduce ai personaggi di Queequeg, del Capitano Achab e della balena bianca per passaggi e non monoliticamente; noi cominciamo a immaginarceli perché li vediamo agire, anche se non sono ancora comparsi in scena.

Lancio dell’esercitazione.

2. Il corpo che parla anche senza parlare (mercoledì 7 dicembre 2022)

Raymond Carver è famoso per il suo minimalismo e per i suoi dialoghi serrati. È anche un autore poco interessato alla descrizione dei corpi e per sua stessa ammissione («Non sono molto portato – o forse non nutro un grande interesse – per le descrizioni fisiche»). Eppure i suoi personaggi riusciamo a vederli: non solo per ciò che dicono e per il modo in cui lo dicono, ma anche per il modo in cui si muovono. Analizzeremo insieme il racconto Penne considerando movimenti del corpo, espressioni del viso e gestualità.

3. Il corpo maschile e il corpo femminile (giovedì 15 dicembre 2022)

La fisicità non è data solo dall’essere, ma anche dal sentirsi. E ci si sente rispetto a cosa? A un’idea di mondo, condivisa da una determinata cultura e percepita come dominante. Questo, va da sé, ha molto a che fare con l’essere maschi e l’essere femmine, dunque anche con i nost(i personaggi. Parleremo di corpo maschile e di corpo femminile seguendo tre direttrici: 1. Il corpo come biologia e idea 2. Il corpo vestito 3. Il corpo nudo e il corpo spogliato. Cominceremo con una sintetica storia della bellezza maschile e femminile dal Rinascimento a oggi attraverso la letteratura e l’arte per constatare quanto «il corpo ideale» sia cambiato attraverso i secoli. Passeremo poi a commentare i testi di Virginia Woolf (La signora Dalloway), Daniel Pennac (Diario di un corpo), Paul Auster (Diario d’inverno), Gustave Flaubert (Madame Bovary), Marguerite Duras (L’amante), Sylvia Plath (Diari), Marie Darrieussecq (Troismi).

4. Il corpo malato e il corpo morto (giovedì 22 dicembre 2022)

Alla fine del primo libro dei Fratelli Karamazov di Dostoevskij, un evento inaspettato turba fede e coscienza dei monaci del monastero: il corpo dello starec Zosima, a poche ore dal trapasso e a dispetto della sua santità, «fete», cioè puzza. La fisicità della morte e della malattia sono aspetti a volte difficili da introdurre in narrazione e spesso si limitano alla sola dimensione visiva. Altro aspetto tralasciato è la sostanziale incomunicabilità delle due condizioni: si soffre e si guarda soffrire, si muore e si guarda morire. Sono momenti che producono la più grande distanza possibile fra i personaggi. Leggeremo e commenteremo i testi di Abraham B. Yehoshua (L’amante), Guy de Maupassant (Bel-Ami), Annie Ernaux (Il posto e Una donna) e faremo largo uso di opere d’arte, dai compianti scultorei e pittorici alle immagini «in sofferenza» di Alfredo Jaar.

5. Il corpo che dà e riceve piacere (gioedì 12 gennaio 2023)

Il sesso è in scrittura una questione spinosa, non tanto per pruderie o dilemmi morali, quanto perché è facilissimo incappare in passi falsi. Tant’è che dal 1993 esiste un premio per le peggiori scene di sesso (il Bad Sex in Fiction Award, indetto dalla inglese Literary Review) mentre altrettanto non possiamo dire delle descrizioni paesaggistiche o dei dialoghi (e pure ce ne sono di tremendi). Molto succintamente, una scena di sesso è maldestra quando fa cattivo uso dei meccanismi retorici che la sostengono, spesso denudandoli in modo goffo (e non solo loro). Analizzeremo alcuni di questi meccanismi: letteralità, metafora, sineddoche, reticenza. Prenderemo in esame dei testi e faremo un rapido excursus sull’arte erotica.

6. Il corpo e l’estasi (giovedì 19 gennaio 2023)

Come si dice l’indicibile? Raccontare la fisicità dell’esperienza spirituale è un compromesso inventivo tra istituzionalizzazione e codificazione dell’esperienza (i rituali e le rappresentazioni che la religione ci propone o ci impone) e l’immaginario individuale. Metafore e similitudini sono ciò che per definizione ci fa vedere l’intangibile, ma farne uso senza essere scontati (o al contrario inutilmente bizzarri) può non essere semplice. In questa lezione parleremo di architettura sacra e dell’uso che essa fa del vuoto; delle collisioni tra pittura e poesia (com’è che in una natura morta di Talcott il poeta Wallace Stevens vede un Angelo circondato dai paesani?); e commenteremo l’esperienza mistica in due romanzi: Silenzio di Shūsaku Endō e Paulina 1880 di Pierre Jean Jouve.

7. Il corpo in poesia (più laboratorio) (giovedì 26 gennaio 2023)

Scriveva Antonio Porta in una lettera (a Niva Lorenzini, 1977) che «il sentimento di attrazione/repulsione che un poeta prova di fronte a un intervento su sé stesso» è «come un’operazione sul proprio corpo proiettato (ma incarnato, anche) nell’opera». Scrivere con il corpo non è un corso di poesia, ma faremo uso dei testi di alcuni poeti (il già citato Porta assieme ad Andrea Zanzotto, Amelia Rosselli ed Edoardo Sanguineti) in collaborazione con alcune esperienze artistiche degli anni Sessanta (pittura informale e astratta e Body Art) per riflettere sul testo come incarnazione e proiezione del sé fisico.

Avvieremo poi la discussione sui testi prodotti dai partecipanti.

8. Anatomia della mia scrittura (più laboratorio) (giovedì 2 febbraio 2023)

La mia scrittura è mani, occhi, voce/orecchio, passo, spina dorsale. La mia scrittura è cromosomi: la mappa degli autori nel cui corpo io mi riconosco. La fisicità di un autore è andatura, sintassi, ritmo, voce. Ci avete mai fatto caso? Ci sono opere che giudichiamo interessanti per ciò che ci dicono (la storia, il tema), ma che troviamo respingenti per il modo in cui lo dicono (banalmente: lo stile). Proviamo dunque a comporre una cartografia dei luoghi-corpi di autori che amiamo e di autori, altrettanto validi, che respingiamo perché sentiamo la loro fisicità come dissonante. Cosa dicono di noi le nostre passioni e le nostre idiosincrasie?

A seguire, ancora laboratorio.

Come ci si iscrive

Per iscriversi è sufficiente inviare un’email all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com dichiarando la propria intenzione di partecipare al corso e indicando chiaramente: nome e cognome, indirizzo, codice fiscale, eventuale partita iva.

La quota di iscrizione è di 360 euro più iva (totale 439).
Al momento dell’iscrizione al corso sarà chiesto un acconto di 100 euro più iva (totale 122). Il saldo sarà chiesto a ridosso dell’avvio del corso.
In caso di ritiro l’acconto non sarà rimborsato. In caso di non effettuazione del corso l’acconto sarà integralmente restituito.

«Scrivere (con) il corpo» è il primo modulo del «Percorso dell’invenzione».

L’iscrizione a due dei tre moduli del «Percorso dell’invenzione» dà diritto a uno sconto del 5%. L’iscrizione a tutti i tre corsi del «Percorso dell’invenzione» dà diritto a uno sconto del 10%. L’iscrizione a tutti e tre i corsi entro il 31 luglio 2022 dà diritto a uno sconto del 15%.

A chi abbia frequentato singoli moduli del «Percorso dell’invenzione» nelle annualità precedenti («Immaginare le storie» e/o «La musica nelle storie») saranno riservate condizioni particolari.

La docente

Valentina Durante (1975) è copywriter freelance. Dal 2000 al 2009 ha coordinato un «Osservatorio sulle tendenze stilistiche e di consumo» lavorando con designer, stilisti, fotografi ed esperti di marketing. Ha alle spalle una quindicina d’anni di docenza, fra cui due «Laboratori sviluppo prodotto» al Politecnico di Milano. Ha pubblicato i romanzi La proibizione (Laurana, 2019) ed Enne (Voland, 2020). Il suo terzo romanzo, L’abbandono, uscirà nell’autunno 2022 per La Nave di Teseo. Sempre nel 2022 è prevista l’uscita per Johan & Levi di Immaginare le storie – Atlante visuale per scrittrici e scrittori, scritto a quattro mani con Giulio Mozzi.