Del perché alcuni omicidi sono più interessanti di altri, in letteratura

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di Giulio Mozzi
direttore della Bottega di narrazione

Non tutti gli omicidi sono uguali: ce ne sono di più interessanti e di meno interessanti dal punto di vista narrativo. Tra gli omicidi più interessanti si possono distinguere due categorie: quelli che sono più interessanti da subito e quelli che diventano interessanti nel corso delle indagini.

Ecco alcuni rapidi e non esaustivi esempi di omicidi da subito più interessanti:

  • la persona uccisa è una persona molto in vista e/o con molto potere (qui sopra, per dire, vediamo l’uccisione di Giulio Cesare) e/o con fama di essere persona buona e giusta eccetera;
  • la persona uccisa è stata uccisa in un modo molto elaborato, eventualmente rituale, e magari molto molto crudele;
  • la persona uccisa è stata uccisa in un luogo particolare, diciamo: un luogo inusuale (es. in chiesa, in ospedale, nella sede centrale di una multinazionale, a bordo di un aeroplano, in Senato ec.);
  • la persona uccisa è stata uccisa in un’occasione particolare, diciamo: un’occasione nella quale ci si aspetta di tutto fuorché un omicidio (anche se talune di queste occasioni possono prevedere la presenza di forze di sicurezza): la cerimonia d’insediamento del presidente degli Stati uniti d’America, un’udienza papale, una partita Juventus-Fiorentina, il matrimonio della figlia dell’ucciso o dell’uccisore, a teatro durante lo spettacolo (meglio ancora se è uno degli attori a uccidere o a essere ucciso, magari in scena);
  • l’uccisore non si nasconde, magari si consegna volontariamente, confessa senza esitazione il delitto, ma non si capisce perché l’abbia commesso (e alle domande in proposito risponde col silenzio);
  • l’uccisore non si nasconde, magari si consegna volontariamente, ed è una persona molto in vista e/o con molto potere e/o con fama di essere persona buona e giusta eccetera;
  • l’uccisore, che ha commesso l’omicidio in pubblico e davanti a molti testimoni, fin dal principio e ostinatamente proclama la propria innocenza e si adopera per dimostrarla (l’ideale sarebbe se ci riuscisse);
  • eccetera.

Ecco alcuni rapidi e non esaustivi esempi di omicidi apparentemente non interessanti ma che diventano interessanti nel corso delle indagini:

  • la persona uccisa è ritenuta da tutti un barbone, ma esaminando i documenti si scopre che in realtà è una persona ricchissima scomparsa di casa dieci anni prima, il cui coniuge ha appena ottenuto una dichiarazione di morte presunta e sta per sposarsi con una persona con precedenti penali;
  • la persona uccisa è ritenuta da tutti un barbone, ma ha in tasca i documenti di una persona ricchissima che è ben viva e vegeta: tuttavia l’esame del dna e altre indagini confermano che il barbone è in realtà la persona ricchissima e che la persona ricchissima è un impostore;
  • la persona uccisa è una persona qualunque, mettiamo un impiegato comunale, ma nel corso delle indagini si scopre che ha avuto una relazione amorosa con una persona implicata in certe indagini relative alla malavita organizzata: ovviamente l’impiegato comunale svolgeva anche certe funzioni segretissime per conto della malavita organizzata, a es. gestire alcuni conti bancari, e le indagini sulla sua morte spalancano l’abisso di una guerra tra diverse bande o diverse fazioni di una banda per il possesso e il controllo appunto di tali conti bancari;
  • la persona uccisa, qualche mese dopo la sepoltura, telefona alla famiglia e dichiara: «Sono vivo, sto bene, ho dovuto fare un lungo viaggio, torno martedì e vi spiego tutto»; il magistrato ordina l’esumazione e nella bara risulta esserci – il suo dna è negli archivi della scientifica – la persona da qualche mese ricercata per l’assassinio; la promessa di spiegazioni viene peraltro rinviata di giorno in giorno e di settimana in settimana;
  • tra le carte della persona uccisa, il cui uccisore non si trova, c’è un vecchio diario (roba di venti, trent’anni prima) nel quale la persona uccisa racconta di aver ucciso un’altra persona: per l’omicidio della quale, peraltro, era stata condannata un’altra persona, nel frattempo giunta a fine pena (ma ha un alibi di ferro);
  • eccetera.

Naturalmente sono sempre interessanti, almeno per i giornalisti, gli omicidi che avvengono all’interno delle famiglie e gli omicidi le cui vittime sono minorenni (nonché, per una sorta di proprietà transitiva, gli omicidi le cui vittime hanno figli minorenni). Ma è chiaro che in questo caso il maggiore interesse della notizia dal punto di vista giornalistico non è strettamente in relazione con un maggiore interesse narrativo dell’omicidio.

Nel momento in cui si inventa una trama per un romanzo di delitto e di mistero è opportuno domandarsi quale dovrebbe essere l’elemento interessante della narrazione. Molti scrittori dilettanti confondono, per esempio, l’interesse dei giornali per un certo tipo di delitti (e di indagini su delitti) con un interesse narrativo della storia. Ma basterà riflettere sul fatto che gli omicidi che riscuotono maggiore interesse sulla stampa sono quelli per i quali non si trova un colpevole (o, in certi casi, se ne trovano due, incompatibili) e/o quelli sui quali è disponibile una grande e intricatissima massa di informazioni e disinformazioni che nessuno riesce a districare e trasformare in ragionevoli ipotesi di indagini: e pare evidente che per un buon romanzo giallo – fatte le dovute eccezioni, che ci sono – il reperimento di un colpevole e la comprensibilità della storia (per l’investigatore, ma anche per il lettore) sono istanze primarie.

Il modo migliore per approfondire l’argomento è frequentare il «Laboratorio annuale del giallo» della Bottega di narrazione, condotto da Massimo Cassani, autore di numerosi romanzi gialli e non gialli, nonché di un prezioso volumetto dedicato all’invenzione della trama, e da Giovanni Zucca, traduttore professionista ed enciclopedico conoscitore della letteratura del delitto e del mistero.

Il «Laboratorio annuale del giallo» prevede 110 ore di lavoro in aula (virtuale, su piattaforma Zoom), tutoraggio continuo, incontri con esponenti del mondo della letteratura gialla e dell’editoria specializzata. Si comincia l’11 dicembre 2021 e si finisce, nove mesi dopo, nel settembre del 2022: l’obiettivo è che ciascun allievo arrivi alla prima stesura di un’opera narrativa con delitto e mistero – o, se, preferite, gialla (o noir, eccetera).

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