Dalla Bottega di narrazione, 4: Valentina Durante

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Domenica 12 giugno 2016, a Milano in via Tenca 7 (Spazio Melampo, ore 10-13), la Bottega di narrazione presenta a un pubblico di operatori dell’editoria un gruppo di nuove opere scritte da Cristiana Bernasconi, Luca Bonini, Alessandro Cecchinelli, Valentina Durante, Cosimo Lupo, e Patrizia Sorrentino. Per informazioni: bottegadinarrazione@gmail.com. Da oggi a domenica presentiamo brevemente le cinque opere. Ecco il romanzo Afrodia di Valentina Durante.

Valentina Durante, Afrodia

Come tutte le primogenite della sua famiglia, Afrodia è nata con un dono: può guarire chi ama. Questo dono, tuttavia, è al tempo stesso una maledizione: chi è stato guarito non solo si dimentica di lei, ma sviluppa l’insopprimibile bisogno di respingerla. Afrodia, salvata e abbandonata dalla madre all’età di due anni, viene accudita da zia Eleonora. Eleonora, promettente pittrice, ha dovuto lasciare gli studi all’Accademia di Belle Arti per crescere la nipote. Col passare degli anni, zia Eleonora matura, nei confronti di Afrodia, un sentimento contrastante: da un lato un legame ossessivo, orientato a un costante controllo (Afrodia è l’unico affetto rimastole, dopo la perdita della sorella); dall’altro un’ostilità prima sottile, poi manifesta (per colpa di Afrodia, ha dovuto rinunciare alle proprie ambizioni di artista). Della sua capacità di guarire, Afrodia viene a conoscenza nel giorno del suo quindicesimo compleanno: inizialmente, non crede al racconto della zia. Poi, dopo aver salvato (e perso) un ragazzo di cui si era innamorata, Afrodia capisce che il suo destino è quello di non affezionarsi a nessuno. Inizia, per lei, un periodo di relazioni fugaci, che non implicano alcun coinvolgimento emotivo. Finché, all’età di vent’anni, rimane incinta. Afrodia decide di far nascere il bambino. L’arrivo di Daniele modifica notevolmente gli equilibri all’interno del ristretto gruppo famigliare: prima contraria alla gravidanza, zia Eleonora finisce per legarsi morbosamente a Daniele, e tenta di allontanarlo dalla madre. Afrodia, dal canto suo, cerca dapprima di non farsi coinvolgere eccessivamente dal rapporto col figlio (teme di dover soffrire ciò che ha sofferto sua madre), per rendersi poi conto che non può in alcun modo vietarsi di amarlo. Daniele cresce in un clima di tensione sempre più opprimente. Diventato adolescente, prende apertamente le distanze da zia Eleonora, di cui ha intuito l’indole egocentrica e manipolatrice: Afrodia, tuttavia, oppressa dai sensi di colpa e dal peso della maledizione (di cui Daniele non è a conoscenza), non riesce ad assecondare completamente il figlio. All’età di diciannove anni, Daniele viene investito da un’auto. Ricoverato in rianimazione, ha pochissime speranze di sopravvivere. Zia Eleonora e Afrodia si precipitano in ospedale: durante una lunga e sofferta notte, Afrodia dovrà decidere se intervenire oppure no: salvare il figlio, utilizzando un dono che non dovrebbe essere proprio degli esseri umani, oppure fare ciò che ognuno, tranne lei, è costretto a fare: accettare i propri limiti e quel che il destino riserva. Alla fine, la scelta di Afrodia non verrà svelata: in entrambi i casi – che il figlio muoia oppure che si salvi – lei lo avrà perso per sempre.
Afrodia può essere letto come una storia d’odio fra due donne. O come una storia d’amore fra una madre e un figlio. Ma Afrodia è soprattutto una grande allegoria che riflette sul rapporto fra l’uomo e i suoi limiti, fra ciò che ci è dato e non ci è dato fare e sull’ambizione – che nel personaggio di Afrodia diventa concreta possibilità – di sostituirsi a Dio.

Valentina_DuranteValentina Durante è nata a Montebelluna (TV) nel 1975. Laureata in Lingue e Letterature Orientali, si è occupata per più di dieci anni di ricerca tendenze e analisi del consumatore. Dal 2000 al 2009 ha curato il Rapporto OSEM, analisi socio-economica del distretto calzaturiero montebellunese. Da otto anni è copywriter freelance.

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