La Bottega di narrazione in mostra: Camilla Costa

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Il 13 dicembre 2015 si è svolto, a Milano presso la sede della Bottega di narrazione (Spazio Melampo, via Tenca 7) l’incontro degli “apprendisti” con il mondo editoriale. Non era previsto che l’evento fosse immortalato, ma Francesca Perinelli – a sorpresa – ha registrato non tutto, ma parecchio. Abbiamo quindi cominciato a pubblicare le registrazioni delle presentazioni delle opere. La qualità è quella che è.

[Chi fosse interessato a consultare il fascicolo con la scheda e gli estratti di tutte le opere presentate, può prelevarlo cliccando qui].

Qui Camilla Costa presenta il suo romanzo Ti scrivo, ma non penso a te. Sotto al video, la scheda.



Camilla_CostaCamilla Costa è nata a Savona il 6 agosto 1967. Dal 2002 vive a Venezia. Ha lavorato in polizia giudiziaria. Attualmente si occupa di formazione in un Ente pubblico. Si è laureata in Scienze dei beni culturali (indirizzo antropologico) con una tesi in geografia culturale e successivamente ha conseguito un master in Criminologia critica, prevenzione e sicurezza sociale. Ha scritto poesie. La raccolta Vento, onde, mare (Edizioni Int.li della Grafica, 1998) è stata pubblicata con una prefazione di Milena Milani. Vive con due gatti.
Contatti: camillakamycosta@virgilio.it

Ti scrivo, ma non penso a te è un romanzo di formazione.
È la storia dell’apprendistato di una bambina, diventata donna attraverso la tortuosa ricerca di se stessa e di un luogo non solo da amare, ma in cui dirsi amata per quello che è.
Ti scrivo, ma non penso a te è un racconto sulla bellezza delle piccole cose, sull’importanza della sincerità e della famiglia, sulle difficoltà di vivere in una realtà precostituita, per di più di provincia.
Il testo racchiude ciò che sono, ciò che ho fatto, ciò che ho capito o creduto di capire, ciò che sono diventata. Presente e passato prendono forma filtrati da quegli insegnamenti che mi hanno permesso di credere nell’amore, qualunque fosse il suo volto. L’abbandono spirituale, la consapevolezza e la speranza fanno da sfondo all’incedere interlocutorio tra me e la mia compagna, una donna per la quale il desiderio della realtà effettiva non ha assunto la stessa valenza.
Tra i racconti del vissuto, compaiono alcune verità che hanno in seno un grande senso di liberazione e altre, che se non affrontate, intrappolano il destino di chiunque le incontri.

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