«BoJack Horseman», Raphael Bob-Waksberg e le diverse rappresentazioni del sé

di Simone Salomoni Qualche sera fa ho iniziato a guardare la serie televisiva BoJack Horseman. Per la settima volta. Cinque stagioni per dodici episodi e una sesta e ultima stagione da sedici episodi per un totale di settantasei episodi (ai quali andrebbe per completezza aggiunto l’imperdibile speciale di Natale). Ogni episodio ha una durata diContinua a leggere “«BoJack Horseman», Raphael Bob-Waksberg e le diverse rappresentazioni del sé”

«Il conte di Kevenhüller» di Giorgio Caproni

di Giulio Mozzi Il primo libro di Giorgio Caproni che lessi fu Il conte di Kevenhüller, pubblicato da Garzanti nel 1986. Avevo ventisei anni, le collane di poesia dei grandi editori erano ancora vive (Lo Specchio di Mondadori, la «collana oliva» appunto di Garzanti, la «bianca» Einaudi che ancora esiste; anche Lo Specchio sopravvive, maContinua a leggere “«Il conte di Kevenhüller» di Giorgio Caproni”

«L’odore del sangue» come idea di letteratura

di Simone Salomoni[Simone Salomoni insegna da diversi anni nella Bottega di narrazione, occupandosi in particolare di quelle scritture che hanno che fare con il racconto di sé. Ha pubblicato nel 2023 presso AlterEgo il romanzo operaprima. Qui sopra, un acquerello di Giosetta Fioroni]. L’odore del sangue è un romanzo di Goffredo Parise scritto nel 1979Continua a leggere “«L’odore del sangue» come idea di letteratura”

L’inquietudine della perfezione

di Giulio Mozzi Gli scrittori di gialli, si sa, sono ossessionati dal delitto perfetto. D’altra parte il loro personaggio, l’investigatore, è ammirevole e stimato (anche dal pubblico dei lettori) proprio perché scova i colpevoli dei delitti. L’ossessione è dunque contraddittoria: un romanzo che contenga un delitto veramente perfetto sarebbe un capolavoro (d’ingegno, se non dellaContinua a leggere “L’inquietudine della perfezione”

Scrivere con naturalezza

Dieci consigli per risolvere i problemi con la vocedi Valentina Durante Com’è che talvolta la nostra voce ci suona male? O che abbiamo tutto in testa – storia, narratore, punto di vista, personaggi, persino un’idea di montaggio – ma la scrittura stenta a partire? Ecco dieci possibili problemi che producono l’impasse (o, quando ci rileggiamo,Continua a leggere “Scrivere con naturalezza”

La scena perfetta: un esempio

di Fiammetta PalpatiFiammetta Palpati è docente della Bottega di narrazione. Nel 2024 ha pubblicato il romanzo La casa delle orfane bianche (Laurana), Premio Campiello Opera Prima. Per la Bottega di narrazione conduce il corso Costruire la scena (dal 22 novembre 2025). Quaderno proibito, il romanzo di Alba de Céspedes uscito a puntate tra il 23Continua a leggere “La scena perfetta: un esempio”

Dieci modi sbagliati di scrivere il proprio romanzo autobiografico

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione (dal retroBottega di marzo 2025 – per iscriverti, clicca qui) 1. Già l’idea di scrivere un romanzo autobiografico, anziché un’autobiografia, è in fin dei conti piuttosto curiosa. La differenza tra un romanzo e un’autobiografia è che nel romanzo i patti col lettore sono chiari (“Ti sto raccontando unaContinua a leggere “Dieci modi sbagliati di scrivere il proprio romanzo autobiografico”

Come scrivere un racconto di Natale

di Giulio Mozzi (dal retroBottega di dicembre – per iscriverti, clicca qui) Per scrivere un racconto di Natale bisogna essere disponibili a correre il rischio del cattivo gusto. Il Natale, si sa, è screditato. È diventato, e da un bel pezzo, una festa consumistica. Contano i regali, le spese, le cene, i pranzi, le riunioniContinua a leggere “Come scrivere un racconto di Natale”

Essere Philip Roth

di Simone Salomoni “Bisogna essere terribilmente ingenui per non capire che uno scrittore è un artista che mette in scena quello che sa fare al meglio – soprattutto quando indossa la maschera della prima persona singolare. Questa potrebbe essere la miglior maschera per un secondo io. Alcuni (molti) fingono di essere più adorabili di quantoContinua a leggere “Essere Philip Roth”

I calzini bianchi e la letteratura

di Giulio Mozzi Il quotidiano on line «Il Post», che ha spesso anche interessanti articoli di costume, ha pubblicato nei giorni scorsi un pezzo intitolato: «I calzini bianchi ora sono accettabili. Sono considerati da sempre l’opposto dell’eleganza ma ormai si vedono spesso, anche con sandali e décolleté». Lo trovate qui. Poiché sono fatto come sonoContinua a leggere “I calzini bianchi e la letteratura”

Cosa leggere per scrivere storie del mistero

di Giorgia Tribuiani Il consiglio è di cominciare, se non si sono già affrontati, dai fondamentali: Il perturbante di Sigmund Freud, con il suo ricco catalogo di casi perturbanti e con l’analisi del racconto di E.T.A. Hoffmann, è anche un’utilissima sistematizzazione di tutti i primi studi dedicati alla materia; La letteratura fantastica di Tzvetan Todorov,Continua a leggere “Cosa leggere per scrivere storie del mistero”

«Si prende il testo e lo si scuote, lo si scuote, finché non ne piove giù la sostanza»

[Il sito La letteratura e noi, diretto da Romano Luperini, ha pubblicato l’8 aprile 2022 una lunga intervista a Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione, nell’ambito di un’inchiesta sulle scuole di scrittura in Italia condotta da Emanuele Zinato e Morena Marsilio. La riprendiamo integralmente.] [Qui sopra: Giulio Mozzi si confronta con un testo narrativo.]Continua a leggere “«Si prende il testo e lo si scuote, lo si scuote, finché non ne piove giù la sostanza»”

Scrivere il perturbante. Una lezione gratuita

La narrativa perturbante, in letteratura così come nelle altre arti, viene spesso assimilata alla narrativa di stampo orrorifico, inserita nell’ampia categoria delle opere cosiddette «di genere».Il perturbante, tuttavia, teorizzato nel celebre saggio di Freud e poi ripreso in chiave psicanalitica oltre che artistica, segue un proprio filone basato sulla perdita delle coordinate da parte dell’individuo,Continua a leggere “Scrivere il perturbante. Una lezione gratuita”

«Piccino», racconto di Rossella Caleca

di Rossella Caleca [Rossella Caleca ha frequentato il corso della Bottega di narrazione Il fantastico, condotto da Giorgia Tribuiani.Questo racconto è stato scritto nell’ambito di quel corso]. Andare sulla spiaggia dopo una mareggiata era la cosa che più amavo del mese di ottobre. Dopo le prime burrasche che annunciavano l’autunno, il mare tornava mio: viaContinua a leggere “«Piccino», racconto di Rossella Caleca”

Del perché alcuni omicidi sono più interessanti di altri, in letteratura

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Non tutti gli omicidi sono uguali: ce ne sono di più interessanti e di meno interessanti dal punto di vista narrativo. Tra gli omicidi più interessanti si possono distinguere due categorie: quelli che sono più interessanti da subito e quelli che diventano interessanti nel corso delle indagini. EccoContinua a leggere “Del perché alcuni omicidi sono più interessanti di altri, in letteratura”

Per uccidere ci vuole occhio, ma anche per scovare gli assassini

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione Nei Racconti di padre Brown di G.K. Chesterton – che hanno per protagonista un sacerdote-investigatore – ce n’è uno particolarmente interessante. S’intitola L’uomo invisibile. La storia è classica: In un grande palazzo il signor Smythe – un uomo, va detto, piuttosto piccolo – scompare dal suo studio. VieneContinua a leggere “Per uccidere ci vuole occhio, ma anche per scovare gli assassini”

La mente crea connessioni, l’orecchio pure

di Arianna Uliandocente del corso «La musica delle storie» Alan Lomax (1915-2002) è stato un etnomusicologo guidato dall’ambizioso progetto di archiviare le musiche popolari del mondo. Nei suoi numerosi viaggi registrò i canti dei detenuti neri statunitensi, i ritmi dei discendenti degli schiavi africani, la musica popolare spagnola durante la dittatura franchista e, con DiegoContinua a leggere “La mente crea connessioni, l’orecchio pure”

Rinzaffare Schubert, ovvero come costruire una storia dentro un’altra storia

di Arianna Uliandocente del corso «La musica delle storie» Fra il 1989 e il 1990 Luciano Berio compone Rendering, un’opera per orchestra in tre movimenti – Allegro, Andante e Scherzo – per una durata totale di 33 minuti.La struttura è fatta di materiali che il trentunenne Franz Schubert aveva abbozzato nelle sue ultime settimane diContinua a leggere “Rinzaffare Schubert, ovvero come costruire una storia dentro un’altra storia”