Dieci affermazioni false sul conto della cosiddetta scrittura creativa, che si sentono dire in giro

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Un citrullo
Un citrullo

di Giulio Mozzi

[Se talvolta indico una fonte, ciò non significa che l’affermazione si trovi solo lì: significa che lì ho trovato una formulazione che mi è parsa interessante].

1. Il tempo della letteratura è finito. Ormai siamo nell’epoca della scrittura creativa (e stiamo per transitare nell’èra dello storytelling).

2. Nata in molti paesi come manifestazione spontanea di giovani scrittori, la scrittura creativa è diventata un fenomeno di costume, anche con buoni risultati editoriali e con il fiorire di scuole di Scrittura creativa.

(Questa, più che un’affermazione falsa, è un’idiozia: da Wikipedia, s.v.).

3. La scrittura creativa è stata inventata negli Stati uniti d’America.

4. La scrittura non deve servirti per raggiungere notorietà e fama, ma soddisfazione nel vedere gente pronta a pagare per leggerti (fonte).

5. Il fondamento della scrittura creativa è il piacere: si scrive per il piacere di scrivere.

6. Talvolta la causa è una reale mancanza di tempo, ma in altri casi è la paura di creare a bloccarci perché realizzare qualcosa costringe inevitabilmente a confrontarsi con il critico più spietato di tutti: se stessi (fonte).

(Se considero la quantità di opere inedite orribili che ricevo, direi che il signor Sestessi non è proprio il più spietato dei critici).

7. La scrittura creativa si basa su tecniche precise.

8. Per semplificare la lettura al suo pubblico, lo scrittore deve usare un linguaggio semplice, facile, lineare, scorrevole e comprensibile. Un linguaggio che deve coincidere con il linguaggio standard o ufficiale, insomma con il linguaggio che rispetta grammatica e sintassi. Le “licenze” poetiche non sono ammesse. Indicano che non si appartiene al mondo della scrittura (fonte, p. 36).

9. La scrittura creativa libera i tuoi sentimenti più profondi.

10. Tutti possono diventare scrittori.

(Il passo successivo è: “Se l’hai scritto, va stampato!”).

4 comments on “Dieci affermazioni false sul conto della cosiddetta scrittura creativa, che si sentono dire in giro”

  1. Io ho sentito dire che esiste gente che si applica bene ottenendo ottimi risultati nella “contabilità creativa”. E in questo caso un senso, a dirla tutta, ce lo vedo: molto più di quanto non riesca a immaginare le varie “logiche” delle affermazioni di questo decalogo. Non ci avevo mai fatto così tanto caso…

  2. La fonte del punto 8 è una fantastica miniera di suggerimenti indispensabili e perle di saggezza: “Scrivere una raccolta di racconti o un romanzo è facile come fare una torta. Basta seguire le regole o la ricetta. Prima di iniziare a scrivere si devono decidere alcuni punti, che poi devono restare fissi:
    1. a quale fascia di pubblico ci si rivolge…” eccetera.

  3. Rispetto al punto 6, credo che il Signor Sestessi, sia un po’ come l’orecchio per un musicista. Nessun può essere intonato se non ha orecchio. Se anche uno ti dice che stai stonando, ma tu non hai orecchio, non serve a niente. Non arrivi neppure a capire cosa ti stia dicendo. Però l’orecchio si può educare, almeno fino a un certo punto e, forse, nel solito modo anche il Signor Sestessi. Quindi, a parte i soliti fortunati che nascono con l’orecchio assoluto, per tutti gli altri serve tanto lavoro, esercizio e avere dei buoni insegnati. E, purtroppo, non sempre è sufficiente, ma questo lo si scopre solo strada facendo. Mi sa che più o meno deve essere una cosa così.

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