Il re è morto. Ma perché muore la regina?

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione «Il re morì. Poi morì la regina». «Il re morì. Poi morì, di dolore, la regina». E.M. Foster, nel suo Aspetti del romanzo (pubblicato nel 1927) usò questo esempio per spiegare la differenza tra una semplice storia e una narrazione: la storia allinea dei fatti, la narrazione liContinua a leggere “Il re è morto. Ma perché muore la regina?”

Perché i romanzi difficili sono difficili

di Valentina Durantedocente della Bottega di narrazione È uscito nei giorni scorsi su «Snaporaz» un bel pezzo di Giulio Mozzi intitolato En passant: dal libro del mondo alle narrazioni, e poi ancora al libro del mondo. Mi approprio di uno stralcio in cui l’autore commenta un passo dal Saggiatore di Galileo Galilei dove si parlaContinua a leggere “Perché i romanzi difficili sono difficili”

Dieci dritte di quelle serie per trovare un agente letterario che ti rappresenti

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione 1. La prima dritta è la più semplice ed ovvia. Scrivete un buon romanzo: un romanzo che sia bello, e anche facile da vendere. Non è necessario che sia un capolavoro – se si pubblicassero solo i capolavori, non esisterebbe l’editoria – ma è bene che sia unaContinua a leggere “Dieci dritte di quelle serie per trovare un agente letterario che ti rappresenti”

Come si parla di stile nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Una premessa dev’essere chiara: il «bello stile», la «bella scrittura» non esistono più. Ossia: non esiste più l’idea che esista uno «stile di riferimento», che possa essere insegnato in modo prescrittivo, e che vada più o meno ben per tutti – o quasi – gli usi. Basti vedereContinua a leggere “Come si parla di stile nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione”

Come si discute un romanzo nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione il primo lavoro dei docenti – quelli che conducono i Gruppi – è sempre, com’è ovvio, la lettura dei materiali presentati dall’allieva/o. Che si tratti di un romanzo già scritto – scritto dal principio alla fine, ma da rivedere – oContinua a leggere “Come si discute un romanzo nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione”

Come guardano i grandi autori? Un esempio pratico con immagini

di Valentina Durante Rispondiamo subito alla domanda del titolo: un grande autore guarda rendendosi anzitutto consapevole della particolare lente con la quale il suo tempo e la sua cultura filtrano le immagini, e di conseguenza anche il mondo di cui queste immagini sono una rappresentazione.Vediamo come ciò si traduce in scrittura. È da molti considerato,Continua a leggere “Come guardano i grandi autori? Un esempio pratico con immagini”

La Bottega di narrazione e Snaporaz

La Bottega di narrazione è felice di annunciare la nascita di un sodalizio con la rivista «Snaporaz». Fondata nel dicembre del 2022 e diretta da Filippo D’Angelo e Gianluigi Simonetti, «Snaporaz» è una rivista di cultura assai vivace, che legge libri, va al cinema e a teatro, guarda le serie televisive, esplora l’arte e l’architettura,Continua a leggere “La Bottega di narrazione e Snaporaz”

Cominciamo dalla notizia (e dai tacchini)

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Facciamo un’ipotesi (a scopo didattico) : che l’uso più naturale della narrazione scritta sia quello di raccontare qualcosa che è successo. Per cominciare a ragionarci, prenderemo come modello la notizia di cronaca; potremmo prendere anche la relazione tecnica, un’opera storica, un trattato di geologia; ma, in somma, laContinua a leggere “Cominciamo dalla notizia (e dai tacchini)”

Com’è cambiata l’editoria italiana

di Giulio Mozzi Nel 1991 non sapevo niente dell’editoria italiana. Per carità: leggevo libri (parecchi); andavo spesso in libreria (tutti i sabati, diciamo) e ci passavo del bel tempo; mi portavo a casa (li davano via gratis) i cataloghi delle case editrici. Ecco: non è vero che non sapessi proprio niente dell’editoria: sapevo che gliContinua a leggere “Com’è cambiata l’editoria italiana”

Perché è così difficile scrivere una (buona) scena di sesso?

di Valentina Durante Verifichiamo anzitutto se il quesito sia lecito. Parrebbe di sì, dato che dal 1993 esiste il Bad Sex in Fiction Award, il premio per le peggiori scene di sesso nei testi di narrativaindetto dall’inglese «Literary Review». Non mi viene in mente nulla di simile per le scene di dialogo (pure difficilissime), o,Continua a leggere “Perché è così difficile scrivere una (buona) scena di sesso?”

Scrivere il perturbante

Una lezione gratuita di Giorgia Tribuiani La narrativa perturbante, in letteratura così come nelle altre arti, viene spesso assimilata alla narrativa di stampo orrorifico, inserita nell’ampia categoria delle opere cosiddette «di genere».Il perturbante, tuttavia, teorizzato nel celebre saggio di Freud e poi ripreso in chiave psicanalitica oltre che artistica, segue un proprio filone basato sullaContinua a leggere “Scrivere il perturbante”

Cosa leggere per scrivere storie del mistero

di Giorgia Tribuiani Il consiglio è di cominciare, se non si sono già affrontati, dai fondamentali: Il perturbante di Sigmund Freud (nel volume Saggi sull’arte, la letteratura e il linguaggio, Bollati Boringhieri), con il suo ricco catalogo di casi perturbanti e con l’analisi del racconto di E.T.A. Hoffmann L’uomo della sabbia, è anche un’utilissima sistematizzazioneContinua a leggere “Cosa leggere per scrivere storie del mistero”

«BoJack Horseman», Raphael Bob-Waksberg e le diverse rappresentazioni del sé

di Simone Salomoni Qualche sera fa ho iniziato a guardare la serie televisiva BoJack Horseman. Per la settima volta. Cinque stagioni per dodici episodi e una sesta e ultima stagione da sedici episodi per un totale di settantasei episodi (ai quali andrebbe per completezza aggiunto l’imperdibile speciale di Natale). Ogni episodio ha una durata diContinua a leggere “«BoJack Horseman», Raphael Bob-Waksberg e le diverse rappresentazioni del sé”

«Il conte di Kevenhüller» di Giorgio Caproni

di Giulio Mozzi Il primo libro di Giorgio Caproni che lessi fu Il conte di Kevenhüller, pubblicato da Garzanti nel 1986. Avevo ventisei anni, le collane di poesia dei grandi editori erano ancora vive (Lo Specchio di Mondadori, la «collana oliva» appunto di Garzanti, la «bianca» Einaudi che ancora esiste; anche Lo Specchio sopravvive, maContinua a leggere “«Il conte di Kevenhüller» di Giorgio Caproni”

«L’odore del sangue» come idea di letteratura

di Simone Salomoni[Simone Salomoni insegna da diversi anni nella Bottega di narrazione, occupandosi in particolare di quelle scritture che hanno che fare con il racconto di sé. Ha pubblicato nel 2023 presso AlterEgo il romanzo operaprima. Qui sopra, un acquerello di Giosetta Fioroni]. L’odore del sangue è un romanzo di Goffredo Parise scritto nel 1979Continua a leggere “«L’odore del sangue» come idea di letteratura”

L’inquietudine della perfezione

di Giulio Mozzi Gli scrittori di gialli, si sa, sono ossessionati dal delitto perfetto. D’altra parte il loro personaggio, l’investigatore, è ammirevole e stimato (anche dal pubblico dei lettori) proprio perché scova i colpevoli dei delitti. L’ossessione è dunque contraddittoria: un romanzo che contenga un delitto veramente perfetto sarebbe un capolavoro (d’ingegno, se non dellaContinua a leggere “L’inquietudine della perfezione”

Scrivere con naturalezza

Dieci consigli per risolvere i problemi con la vocedi Valentina Durante Com’è che talvolta la nostra voce ci suona male? O che abbiamo tutto in testa – storia, narratore, punto di vista, personaggi, persino un’idea di montaggio – ma la scrittura stenta a partire? Ecco dieci possibili problemi che producono l’impasse (o, quando ci rileggiamo,Continua a leggere “Scrivere con naturalezza”