Il reale è un caso particolare del possibile

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Nel romanzo dello scrittore svizzero-tedesco Friedrich Dürrenmatt (lo vedete qui sopra) intitolato sfacciatamente Giustizia succede questo: al ristorante, sotto gli occhi di molti, uno stimato cittadino, il consigliere cantonale Kohler, uccide con un colpo di pistola un altro stimato cittadino, il professor Winter. Lo stupore di tutti èContinua a leggere “Il reale è un caso particolare del possibile”

Il proliferare dei particolari: romanzo giallo e prestidigitazione

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione «A piacergli, dei gialli, – scrive Paul Auster, riferendosi al protagonista Daniel Quinn, nelle prime pagine di «Città di vetro», il romanzo che apre la meritatamente celebre Trilogia di New York, – era il loro senso di pienezza ed economia. In un buon giallo nulla viene sprecato, nonContinua a leggere “Il proliferare dei particolari: romanzo giallo e prestidigitazione”

Raccontare di cose che non esistono

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione «A Wittgenstein piacevano i romanzi gialli, leggerli lo distraeva dalle sue profonde riflessioni. Per un filosofo che aspirava a spiegare tutti i problemi del mondo mediante la logica, una storia che propone un enigma, un omicidio o svariati omicidi, mettiamo, e che si sviluppa in base alle regoleContinua a leggere “Raccontare di cose che non esistono”

L’ombra, lo specchio, il mare, e il modo di leggere una poesia come se fosse un rebus

di Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione Mentre ch’assisa Nicedel mare alla pendicestava a specchiarsi in un piombato vetro,io, ch’essendole dietro,affisati i miei sguardi a l’acqua avea,l’ombra sua vi vedeacon la sinistra man di specchio ingombra:e ne lo specchio ancor l’ombra de l’ombra. L’autore è Tommaso Stigliani, un poeta del Seicento (nato nel 1573,Continua a leggere “L’ombra, lo specchio, il mare, e il modo di leggere una poesia come se fosse un rebus”

Dieci buoni motivi per non essere sé stessi quando si scrive di sé (o di qualcun altro)

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione 1. Se vi hanno detto che fare dell’autobiografia non va bene, vi hanno detto una sciocchezza. Si può benissimo fare dell’autobiografia, purché non di sé stessi. Ci sono esempi luminosi: per esempio il Davide di Carlo Coccioli o le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Entrambi questi romanziContinua a leggere “Dieci buoni motivi per non essere sé stessi quando si scrive di sé (o di qualcun altro)”

Dieci semplici cose che puoi fare per cominciare a lavorare sulla tua storia

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione 1. Prova a raccontare la tua storia in poche frasi, al limite in una frase sola (es.: “Due giovanotti vogliono sposarsi ma un cattivone, che per scommessa concupisce la ragazza, si mette in mezzo; dopo una serie di peripezie il cattivone sparisce e i due giovanotti si sposano”:Continua a leggere “Dieci semplici cose che puoi fare per cominciare a lavorare sulla tua storia”

Le parole sono importanti, ma anche il loro ordine lo è

di Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione Provo a spiegarmi con un esempio. L’esempio è molto piccolo, ma ci vuole un minimo di pazienza per arrivarci. Leggiamo un sonetto di Luis de Góngora (1561-1627), considerato uno dei sonetti più belli della letteratura spagnola: «Mientras, por competir con tu cabello,oro bruñido al Sol relumbra enContinua a leggere “Le parole sono importanti, ma anche il loro ordine lo è”