Autore: Giulio Mozzi

Due corsi di scrittura a Casciana Terme: uno sullo stile (con Giulio Mozzi, 31 luglio-2 agosto 2020) e uno in forma di laboratorio (con Demetrio Paolin, 2-4 ottobre 2020)

L’Associazione Metis di Pisa e la Bottega di narrazione organizzano due corsi di scrittura a Casciana Terme, in provincia di Pisa. Naturalmente, oggi come oggi, non è possibile sapere se nelle date previste sarà effettivamente possibile viaggiare e riunirsi per il corso. Nel caso in cui non fosse possibile, i corsi si terranno a distanza.

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Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 1: a occhi chiusi

di Giulio Mozzi [Quesi esercizi per l’esplorazione del paesaggio furono scritti in preparazione del laboratorio Raccontare il paesaggio, organizzato dalla Bottega di narrazione ad Amelia, in Umbria, nel luglio 2018]. L’esercizio è semplice. Procuratevi qualcosa che impedisca totalmente la vista: può andar bene una benda nera, una di quelle paia di occhiali ciechi che vendono

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144 modi per non dire “disse”, uno per non dirlo proprio e uno per dirlo sempre

Come scrivere un dialogo efficace

di Giulio Mozzi Mi sono imbattuto per caso in un articolo di Daniele Imperi, nel blog Penna blu, intitolato Dialoghi: 144 alternative al classico “disse”. Nella breve premessa, Imperi fa una considerazione sullo scrittore Philip K. Dick: “Nei suoi romanzi è raro trovare il tradizionale verbo ‘dire’ in un dialogo, perché i suoi sono tutti

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Teoria e pratica del salutare, quando si scrive a una persona sconosciuta tipo un editor o un agente letterario

di Giulio Mozzi 1. Salve non si usa mai. Cito dal dizionario Treccani: “Salve. Formula di saluto (propr., imperat. del verbo lat. salvere «stare bene, in buona salute»), che si rivolge a persona o a luogo; può avere tono solenne, nell’uso letter. e poet.: Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte Nume Clitumno! (Carducci);

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I cento ritratti di Denis Diderot

Denis Diderot

di Giulio Mozzi Denis Diderot, nello scritto Sur le projet d’une Enciclopédie (vedi in Google Books), inventa o riporta questo aneddoto (il ragionamento all’interno del quale lo riporta, qui non ci interessa): Uno spagnolo o un italiano, desideroso di possedere un ritratto della sua amante, che non poteva peraltro far vedere a nessun pittore, decise

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I sei mondi di Pinky (più uno)

Massimo Mattioli

di Giulio Mozzi Pinky è un coniglietto rosa; la sua fidanzata è la coniglietta Petunia, altrettanto rosa. Le loro avventure erano scritte e disegnate nel settimanale “Il Giornalino” da Massimo Mattioli (1943-2019: una sua fotografia giovanile è qui sopra), che è stato – ardisco dirlo – uno dei massimi autori di fumetto che siano esistiti

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Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere

di giuliomozzi 1. Ci stai pensando da dodici anni, e non hai ancora cominciato a scriverla. Davvero hai tanta voglia di scriverla? 2. Contrariamente alle tue abitudini, l’hai raccontata non si sa più quante volte a questo o quell’amico, e gli amici ti hanno sempre detto: Che bella storia! Dovresti proprio scriverla!. Non ti viene

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Burri e Savinio: da due quadri, due forme dell’immaginario

Mattia Preti, San Luca ritrae Maria, 1532

di Giulio Mozzi Come tutti, non sono nato scrittore. Lo sono diventato un po’ alla volta, senza rendermene conto. A quattordici o diciassette anni facevo delle cose che oggi mi tornano utili, ma non le facevo certo con lo scopo di imparare a fare ciò che oggi faccio (e tantomeno con lo scopo di diventare

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Come si diventa un insegnante di scrittura creativa? Breve spiegazione in dieci punti

Bottega di narrazione Scuola di scrittura creativa

di Giulio Mozzi Si sono svolte nei giorni scorsi le lezioni a porte aperte della Bottega di narrazione. Tra i numerosi (grazie!) partecipanti, alcuni hanno posto una domanda molto seria: “Come si diventa insegnanti di scrittura creativa? Qual è la formazione che voi, che pretendete di insegnare questa (disciplina) (materia) (arte) (pratica) (scegliete voi la

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A proposito del “così com’è”. Appunti sul realismo come genere letterario

di Demetrio Paolin 0. Scrivere è dover fare i conti con divieti e permessi 1. Cesare Pavese scrive ne Il mestiere di vivere: «La letteratura non si contrappone a “senso pratico” ma a “senso del reale”…». Come tutte le frasi sibilline e oracolari di Pavese queste parole si prestano a diverse interpretazioni. A me interessa

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Ci sono più figure retoriche nella prima pagina di un giornale quotidiano che in tutti i trentotto capitoli de “I promessi sposi”

di Giulio Mozzi Nel suo Trattato sui tropi (Traité des tropes), pubblicato nel 1730, il filosofo e grammatico francese César Dumarsais si diceva, un po’ giocosamente e un po’ sul serio, persuaso che “si facciano più figure retoriche in un solo giorno di mercato alle Halles che in molte giornate di assemblee accademiche”. Chi abbia

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Alcune cose sulla narrazione, spiegate con un flashmob di Kaliningrad

di Giulio Mozzi Per prima cosa, dovete guardarvi il flashmob. Dura quattro minuti, si svolge in un supermercato di Kaliningrad, i partecipanti cantano una canzone popolarissima. Ha tutta l’aria di essere una cosa organizzata dal supermercato stesso, per fare una piacevole sorpresa ai clienti: ma questo non ci interessa. Guardate, dunque. Ora: probabilmente avete già

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Come si lavora una narrazione. Tre giorni per imparare a discutere, rivedere, ristrutturare, riorganizzare un romanzo o un racconto

Corso di scrittura creativa

L’associazione di promozione sociale Metis organizza a Casciana Terme in provincia di Pisa, in collaborazione con la Bottega di narrazione di Milano e con il patrocinio del Comune di Casciana Terme Lari, il laboratorio “Come si lavora una narrazione. Tre giorni per imparare a discutere, rivedere, ristrutturare, riorganizzare un romanzo o un racconto”. La partecipazione

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