Autore: Giulio Mozzi

Dieci criteri utili a decidere se il prezzo di un corso di scrittura è congruo o no (con un’appendice)

di giuliomozzi 1. Dal punto di vista di chi vende, il “prezzo giusto” è, ovviamente, il più alto possibile. Dal punto di vista di chi compra, il “prezzo giusto” è, ovviamente, il più basso possibile. Qui si parla, adottando il punto di vista di chi compra, di prezzo congruo: “Conveniente, proporzionato, rispondente a determinate esigenze,

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Le dieci cose che gli editori non vogliono che i loro autori sappiano e che peraltro gli autori, se le vengono a sapere, non ci credono

di giuliomozzi 1. Non ha senso sostenere che lo scopo delle case editrici, in quanto imprese, è il profitto. Ha senso invece dire che una casa editrice, se va in perdita, inevitabilmente chiude (o se la compera qualcun altro); se ne genera punto o poco, è una zavorra per chi la possiede. Queste due affermazioni

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Dieci modi facili di credere a qualunque bufala circoli in rete a proposito dei magici mondi della letteratura e dell’editoria

Scrittura creativa, corsi di scrittura creativa a milano, creative writing

di giuliomozzi 1. Sei fermamente convinto che il mondo sia retto da una setta segreta di autori che vendono milioni di copie senza scrivere una sola riga di ciò che pubblicano, in quanto si limitano a copiare di sana pianta buoni e buonissimi romanzi che arrivano nelle case editrici spediti da intelligentissimi e scalognatissimi sconosciuti,

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Le dieci vere ragioni per cui la letteratura anglosassone sforna capolavori a manetta, e quella italiana no

Manetta.

di giuliomozzi [Nell’immagine qui sopra: Manetta]. 1. Siamo sicuri che la letteratura anglosassone sforni capolavori a manetta? Non è che, semplicemente, hanno un buon ufficio stampa? 2. Da Wikipedia, s.v. Lingua inglese: “Si calcola che i parlanti inglese come lingua madre siano circa 400 milioni, mentre sono circa 300 milioni coloro che lo parlano accanto

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Spiegazione serissima dell’articolo scherzoso “Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare”

di giuliomozzi [Qualche giorno fa pubblicai un articolo intitolato Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare. Le frasi “veramente sentite dire” sono ovviamente tutte inventate; ma ciascuna di esse cerca di descrivere sinteticamente una questione reale. Poiché

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Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare

Édouard Manet, Un mazzo di asparagi

di giuliomozzi [Questo articolo è scherzoso. Per vostra comodità, ne ho scritta anche una spiegazione serissima]. 1. “Questo è un romanzo normale, capisci, che parla di gente normale con problemi normali, e si rivolge a dei lettori normali perché normalmente ci si riconoscano. Ma oggi stiamo tutti fuori di testa, non va bene”. 2. “Tutte

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Dieci sistemi quasi sicuri per trasformare una storia piatta in un romanzo avvincente e di successo

di giuliomozzi 1. Intitolatela Flatlandia. 2. Introducete una sottostoria. Se la storia principale racconta, per esempio, di un canguro nano che si innamora di un biglietto dell’autobus (non ricambiato), potreste inserire la sottostoria di un’ostetrica specializzata in assistenza alle macchine emettitrici di biglietti: sarà lei ad disinceppare la macchina dalla quale un bambino comprerà, per

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Come avviene, nella Bottega di narrazione, la discussione dei progetti narrativi (in dieci esempi)

di giuliomozzi 1. L’apprendista Artemio espone il proprio progetto: “E’ una storia di fantascienza, nella quale degli alieni molto grossi e rugosi a forma di palla da rugby, color malva, contendono alla specie umana il possesso di un certo pianetino nella Nebulosa del Cavallo, fondamentale per la produzione dell’ingrediente segreto della Coca-cola; la guerra si

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Dieci buoni motivi per sostenere che la Bottega di narrazione è peggiore di tutte le altre scuole di scrittura creativa italiane

di giuliomozzi 1. La Bottega di narrazione è diretta da Giulio Mozzi. Nessun’altra scuola di scrittura creativa, in Italia, e per fortuna, è diretta da Giulio Mozzi. Qaunto ai motivi per cui Giulio Mozzi è il peggior direttore di scuola di scrittura creativa (nonché il peggior insegnante di scrittura creativa) che si possa trovare in

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Dieci buoni motivi per sostenere che la Bottega di narrazione è migliore di tutte le altre scuole di scrittura creativa italiane

di giuliomozzi 1. La Bottega di narrazione è diretta da Giulio Mozzi. Nessun’altra scuola di scrittura creativa, in Italia, è diretta da Giulio Mozzi. Bisognerebbe dunque trovare i motivi per cui Giulio Mozzi è il miglior direttore di scuola di scrittura creativa (o almeno: il miglior insegnante di scrittura creativa) che si possa trovare in

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La Bottega di narrazione a porte aperte

Nei giorni di sabato 9 e domenica 10 settembre 2017 la Bottega di narrazione (qui il bando) si svolgerà a porte aperte. Chi vorrà assistere a qualche ora di lavoro dovrà prenotarsi, scrivendo all’indirizzo bottegadinarrazione@gmail.com, e dovrà indicare la preferenza per l’orario: – sabato mattina (10.30-13), – sabato pomeriggio (14.30-17), (posti esauriti) – domenica mattina

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Dieci scrittrici (alcune delle quali grandissime) che le aspiranti scrittrici italiane dovrebbero guardarsi bene dall’imitare

di giuliomozzi Vedi anche: Dieci romanzi-capolavoro che gli aspiranti scrittori italiani devo assolutamente evitar di leggere 1. Virginia Woolf. Autrice di un certo numero di romanzi nei quali si chiacchiera moltissimo ma a stento si capisce chi parli di chi, e a proposito di quali vicende; nonché della biografia di un uomo che vive quattrocento

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Dieci romanzi-capolavoro che gli aspiranti scrittori italiani devono assolutamente evitar di leggere

di giuliomozzi [Vedi anche: Dieci scrittrici (alcune delle quali grandissime) che le aspiranti scrittrici italiane dovrebbero guardarsi bene dall’imitare]. 1. Ulisse, di James Joyce. Le banali avventure di un insegnante precario e di un venditore di inserzioni pubblicitarie nella provinciale Dublino del 1904. Una storia completamente priva d’interesse narrativo, che cerca di rendersi interessante a

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Dieci cose da scrivere o non scrivere in un’eventuale autopresentazione o curriculum che intendete allegare alla vostra proposta di romanzo

di giuliomozzi [Nella foto qui sopra: un talent scout editoriale esibisce con fierezza un nuovo autore, appena pescato]. 1. Se non avete mai pubblicato nulla (se non nel vostro blog o in Facebook o in qualche sitarello non proprio tra quelli più in vista), non scrivete: “Sono uno scrittore”. Non scrivete neanche: “Sono uno scrittore

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3 commenti

Perché la Bottega di narrazione non può sostituire anni e anni di analisi

di giuliomozzi Recentemente una persona ha scritto, in calce a una mia noterella in Facebook, una frase del tipo: “Ho il sospetto che un solo anno di Bottega di narrazione possa fare lo stesso effetto di anni e anni di analisi”. Si tratta ovviamente di un’iperbole, ovvero di un’affermazione del tipo: Pietro disse: “Signore, quante

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Dieci segreti che un docente di scrittura creativa non rivelerà mai ai suoi allievi

Om salvarech

di giuliomozzi 1. Il proverbio dice: “Chi non sa fare, insegna”. I proverbi, si sa, vanno presi con le pinze; ed è noto che molti grandi o almeno notevoli scrittori (da John Barth a Raymond Carver nei mitici States, da Giuseppe Pontiggia ad Alessandro Baricco), si sono dedicati volentieri e con passione all’insegnamento. Quindi un

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Dieci sistemi quasi sicuri per non essere ammessi alla Bottega di narrazione

di Giulio Mozzi 1. Hai letto il Bando. Prepari dunque il tuo progetto. Lo spedisci da una casella postale che non consulti quasi mai. Noi riceviamo l’email; constatiamo che il documento allegato non si legge (succede); rispondiamo all’email chiedendo l’invio di un nuovo documento. Poiché quella casella postale non la consulti quasi mai, tu non

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