Categoria: Teoria e pratica

Le dieci vere ragioni che possono fare del vostro romanzo un romanzo di successo

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di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Intanto intendiamoci: che cosa vuol dire successo? Viviamo in tempi strani, nei quali – per dire – la lettura di romanzi dei quali i grandi media non parlano si diffonde a macchia d’olio per passaparola, mentre nelle cinquine o triplette dei grandi premi letterari vengono ospitati

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Dieci considerazioni e domande all’incirca su quella cosa che viene chiamata autofinzione

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Creative writing, Autofinzione, Autofiction

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Se un autore presta a un proprio personaggio i fatti della propria vita, ciò non significa che quel personaggio possa essere identificato con l’autore. 2. Se un autore chiama un proprio personaggio con il proprio nome e cognome, evidentemente ciò significa: “Quello lì non sono io”.

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Dieci considerazioni (utili, si spera) su come affrontare la lettura dei romanzi considerati illeggibili (e che, a prima vista, sembrano effettivamente tali)

di Giulio Mozzi 1. Sia chiaro che parliamo di “romanzi illeggibili” non nel senso di “romanzi molto brutti” (i romanzi molto brutti sono spesso assai facili da leggere), ma nel senso di “romanzi la cui difficoltà sembra, a quel che si dice, tale, da scoraggiarne la lettura”. L’esempio classico, che si fa sempre, e che

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“Don Chisciotte della Mancia”: un romanzo proliferante

di giuliomozzi Siamo sinceri: il Chisciotte è un equivoco. Tutti i ditirambi dell’eloquenza nazionale non sono serviti a nulla. Tutte le ricerche erudite sulla vita di Cervantes non hanno chiarito neppure un angolo del colossale equivoco. Si burla Cervantes? E di che si burla? Lontano, sola nell’aperta pianura della Mancia, la lunga figura di Don

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La filosofia della guerra atomica e la narrazione delle crisi coniugali

di Giulio Mozzi [Questo appunto uscì nel numero 61 di vibrisse, il “bollettino di letture e scritture”, quando vibrisse era ancora un bollettino spedito via posta elettronica. Nel 2001. gm] Nei laboratori di scrittura si finisce col parlare spesso della «psicologia dei personaggi». Io, personalmente, non ho nessuna simpatia per questa espressione. Ho la sensazione

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144 modi per non dire “disse”, uno per non dirlo proprio e uno per dirlo sempre

Come scrivere un dialogo efficace

di Giulio Mozzi Mi sono imbattuto per caso in un articolo di Daniele Imperi, nel blog Penna blu, intitolato Dialoghi: 144 alternative al classico “disse”. Nella breve premessa, Imperi fa una considerazione sullo scrittore Philip K. Dick: “Nei suoi romanzi è raro trovare il tradizionale verbo ‘dire’ in un dialogo, perché i suoi sono tutti

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Teoria e pratica del salutare, quando si scrive a una persona sconosciuta tipo un editor o un agente letterario

di Giulio Mozzi 1. Salve non si usa mai. Cito dal dizionario Treccani: “Salve. Formula di saluto (propr., imperat. del verbo lat. salvere «stare bene, in buona salute»), che si rivolge a persona o a luogo; può avere tono solenne, nell’uso letter. e poet.: Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte Nume Clitumno! (Carducci);

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Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere

di giuliomozzi 1. Ci stai pensando da dodici anni, e non hai ancora cominciato a scriverla. Davvero hai tanta voglia di scriverla? 2. Contrariamente alle tue abitudini, l’hai raccontata non si sa più quante volte a questo o quell’amico, e gli amici ti hanno sempre detto: Che bella storia! Dovresti proprio scriverla!. Non ti viene

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Come si diventa un insegnante di scrittura creativa? Breve spiegazione in dieci punti

Bottega di narrazione Scuola di scrittura creativa

di Giulio Mozzi Si sono svolte nei giorni scorsi le lezioni a porte aperte della Bottega di narrazione. Tra i numerosi (grazie!) partecipanti, alcuni hanno posto una domanda molto seria: “Come si diventa insegnanti di scrittura creativa? Qual è la formazione che voi, che pretendete di insegnare questa (disciplina) (materia) (arte) (pratica) (scegliete voi la

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A proposito del “così com’è”. Appunti sul realismo come genere letterario

di Demetrio Paolin 0. Scrivere è dover fare i conti con divieti e permessi 1. Cesare Pavese scrive ne Il mestiere di vivere: «La letteratura non si contrappone a “senso pratico” ma a “senso del reale”…». Come tutte le frasi sibilline e oracolari di Pavese queste parole si prestano a diverse interpretazioni. A me interessa

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Ci sono più figure retoriche nella prima pagina di un giornale quotidiano che in tutti i trentotto capitoli de “I promessi sposi”

di Giulio Mozzi Nel suo Trattato sui tropi (Traité des tropes), pubblicato nel 1730, il filosofo e grammatico francese César Dumarsais si diceva, un po’ giocosamente e un po’ sul serio, persuaso che “si facciano più figure retoriche in un solo giorno di mercato alle Halles che in molte giornate di assemblee accademiche”. Chi abbia

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Alcune cose sulla narrazione, spiegate con un flashmob di Kaliningrad

di Giulio Mozzi Per prima cosa, dovete guardarvi il flashmob. Dura quattro minuti, si svolge in un supermercato di Kaliningrad, i partecipanti cantano una canzone popolarissima. Ha tutta l’aria di essere una cosa organizzata dal supermercato stesso, per fare una piacevole sorpresa ai clienti: ma questo non ci interessa. Guardate, dunque. Ora: probabilmente avete già

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Dieci sistemi sicuri per confezionare un incipit fatto bene, che acchiappa il lettore e lo costringe a continuare la lettura

di giuliomozzi 1. Una narrazione è una sequenza di eventi connessi tra loro da ragioni di causa ed effetto. Quindi un buon incipit deve (a) contenere un evento, e/o (b) presentarlo come gravido di effetti o come conseguenza di misteriose cause. “Dopo aver accoltellato la moglie il ragionier Panizza uscì di casa per andare in

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La differenza che c’è tra un romanzo e un libro, in dieci punti

di Giulio Mozzi 1. Molte persone mi mandano il loro romanzo inedito cominciando la lettera accompagnatoria con queste parole: “Ho scritto un libro…”. Queste persone si sbagliano. Quasi tutte. E la cosa è evidente. Nel momento in cui apro il documento allegato, ciò che mi appare non somiglia per niente a un libro. Si tratta

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Del come e del perché si possa mettere da parte un’opera letteraria dopo averle dato solo un’occhiata

Bottega di narrazione - Corsi di scrittura creativa

di Giulio Mozzi Tutti lo facciamo: prendiamo in mano un libro perché attirati dal nome dell’autore, dal titolo, dall’immagine di copertina, alla posizione che il libraio gli ha assegnato, eccetera; lo prendiamo in mano, diamo una scorsa alla bandella o alla quarta, lo apriamo, leggiamo qualche riga, lo mettiamo giù. Oppure non lo mettiamo giù,

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Dieci cose che se uno scrittore le fa, vanno bene; se le fa una scrittrice, no

di Giulio Mozzi 1. Nella Repubblica delle Lettere vige il maschilismo. Ci saranno tutte le eccezioni che volete, ma il dato di fatto è questo. Pertanto le scrittrici ricordino che, se mai avranno successo, la loro vita sessuale sarà indagata senza alcun rispetto. La bellezza, la qualità letteraria, la buona fattura delle loro opere non

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Scrivere con gli occhi: un esercizio e un suggerimento pratico

di Giulio Mozzi I testi nelle nuvole li ho cancellati io (tranquilli, poi ve li faccio vedere). Ho cancellato i testi nelle nuvole perché volevo farvi concentrare, ovviamente, su ciò che si vede. Che cosa vediamo, dunque? Vediamo che ci sono due donne, una in primo piano e una in secondo. Vediamo che la storia

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