Il «terzo paesaggio» di Laura Pugno

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Ho avuto il privilegio di cominciare a leggere Laura Pugno in un’epoca lontanissima. Il 30 aprile del 1988 m’imbattei in alcune sue poesie, non ci capii nulla, mi sembrarono bellissime, e volli conoscerla. Fui fortunato e ci riuscii. Da allora Pugno ha pubblicato molto: molta poesia, molta narrativa,Continua a leggere “Il «terzo paesaggio» di Laura Pugno”

Leggere per scrivere: nutrire la memoria

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Si usa ancora – perdonate la mia ignoranza –, alle scuole elementari, alle medie (pardon: nella primaria, nella secondaria di primo grado), far imparare a memoria le poesie? Ai miei tempi – negli anni Sessanta, nei primi Settanta, quanto c’erano ancora i dinosauri e Atlantide non era ancoraContinua a leggere “Leggere per scrivere: nutrire la memoria”

Non esistono le poesie, esistono i libri di poesia

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Le lettrici e i lettori di poesia sono terribili. Comprano il libro, o lo prendono in biblioteca (e questi sono atti ammirevoli, per i quali hanno tutta la mia gratitudine), e poi non lo leggono. Più esattamente: non lo leggono dal principio alla fine. Lo aprono al mezzo,Continua a leggere “Non esistono le poesie, esistono i libri di poesia”

Metodo pratico per scrivere una poesia brutta

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Precisazione: questo non è l’unico metodo disponibile. È uno dei tanti. Potrei azzardare: uno dei più sicuri. Ma, ripeto, non l’unico. 1. Prendete un sentimento. Prendete un sentimento vostro; un sentimento vero; un sentimento che vi viene di tanto in tanto. Non fate sforzi, non cercate di provocareContinua a leggere “Metodo pratico per scrivere una poesia brutta”

Breve manifesto di uno stile senza regole

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione 1. Non esistono parole belle e parole brutte. Esistono parole precise e parole imprecise, esistono parole usate a proposito e parole usate a sproposito, esistono parole adeguate al contesto e parole non adeguate al contesto, e così via. 2. La bellezza di un’opera letteraria non si forma dallaContinua a leggere “Breve manifesto di uno stile senza regole”

Lo «scarto minimo» di Stefano Dal Bianco

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione È difficile parlare seriamente di un poeta che conosci da quando aveva nove anni (e tu dieci). È difficile, perché quell’uomo, che adesso ha sessantacinque anni (e tu sessantasei: sempre uno di più) ti pare di conoscerlo, ti è sempre parso di conoscerlo; è difficile perché quell’uomo, perContinua a leggere “Lo «scarto minimo» di Stefano Dal Bianco”

E allora, la usiamo oppure no, questa benedetta intelligenza artificiale, per scrivere?

di Valentina Durantedocente della Bottega di narrazione Ci arrivo con calma (ma ci arrivo: promesso), perché la prendo un po’ alla lontana. «L’apprendista» è un racconto che, insieme ad altri sette, compone l’opera di esordio di Giulio Mozzi Questo è il giardino (uscita per Theoria nel 1993). Di cosa parla? Be’, di un apprendista. BuonaContinua a leggere “E allora, la usiamo oppure no, questa benedetta intelligenza artificiale, per scrivere?”

Quando lessi «Ora serrata retinae» di Valerio Magrelli

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione A noi che leggiamo, che leggiamo sul serio – intendo: che leggiamo non solo per passare il tempo (attività di per sé rispettabilissima), ma perché crediamo che la letteratura serva a conoscere il mondo, noi stessi, il modo in cui noi stessi conosciamo il mondo –, capita aContinua a leggere “Quando lessi «Ora serrata retinae» di Valerio Magrelli”

Libertà della (non dalla) grammatica

Di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Nel primo capitolo del suo bel libro L’italiano in bilico (il Mulino 2026), il linguista Edoardo Lombardi Vallauri si lascia andare a una riflessione che definisce «un po’ mesta»: «Anche in grammatica, come in molti altri campi, la libertà è percepita come un peso. Il “linguista” […] dovrebbeContinua a leggere “Libertà della (non dalla) grammatica”

Il re è morto. Ma perché muore la regina?

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione «Il re morì. Poi morì la regina». «Il re morì. Poi morì, di dolore, la regina». E.M. Foster, nel suo Aspetti del romanzo (pubblicato nel 1927) usò questo esempio per spiegare la differenza tra una semplice storia e una narrazione: la storia allinea dei fatti, la narrazione liContinua a leggere “Il re è morto. Ma perché muore la regina?”

Perché i romanzi difficili sono difficili

di Valentina Durantedocente della Bottega di narrazione È uscito nei giorni scorsi su «Snaporaz» un bel pezzo di Giulio Mozzi intitolato En passant: dal libro del mondo alle narrazioni, e poi ancora al libro del mondo. Mi approprio di uno stralcio in cui l’autore commenta un passo dal Saggiatore di Galileo Galilei dove si parlaContinua a leggere “Perché i romanzi difficili sono difficili”

Dieci dritte di quelle serie per trovare un agente letterario che ti rappresenti

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione 1. La prima dritta è la più semplice ed ovvia. Scrivete un buon romanzo: un romanzo che sia bello, e anche facile da vendere. Non è necessario che sia un capolavoro – se si pubblicassero solo i capolavori, non esisterebbe l’editoria – ma è bene che sia unaContinua a leggere “Dieci dritte di quelle serie per trovare un agente letterario che ti rappresenti”

Come si parla di stile nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Una premessa dev’essere chiara: il «bello stile», la «bella scrittura» non esistono più. Ossia: non esiste più l’idea che esista uno «stile di riferimento», che possa essere insegnato in modo prescrittivo, e che vada più o meno ben per tutti – o quasi – gli usi. Basti vedereContinua a leggere “Come si parla di stile nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione”

Come si discute un romanzo nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione il primo lavoro dei docenti – quelli che conducono i Gruppi – è sempre, com’è ovvio, la lettura dei materiali presentati dall’allieva/o. Che si tratti di un romanzo già scritto – scritto dal principio alla fine, ma da rivedere – oContinua a leggere “Come si discute un romanzo nel Laboratorio annuale della Bottega di narrazione”

Come guardano i grandi autori? Un esempio pratico con immagini

di Valentina Durante Rispondiamo subito alla domanda del titolo: un grande autore guarda rendendosi anzitutto consapevole della particolare lente con la quale il suo tempo e la sua cultura filtrano le immagini, e di conseguenza anche il mondo di cui queste immagini sono una rappresentazione.Vediamo come ciò si traduce in scrittura. È da molti considerato,Continua a leggere “Come guardano i grandi autori? Un esempio pratico con immagini”

La Bottega di narrazione e Snaporaz

La Bottega di narrazione è felice di annunciare la nascita di un sodalizio con la rivista «Snaporaz». Fondata nel dicembre del 2022 e diretta da Filippo D’Angelo e Gianluigi Simonetti, «Snaporaz» è una rivista di cultura assai vivace, che legge libri, va al cinema e a teatro, guarda le serie televisive, esplora l’arte e l’architettura,Continua a leggere “La Bottega di narrazione e Snaporaz”

Cominciamo dalla notizia (e dai tacchini)

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Facciamo un’ipotesi (a scopo didattico) : che l’uso più naturale della narrazione scritta sia quello di raccontare qualcosa che è successo. Per cominciare a ragionarci, prenderemo come modello la notizia di cronaca; potremmo prendere anche la relazione tecnica, un’opera storica, un trattato di geologia; ma, in somma, laContinua a leggere “Cominciamo dalla notizia (e dai tacchini)”