Cosa leggere per scrivere storie del mistero

di Giorgia Tribuiani

Il consiglio è di cominciare, se non si sono già affrontati, dai fondamentali: Il perturbante di Sigmund Freud (nel volume Saggi sull’arte, la letteratura e il linguaggio, Bollati Boringhieri), con il suo ricco catalogo di casi perturbanti e con l’analisi del racconto di E.T.A. Hoffmann L’uomo della sabbia, è anche un’utilissima sistematizzazione di tutti i primi studi dedicati alla materia; La letteratura fantastica di Tzvetan Todorov (Garzanti), vera e propria pietra miliare, è invece il testo perfetto per approfondire le riflessioni sull’esitazione di fronte alla crepa nelle leggi di natura.

Dato questo punto di partenza, consiglio come terza lettura Il soprannaturale letterario di Francesco Orlando (Einaudi), un testo utile, grazie ai puntuali riferimenti a opere del fantastico e del perturbante, a trovare subito un riscontro letterario per i vari concetti.

Per esplorare la differenza tra orrorifico e perturbante, e quindi tra le differenti tipologie di paura, un saggio prezioso è Il perturbante. Paura e inquietudine nel quotidiano di Davide Borghetti (Csa Editrice): troverai in questo libro anche una trattazione più approfondita del concetto di «Uncanny Valley» inventato dallo studioso giapponese Masahiro Mori, oltre che un’interessantissima sezione dedicata alla musica perturbante. Dato il suo carattere scientifico, potrebbe essere interessante abbinarne la lettura a quella dei visionari saggi teorici contenuti nel volume Teoria dell’orrore di H. P. Lovecraft (Bietti), una delle principali fonti di ispirazione anche del mio manuale di scrittura creativa Scrivere il perturbante (Dino Audino Editore).


Dal momento che le riflessioni di Thomas Ligotti riprendono e sviluppano in alcune direzioni quelle di Lovecraft, consiglio di procedere poi alla lettura della raccolta di interviste Nato nella paura e del saggio La cospirazione contro la razza umana (entrambi per il Saggiatore) subito dopo quella dei testi teorici lovecraftiani. Segnalo qui l’utilità di procedere a queste letture con sottomano il volumone H. P. Lovecraft. Edizione annotata (Mondadori), a cura di Leslie S. Kinger, dove i testi di Lovecraft sono accompagnati da un ricchissimo apparato di note e commenti.

Dalla saggistica di Lovecraft e Ligotti completerei poi la triangolazione della paura approdando a Stephen King: Danse macabre (Sperling & Kupfer) è un saggio dedicato al fantastico, all’orrore e al sinistro che trova le ragioni della propria bellezza anche nel continuo rimando non solo alla scrittura ma anche al cinema e alla quotidianità. Potresti leggerlo abbinandolo al volumone di Georg Beham, Il grande libro di Stephen King. La vita e le opere del re del terrore (Mondadori) e al recente interessante ritratto di King di Luca Briasco, Il Re di tutti (Salani).

Ragionare anche sulle altre arti è, a mio avviso, uno dei modi migliori per dare nuova ricchezza espressiva alla propria scrittura, per esplorare nuove possibilità narrative. Per questo, oltre ai libri degli autori appena menzionati, consiglio la lettura del saggio Nel cuore del fantastico di Roger Caillois (Abscondita), che approfondisce il discorso sul fantastico, appunto, prendendo esempi a piene mani dal mondo della pittura, e The weird and the eerie. Lo strano e l’inquietante nel mondo di Max Fisher (minimum fax), che riprende diversi importanti concetti (in particolare è trattato splendidamente quello di “soglia”) affrontandoli anche in relazione al cinema e alla musica.


Altri importanti riferimenti sul perturbante e sul fantastico potrai poi trovarli nel saggio Il fantastico di Remo Ceserani (il Mulino), che applica le riflessioni di Todorov, specie nell’ultima parte, a esempi e modelli più vicini al nostro tempo, e nei volumi Il fascino discreto dell’orrore. Psicologia dell’arte e della letteratura fantastica di Aldo Carotenuto (Bompiani), Il linguaggio della notte di Ursula K. Le Guin (Editori Riuniti), Corpi magici. Scritture incarnate dal fantastico alla fantascienza di Anna Pasolini e Nicoletta Vallorani (Mimesis) e Fantasia & fantastico di Sandra Petrignani (Camunia: raccoglie interviste a Dario Argento, Italo Calvino, Umberto Carpi, Margherita Hack, Paolo Volponi e altri).

Ma non potrei chiudere questa breve bibliografia saggistica senza passare per Edgar Allan Poe: concludo quindi con il piccolo ma interessante volumetto La filosofia della composizione (disponibile in varie edizioni; molto bella quella in Il corvo. La filosofia della composizione, Bur Rizzoli, illustrazioni di Gustave Doré, introduzione e traduzione di Mario Praz).

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