Come si scrive una lettera a Babbo Natale, in dieci punti facili

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di Giulio Mozzi
direttore della Bottega di narrazione

1. Tempismo. Babbo Natale, si sa, consegna i regali in tutto il mondo in una sola notte (Amazon gli fa un baffo). Ma se lui e le sue renne sono velocissimi, non è detto che siano altrettanto veloci i fornitori. La lettera dev’essere inviata con congruo anticipo, in modo che Babbo Natale abbia la possibilità di procurarsi tutto ciò che gli viene richiesto.

2. Cordialità. Lo scopo della lettera, si sa, è ricevere determinati regali. Ma non è indispensabile essere brutali. Due righe d’apertura, un semplicissimo «Io sto bene, tu come stai?», magari un ringraziamento per i regali ricevuti il Natale scorso – sono tutte cose che rendono il lavoro, per Babbo Natale, un po’ meno routinario e un po’ più piacevole.

3. Presentati. Babbo Natale non ti conosce, se è la prima volta che gli scrivi; e se non è la prima volta, non è detto che si ricordi di te. Quante lettere pensi che riceva ogni anno? Migliaia? Milioni? Forse addirittura miliardi. E la sua memoria, da un secolo in qua, non è più quella di una volta. Quindi è bene se, all’inizio della lettera, dopo il saluto di cui abbiamo detto, ti presenti: racconti chi sei, quanti anni hai, quali sono le tue passioni, che cosa ti diverte e che cosa ti rattrista.

4. Non eccedere. La cosa più giusta è chiedere a Babbo Natale una e una sola cosa. Così lui capirà che quella cosa per te è davvero importante, se non addirittura indispensabile. Le lunghe liste denotano solo ingordigia e mancanza di senso della misura: due cose che irritano parecchio il buon Babbo Natale (che è buono, ma come tutti può anche provare sentimenti spiacevoli).

5. Non pensare solo a te. La miglior lettera a Babbo Natale è quella che chiede un dono non per sé, ma per una persona alla quale si vuole bene. Babbo Natale apprezza molto sia la generosità sia il disinteresse sia l’attenzione per gli altri. Eventualmente, se proprio non sai fare a meno di chiedere qualcosa per te, chiedi qualcosa per te qualcosa per qualcun altro.

6. Sii preciso. Se ciò che desideri ricevere è, per esempio, il 172mo volume della Patrologia latina del Migne, specifica che si tratta di quello che raccoglie gli scritti di Onorio Augustodunense. E magari avvisa che ti serve l’edizione originale, non quella del Garnier (i cui volumi, peraltro, hanno una numerazione diversa). In questo modo sarà meno probabile che si produca qualche errore.

7. Non essere esigente. È sempre possibile che il 172 volume della Patrologia latina del Migne non sia disponibile. O che non sia possibile che venga consegnato a Babbo Natale entro la sera del 24 dicembre. Ti conviene quindi indicare sempre, con discrezione, un regalo di riserva. Al posto di Onorio Augustodunense, per esempio, non ti pare che potrebbe andare bene il kit Lego per l’astronave Enterprise, in 144.000 pezzi?

8. Non tradirti. Può darsi che, col tempo, tu abbia maturato qualche dubbio sull’effettiva esistenza di Babbo Natale. Per anni hai chiesto i regali, e i regali sono arrivati; tuttavia qualcosa non ti convince. Lo spirito di disillusione tipico della postadolescenza (quella parte di vita che va dai 14 anni a ∞) potrebbe spingerti a fare la domanda diretta: «Ma tu, Babbo Natale, esisti davvero?». Ecco: non farlo. Babbo Natale potrebbe arrabbiarsi moltissimo.

9. Non nominare la Befana. Tra i due, come noto, c’è una certa concorrenza. Ci sono anche degli attriti, di vecchia data. Pare che negli ultimi secoli si siano riconciliati, ma non si sa mai. A ogni buon conto, stai coperto.

10. Affidati. Chiudi con un saluto, un augurio per l’anno nuovo (non con un Buon Natale: per Babbo Natale il Natale è semplicemente un giorno in cui sfacchina da paura), un pensiero gentile. E prometti che, qualunque cosa riceverai, anche non esattamente quella richiesta, sarai contento. Perché, vedi, a volte Babbo Natale riesce a vedere nei cuori dei bambini, e dona loro non ciò che desiderano ma ciò che può far loro del bene.

1 comments on “Come si scrive una lettera a Babbo Natale, in dieci punti facili”

  1. molto interessante, ho condiviso l’articolo ai miei cugini che hanno figli piccoli^^
    quando troverò un qualsivoglia lavoro penso di riprovare un vostro corso, mi è stato molto utile 🙂

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