Raccontare il paesaggio: Monghidoro, 3-10 luglio 2019

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Raccontare il paesaggio / Monghidoro (Bo) 3-10 luglio 2019

Raccontare il paesaggio 2019 è la seconda edizione di un laboratorio di scrittura residenziale organizzato dalla Bottega di narrazione e dedicato alla narrazione dei luoghi e dei paesaggi. Si svolgerà a Monghidoro, sull’Appennino bolognese, a 841 metri di altitudine, dal 3 al 10 luglio 2019.
Nel corso del laboratorio si lavorerà concretamente alla creazione di un volume legato ai luoghi che ci ospiteranno, e a un’iniziativa – il Mangirò – che ha l’ambizione di attraversarli, rappresentarli, e raccontarli.

Dove e quando si svolgerà Raccontare il paesaggio?

Una settimana (da mercoledì 3 a mercoledì 10 luglio 2019) nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, all’incirca sul picco di una strada che per secoli è stato il principale transito di persone e merci tra la pianura padana e l’Italia centrale; tra il versante adriatico e quello tirrenico della catena appenninica; tra i territori di due città, Firenze e Bologna, al punto da venirsi a costituire come una vera e propria frontiera. Per il resto è un luogo che si deve voler raggiungere. Ci si arriva in automobile, lungo strade provinciali che partono da Bologna (o da Firenze appunto); o sulle medesime strade, ma con la corriera. Naturalmente si può arrivare a piedi.
Da una dozzina d’anni a questa parte, nella prima domenica di luglio, a Monghidoro si svolge il Mangirò: una passeggiata di dodici chilometri, divisa in otto tappe, per boschi di quercia e castagno, campi di grano e di lavanda; per ogni tappa ci sono due chef e diversi piccoli produttori; si cammina in posti belli, si mangiano prelibatezze il cui ingrediente di base è il pane (ma non pensate al panino: gli chef del Mangirò sorprendono sempre). L’ideatore di questa popolare iniziativa è Matteo Calzolari, titolare del Forno Calzolari di Monghidoro (https://www.fornocalzolari.it) nel quale produce pani lavorati esclusivamente con il suo lievito madre (un figlio ormai maggiorenne di nome Gino) e con farine macinate a pietra da grani antichi coltivati in Appennino.
Questo modo di lavorare è anche un modo di stare sulla terra. Di cercare dei modi sensati di starci.
Quest’anno siamo stati chiamati, come Bottega di narrazione, a portare sulle montagne di Monghidoro il nostro sguardo, i nostri piedi e la nostra voce; a partecipare a questa esperienza dei sensi e poi a scriverne, progettando e realizzando un volume collettivo. Non si tratterà di compilare la cronaca della giornata, naturalmente, o di decantare la bellezza dei paesaggi – per quanto in molti, Goethe in testa, li giudicano “un pezzo meraviglioso del creato” – ma di cercare un contatto profondo con i luoghi e le persone che accoglieranno e di restituire loro qualcosa in forma scritta.

Il laboratorio e la sistemazione

Il gruppo sarà formato da un minimo di quindici a un massimo di venti partecipanti – a cui si aggiungeranno i docenti, gli scrittori ospiti, le guide – per circa cinquanta ore tra lezioni, esperienze ed esplorazioni del territorio. Si tratta di un’opportunità per dedicarsi completamente alla scrittura – anche per la prima volta. Nello stesso tempo è anche una vacanza, nel senso più proprio di sospensione dall’attività quotidiana, possibilità di oziare al fresco, passeggiare in montagna, tuffarsi nel lago, mangiare bene, conoscere persone con le quali si condividono interessi e curiosità. La formula residenziale – già sperimentata – favorisce la formazione del gruppo.
Le attività didattiche si svolgeranno in una sala nei pressi della struttura che ospiterà i partecipanti, l’Hotel Belvedere. Si tratta di un verace albergo proprio sul lago di Castel dell’Alpi. Il lago è incantevole e in luglio sarà balneabile. La struttura, attualmente, offre una sistemazione semplice ma decorosa, un clima familiare, un ristorante senza ricercatezze ma genuino; tutto al prezzo molto contenuto di 42 euro al giorno per la mezza pensione.

I programmi e qualcosa sul metodo

La giornata tipo prevede lezione o escursione al mattino, pausa pranzo e tempo libero, lezione o escursione al pomeriggio, cena libera con possibilità di esplorare le trattorie del territorio oppure di usufruire della struttura con menu alla carta o fisso a un prezzo convenzionato. I primi tre giorni saranno dedicati a prepararci, a orientarci; non tanto alla scrittura, quanto allo sguardo (inteso in senso molto ampio come affinamento dell’attenzione). Si tratterà di classiche lezioni e di meno classiche esercitazioni. Si userà molto – dato il focus del laboratorio – l’aula all’aria aperta: esercizi per l’esplorazione del paesaggio (in senso fisico e in senso figurato), escursioni, interviste, scampagnate. L’intento è di favorire la produzione scritta a partire da una presa di contatto fisica ed emotiva con il luogo: lasciare che il paesaggio entri nella scrittura e che la scrittura lasci qualcosa nel paesaggio (dal momento che esso è anche uno spazio letterario, creato dagli autori). Per l’intera giornata della domenica saremo impegnati nel Mangirò: camminare, ascoltare, assaporare, stare allegri. Lunedì e martedì saranno dedicati a ragionare sulle idee di ognuno, a progettare i singoli testi e il volume completo secondo la pratica collaudata nella Bottega di narrazione. Il mercoledì si tornerà a casa. Il resto del lavoro – lo scambio dei materiali, le letture consigliate caso per caso, le osservazioni sui testi – in pratica l’affiancamento durante la stesura – lo faremo attraverso il consueto sistema della lista di discussione via email, con i docenti di Bottega.
Il testo che produrremo sarà pubblicato dall’editore Laurana.
Come è prassi della Bottega di narrazione garantiamo di seguire tutti i corsisti fino alla stesura finale del loro testo. Quello che non possiamo garantire è che tutti i testi prodotti entrino a far parte del volume che ci è stato commissionato, anche se ce lo auguriamo fortemente. Ci auguriamo che siano belli.

Chi conduce Raccontare il paesaggio?

Il laboratorio è progettato e condotto da Fiammetta Palpati, Simone Salomoni e Giulio Mozzi. Tra gli ospiti docenti gli scrittori Sandro Campani e Alessandra Sarchi.

Appennino emiliano. Fotografia di Sandro Campani

Ha detto Campani di sé, in un’intervista alla rivista Il Libraio: «Il mio lavoro faticoso attorno a una storia parte quasi sempre da un luogo […] I luoghi hanno il loro spirito, indipendentemente dalle persone: quando capita di scriverne, perciò, non si tratta di dare al luogo una vernice emotiva attraverso i sentimenti dei personaggi; si tratta, al contrario, di osservare come il luogo agisce sui personaggi, mano a mano che la loro vita prende forma […]. Non caricare di intenti sentimentali la descrizione di un paesaggio è per me importante quanto non caricare di intenti sociologici la descrizione di un personaggio».

Scrive Sarchi in La felicità delle immagini, il peso delle parole (di prossima uscita per Bompiani): «le parole non sono certo le cose, ma a esse si riferiscono, ne sono i sostituti. Il ricorso alle immagini, che da sempre la letteratura attua, in varie forme, rafforza il rapporto fra i due mondi, quello reale e quello ricreato dalla scrittura. Infatti, in virtù della loro presenza materiale, poiché si tratta di oggetti che accampano una loro presenza fisica nel mondo quanto le cose alle quali rinviano ma delle quali non sono l’equivalente, pitture, sculture e, oggi, fotografie, film e video mantengono una capacità fantasmatica ed evocativa alla quale la letteratura si è da sempre aggrappata».

Chi può partecipare a Raccontare il paesaggio?

Cerchiamo scrittori, lettori, gastronomi, fotografi, pittori, insegnanti, counselor, psicologi, formatori, escursionisti, curiosi. Soprattutto: persone che amino i luoghi e che abbiano voglia di mettersi seriamente a scrivere.

Con che formula si partecipa a Raccontare il paesaggio?

Si può partecipare in formula residenziale (laboratorio e pensione); o, per chi abita nelle vicinanze, non residenziale. In questo caso sarà comunque possibile, se lo si desidera, consumare i pasti all’interno della struttura accogliente e di usufruire degli spazi comuni e dei servizi.

Quanto costa Raccontare il paesaggio?

La quota di iscrizione al laboratorio Raccontare il paesaggio, della durata complessiva di circa 50 ore tra lezioni, esercitazioni ed escursioni, ammonta a 500,00 euro più iva, totale 610. Include la parte essenziale del materiale didattico e l’inserimento in una lista di discussione – che rimarrà aperta anche dopo la fine del corso – nella quale sarà possibile, appunto, discutere, porre domande ai docenti, chiarire dubbi, esprimere opinioni e, soprattutto, scambiarsi testi. Il nostro partner Forno Calzolari offrirà gratuitamente a tutti gli iscritti a Raccontare il Paesaggio 2019 la partecipazione al Mangirò (35 euro).
Il costo del soggiorno con trattamento di mezza pensione (colazione e pranzo completo, bevande e caffè inclusi), con sistemazione in camera doppia con letti singoli e bagno, è di 294 euro iva compresa per tutto il periodo (42,00 euro al giorno per 7 giorni), da pagare direttamente alla struttura.
La cena è libera. Per chi lo desidera il ristorante della struttura offre un menu alla carta e un menu fisso completo al costo di 20 euro.
La sistemazione è in camera doppia. L’albergo non dispone di stanze singole; l’uso della doppia come singola sarà possibile solo se ne dovessero rimanere di inutilizzate. L’eventuale differenza di prezzo sarà a carico del partecipante. Per esigenze particolari si può alloggiare in altre strutture: non sono molte, ma siamo disponibili ad aiutarvi nella ricerca.

Come raggiungerci

Se arrivate in automobile l’appuntamento è mercoledì 3 luglio mattina direttamente in albergo. Se preferite i mezzi pubblici (c’è un bus da Bologna o da Firenze) l’appuntamento è a Monghidoro. Per chi arriva in treno l’appuntamento è alla stazione di Ripoli. Vi verremo a prendere in qualche modo.

Spirito

L’organizzazione generale dell’iniziativa – a partire dalla sistemazione per finire agli spostamenti – mira a contenere fortemente i costi mantenendo un discreto livello alberghiero e, soprattutto, a favorire la cooperazione, l’amicizia e lo spirito di gruppo.

Come ci si iscrive a Raccontare il paesaggio?

È sufficiente inviare entro il 15 aprile 2019 una email con la richiesta d’iscrizione e un breve testo di autopresentazione all’indirizzo raccontareilpaesaggio@gmail.com, specificando se si desidera usufruire della formula residenziale o non residenziale. Successivamente si verrà invitati prima a versare un acconto di 122 euro, nonché una caparra del 20% all’Hotel Belvedere e poi, circa un mese prima del laboratorio, a perfezionare l’iscrizione completando il pagamento.
Il completamento del prezzo dell’alloggio sarà pagato direttamente all’hotel, al termine del soggiorno.

Raccontareilpaesaggio 2019 – Monghidoro è un laboratorio della Bottega di narrazione, organizzato in collaborazione con Forno Calzolari di Matteo Calzolari, con il supporto di Foiatonda, cooperativa di paese.

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