Categoria: Teoria e pratica

Dieci considerazioni sparse utilissime per decidere se scrivere il vostro romanzo in prima, terza, seconda o diciassettesima persona

di giuliomozzi 1. Per cominciare, intendiamoci: c’è prima e prima persona. La prima persona del Robinson Crusoe di Daniel Defoe è tutt’altra cosa dalla prima persona della prima persona della Coscienza di Zeno di Italo Svevo. Mentre leggiamo le avventure del famoso marinaio, infatti, non abbiamo alcun dubbio che tutto ciò che egli ci racconta

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Dieci sistemi sicuri per evitar di frequentare un corso di scrittura creativa

di giuliomozzi 1. Fino a vent’anni fa, in Italia praticamente non esistevano libri sulla “scrittura creativa”. Oggi ce n’è fin troppi. Basta andare in una buona libreria, cercare lo scaffale, guardare bene tutto, e poi scegliere. E poi studiare. 2. Di libri sulla “scrittura creativa” ce n’è fin troppi, mentre la narratologia – cioè lo

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Dieci cose sulle agenzie letterarie che non è indispensabile, ma comunque è utile, che l’autore alle prime armi sappia

di giuliomozzi [Nella fotografia qui sopra: un agente letterario tenta di convincere un editore a pubblicare l’opera – corposissima – di un collettivo di ignoti autori mediorientali]. 1. Cominciamo dall’inizio. Il primo agente letterario nel senso moderno del termine fu Alexander Pollock Watt, che fondò la sua agenzia in Gran Bretagna nel 1875 (fu agente,

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“Tutti sanno che la scrittura non si può insegnare” e altri luoghi comuni discussi e confrontati con aneddoti di vera vita vissuta

Chiacchiere

di giuliomozzi 1. “Tutti sanno che la scrittura non si può insegnare”: mi sono sentito buttare in faccia questo luogo comune ormai non so quante volte (l’ultima, a es., qui). Normalmente rispondo: a me hanno insegnato a scrivere (e narrare), e posso raccontare chi e dove e come e quando. Do per scontato che, dietro

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Dieci buoni motivi per non leggere i classici (rumoresque senum severiorum / omnes unius aestimemus assis)

di giuliomozzi 1. I classici paralizzano. Leggi, che ne so, Al poco giorno ed al gran cerchio d’ombra di quel mostro che era Dante Alighieri o La princesse de Clèves di Madame de Lafayette, e ti domandi: “Sarò mai capace, non dico di fare altrettanto, ma di fare qualcosa che possa stare dignitosamente accanto a

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Dieci criteri utili a decidere se il prezzo di un corso di scrittura è congruo o no (con un’appendice)

di giuliomozzi 1. Dal punto di vista di chi vende, il “prezzo giusto” è, ovviamente, il più alto possibile. Dal punto di vista di chi compra, il “prezzo giusto” è, ovviamente, il più basso possibile. Qui si parla, adottando il punto di vista di chi compra, di prezzo congruo: “Conveniente, proporzionato, rispondente a determinate esigenze,

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Le dieci cose che gli editori non vogliono che i loro autori sappiano e che peraltro gli autori, se le vengono a sapere, non ci credono

di giuliomozzi 1. Non ha senso sostenere che lo scopo delle case editrici, in quanto imprese, è il profitto. Ha senso invece dire che una casa editrice, se va in perdita, inevitabilmente chiude (o se la compera qualcun altro); se ne genera punto o poco, è una zavorra per chi la possiede. Queste due affermazioni

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Dieci modi facili di credere a qualunque bufala circoli in rete a proposito dei magici mondi della letteratura e dell’editoria

Scrittura creativa, corsi di scrittura creativa a milano, creative writing

di giuliomozzi 1. Sei fermamente convinto che il mondo sia retto da una setta segreta di autori che vendono milioni di copie senza scrivere una sola riga di ciò che pubblicano, in quanto si limitano a copiare di sana pianta buoni e buonissimi romanzi che arrivano nelle case editrici spediti da intelligentissimi e scalognatissimi sconosciuti,

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Le dieci vere ragioni per cui la letteratura anglosassone sforna capolavori a manetta, e quella italiana no

Manetta.

di giuliomozzi [Nell’immagine qui sopra: Manetta]. 1. Siamo sicuri che la letteratura anglosassone sforni capolavori a manetta? Non è che, semplicemente, hanno un buon ufficio stampa? 2. Da Wikipedia, s.v. Lingua inglese: “Si calcola che i parlanti inglese come lingua madre siano circa 400 milioni, mentre sono circa 300 milioni coloro che lo parlano accanto

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Spiegazione serissima dell’articolo scherzoso “Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare”

di giuliomozzi [Qualche giorno fa pubblicai un articolo intitolato Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare. Le frasi “veramente sentite dire” sono ovviamente tutte inventate; ma ciascuna di esse cerca di descrivere sinteticamente una questione reale. Poiché

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Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare

Édouard Manet, Un mazzo di asparagi

di giuliomozzi [Questo articolo è scherzoso. Per vostra comodità, ne ho scritta anche una spiegazione serissima]. 1. “Questo è un romanzo normale, capisci, che parla di gente normale con problemi normali, e si rivolge a dei lettori normali perché normalmente ci si riconoscano. Ma oggi stiamo tutti fuori di testa, non va bene”. 2. “Tutte

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Dieci sistemi quasi sicuri per trasformare una storia piatta in un romanzo avvincente e di successo

di giuliomozzi 1. Intitolatela Flatlandia. 2. Introducete una sottostoria. Se la storia principale racconta, per esempio, di un canguro nano che si innamora di un biglietto dell’autobus (non ricambiato), potreste inserire la sottostoria di un’ostetrica specializzata in assistenza alle macchine emettitrici di biglietti: sarà lei ad disinceppare la macchina dalla quale un bambino comprerà, per

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Dieci scrittrici (alcune delle quali grandissime) che le aspiranti scrittrici italiane dovrebbero guardarsi bene dall’imitare

di giuliomozzi Vedi anche: Dieci romanzi-capolavoro che gli aspiranti scrittori italiani devo assolutamente evitar di leggere 1. Virginia Woolf. Autrice di un certo numero di romanzi nei quali si chiacchiera moltissimo ma a stento si capisce chi parli di chi, e a proposito di quali vicende; nonché della biografia di un uomo che vive quattrocento

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Dieci romanzi-capolavoro che gli aspiranti scrittori italiani devono assolutamente evitar di leggere

di giuliomozzi [Vedi anche: Dieci scrittrici (alcune delle quali grandissime) che le aspiranti scrittrici italiane dovrebbero guardarsi bene dall’imitare]. 1. Ulisse, di James Joyce. Le banali avventure di un insegnante precario e di un venditore di inserzioni pubblicitarie nella provinciale Dublino del 1904. Una storia completamente priva d’interesse narrativo, che cerca di rendersi interessante a

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Dieci cose da scrivere o non scrivere in un’eventuale autopresentazione o curriculum che intendete allegare alla vostra proposta di romanzo

di giuliomozzi [Nella foto qui sopra: un talent scout editoriale esibisce con fierezza un nuovo autore, appena pescato]. 1. Se non avete mai pubblicato nulla (se non nel vostro blog o in Facebook o in qualche sitarello non proprio tra quelli più in vista), non scrivete: “Sono uno scrittore”. Non scrivete neanche: “Sono uno scrittore

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Perché la Bottega di narrazione non può sostituire anni e anni di analisi

di giuliomozzi Recentemente una persona ha scritto, in calce a una mia noterella in Facebook, una frase del tipo: “Ho il sospetto che un solo anno di Bottega di narrazione possa fare lo stesso effetto di anni e anni di analisi”. Si tratta ovviamente di un’iperbole, ovvero di un’affermazione del tipo: Pietro disse: “Signore, quante

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Dieci segreti che un docente di scrittura creativa non rivelerà mai ai suoi allievi

Om salvarech

di giuliomozzi 1. Il proverbio dice: “Chi non sa fare, insegna”. I proverbi, si sa, vanno presi con le pinze; ed è noto che molti grandi o almeno notevoli scrittori (da John Barth a Raymond Carver nei mitici States, da Giuseppe Pontiggia ad Alessandro Baricco), si sono dedicati volentieri e con passione all’insegnamento. Quindi un

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I dieci trucchi per pubblicare un libro senza nemmeno scriverlo

di giuliomozzi 1. Il primo trucco è il più ovvio: copiatelo. Ma badate: la strada della copiatura, rispetto alla strada dell’invenzione, è sì in discesa; ma non manca – come tutte le strade – di intoppi, di buche nell’asfalto, di semafori dal rosso eterno (questa massima morale è copiata). Soprattutto, e tanto più in quest’era

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