Altre dieci cose da tenere presenti quando si scrive una scena di sesso

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di Giulio Mozzi

[Vedi le prime dieci cose].

Dominique Ingres: Gianciotto sorprende Paolo e Francesca
Dominique Ingres: Gianciotto sorprende Paolo e Francesca
1. Tenete bene a mente il principio: “Mostrare tutto è pornografia, far intravedere è erotismo”. Dovete quindi sapere qual è l’effetto che volete ottenere. Spesso omettere, o fermarsi un momento prima che tutto accada, produce un testo più eccitante da leggere. Pensate a come si conclude la storia di Paolo e Francesca nella Commedia di Dante: con un verso semplicissimo e molto sexy, “La bocca mi baciò tutto tremante”, e poi la dissolvenza: “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: / quel giorno più non vi leggemmo avante” (Inf, v, 136-138).

2. La rappresentazione del rapporto sessuale non è più trasgressione. Lo dimostra, se non altro, il successo planetario delle Sfumature. Ogni vola che la cattiva letteratura (perché quella delle Sfumature è cattiva letteratura: direi che non ci piove) conquista un territorio, la buona letteratura deve inventarsene un altro. Lady Chatterley ha aperto delle possibilità, le Sfumature ne hanno chiuse. Non necessariamente altro è oltre.

3. Evitate le battute lambiccatamente allusive, del tipo: “Grazie, cara, lo sai che mi piace, però potresti prima toglierti di bocca la gomma da masticare?”, ecc.

4. “Il feticismo è normalmente caratterizzato da una supervalutazione psicologica dell’oggetto sessuale che si estende ad ogni cosa ad esso associato. Un certo grado di feticismo rientra abitualmente nell’ambito della sessualità normale, specialmente quando il desiderio di intrattenere un rapporto sessuale con la persona amata non è immediatamente esaudibile” (Wikipedia). Possiamo riconoscere facilmente, per dire, un feticismo del saluto (o dell’incrociare lo sguardo) in Dante Alighieri; un feticismo dei capelli e un feticismo dei luoghi in Francesco Petrarca (due casi di feticismo contemplativo: il feticcio funziona nella rimembranza). Si può dire che il feticismo è una sineddoche (una parte per il tutto: i capelli o il piede per la persona), ma può diventare una metonimia (un oggetto continguo: il fiore che lui mi regalò, l’odore del lesso come lei lo cucinava), rarissimamente – mi pare – una vera metafora nel senso moderno (oggetto senza contiguità: se mi imbatto in un ombrello e in una macchina da scrivere, chissà perché mi viene in mente un letto sfatto). Direi che oggi la sineddoche è evitanda, la metonimia è triviale, la metafora in via d’esaurimento. Torniamo alle cose, dunque.

Un'opera di Tracey Emin
Un’opera di Tracey Emin

5. Attenzione al timing. Lessi da qualche parte che nelle commedie sexy holliwoodiane – la cui durata è fissa in 105 minuti – i protagonisti devono incrociare gli occhi al ventesimo minuto, baciarsi al quarantesimo, scopare al sessantesimo, tradirsi all’ottantesimo e riconciliarsi (per sempre, perché il film è agli sgoccioli) al centesimo. Una scena di sesso collocata nel momento sbagliato può distrugggere l’equilibrio.

6. Evitate di far dire a lui, durante il rapporto, cose del tipo: “Anf!…”, “Ooooh!…”, “Mmmmh…”; a lei, “Un momento, ho le zucchine sul fuoco”, “Oddio, i bambini potrebbero sentirci”, “Domani dobbiamo pagare la Telecom, ricòrdati”.

7. Il letto è anche il luogo principe delle scene di gelosia. Del tipo:
“Te lo metto così?”,
“No, no, così”,
“Così come?”,
“Così”,
“Ah, così”,
“Così va bene”,
“Ma perché così?”,
“Ci sono abituata, me lo fa sempre mio marito”,
ecc.

8. Ricordate che le due situazioni in assoluto più sexy sono: (x) A e B che sanno di non doversi neanche toccare, eppure si desiderano moltissimo, e parlano mantenendo tra loro una distanza di scurezza che non varcheranno; (y) A contempla il corpo di B addormentato. Che ci crediate o no, è così. Mettétevi alla prova.

9. Evitate, se possibile, di essere autobiografici (e di sopravvalutarvi); ma evitate anche di raccontare cose che non siano ginnicamente e anatomicamente possibili.

10. Oppure, esagerate alla grande. Nel romanzo Mafarka il futurista, Filippo Tommaso Marinetti dotò il protagonista di un pene lungo dieci metri (a riposo). Buon divertimento.

Clicca sul libro per saperne di più
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