Autore: Giulio Mozzi

Dieci suggerimenti serissimi per rendere più interessante il vostro stile, senza tanto sforzo

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Creative writing, Corsi di scrittura creativa, Lezioni di stile

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Ricorda innanzitutto: qualunque cosa tu faccia con l’intenzione di rendere più letterario il tuo testo, lo rovinerà. E’ un assioma, è un dato d’esperienza, è il quattordicesimo corollario (variante due) alla sesta legge di Murhpy, è il quarto segreto di Fatima: prendilo come vuoi, questo principio,

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Teoria e pratica dell’uso delle parolacce in letteratura (in dieci passi facili)

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Sgomberiamo subito il campo da un tipo tutto particolare di “parolaccia”: la bestemmia. Isacco Turina, sociologo, ricercatore presso l’Università di Bologna, e anche poeta interessante, si laureò nel 2000, relatore lo stimatissimo Paolo Giglioli, con una tesi intitolata: Maledire Dio. Studio sulla bestemmia, dotata di un

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Come scrivere un dialogo completamente sbagliato, in dieci punti facili

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Come si scrive un dialogo, Scrivere dialoghi, Creative writing

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. “Prendimi il martello”. “Quale martello?”. “Quello che è nel cassetto”. “Questo cassetto qui?”. “No, non quel cassetto, il cassetto sotto lo sportello”. “Sotto lo sportello grande?”. “No, sotto lo sportello piccolo”. “Ah, questo?”. “Sì, quel cassetto lì”. “Ecco il martello”. “Grazie”. “Prego”. Per scrivere un dialogo

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Il seme di luce gettato dai maestri; ovvero, di come sia cambiato il mio sguardo sul paesaggio e di come sia cambiata io

Raccontare il paesaggio, Bottega di narrazione, Scrittura creativa

di Francesca Zammaretti Partecipante al laboratorio Luoghi dalla distanza «Il paesaggio punge e trapunge». Piglia e impiglia. La prima frase è di Andrea Zanzotto. La seconda, mia. Vivo sulla sponda piemontese del lago Maggiore, al confine con la Svizzera, immersa in un paesaggio che è come una bella donna che non invecchia mai: curatissimo e

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In terza fila / Gialli in piscina

Narrativa gialla, bottega di narrazione, scrittura creativa, creative writing, come si scrive un giallo

di Giovanni Zucca docente della Bottega di narrazione Ma cos’è, com’è, come funziona, questa mania, questa follia dell’andar matti per i gialli? In generale, sono sincero, non lo so. Ma per me, per esempio, anche così. Ah, certo, la solitudine di Philip Marlowe, la dialettica servo-padrone in Nero Wolfe e Archie Goodwin, la ricerca di

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Dieci cose assolutamente da non fare quando ti arriva dalla casa editrice il tuo romanzo editato

The waste land, T. S. Eliot, Ezra Pound, editing

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione [Qui non si parla, ovviamente, dell’editing generale, quello che si fa magari mesi prima della pubblicazione soprattutto parlando del romanzo, della sua struttura, del montaggio della storia, eccetera; qui si parla dell’editing minuto sul testo, detto anche editing lineare o lavoro di redazione. Ci sono confini difficili

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Storia di uno sguardo a puntate / Bianca folla di farina

Raccontare il paesaggio, Letteratura del paesaggio, Scrittura creativa, Creative writing

di Fiammetta Palpati docente della Bottega di narrazione ideatrice del laboratorio Raccontare il paesaggio [Nella rubrica Storia di uno sguardo Fiammetta Palpati raccoglie brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi nei quali ha scelto di vivere: Amelia e i colli amerini]. C’è una macchia chiara nel mio paesaggio verde. Una chiazza biancastra, che

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L’orrorifico e il perturbante

di Giorgia Tribuiani docente della Bottega di narrazione   Circa tre anni fa, uscendo dal cinema e concludendo che la nuova trasposizione di It di Stephen King non mi aveva affatto provocato lo stesso disagio della miniserie degli anni ‘90, tornai a casa chiedendomi se un effetto così diverso fosse imputabile solo alla mia differente

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Le dieci infallibili regole d’oro per l’uso degli aggettivi

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Lo scopo dell’aggettivo è modificare, “aggiustare”, definire meglio il senso del nome. In tutte le scuole di scrittura – si dice – si insegna che gli aggettivi vanno evitati. Una regola di questo tipo è una sciocchezza. Vanno evitati tutti gli aggettivi inutili, per le stesse

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Dieci buoni motivi per rileggere un romanzo, anche se l’ho già riletto

Gilles Deleuze

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Avviso inutile: questi dieci punti riguardano me. Non intendo consigliare di rileggere certi o certi altri libri. Non intendo neanche consigliare di rileggere. Anche se, confesso, il mio principio è questo: meglio leggere dieci volte lo stesso libro, se è un libro di valore, che leggere

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 4, Consapevolezze, possibilità

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] [La terza puntata] Le letture e gli studi, tuttora in corso, mi hanno portato a non scrivere una riga fino al 1° ottobre del 2017 (me lo ricordo perfettamente perché era il giorno in cui il Papa venne a Bologna, la

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Le dieci buone ragioni per cui smetto, senza pentimenti, di leggere un romanzo (in dattiloscritto o pubblicato, fa uguale)

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Sia chiaro: queste sono le dieci ragioni per cui io smetto di leggere. Non sono le “dieci buone ragioni per smettere di leggere”. Non pretendo di legiferare sulla base delle mie personali idiosincrasie. 1. Quando mi addormento. Per carità: ormai ho passato i sessant’anni, e so

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 3, Il campione del mondo dei bugiardi

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] Di Philip Roth avevo letto già alcuni romanzi, i più noti, Pastorale Americana, Lamento di Portnoy, La macchia umana”. Avevo letto Il teatro di Sabbath, che è forse il romanzo più romanzo di Roth, scritto al termine del periodo di massima

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Narrare il perturbante

Bottega di narrazione, scrittura creativa, creative writing, letteratura fantastica, il perturbante,

Il corso della Bottega di narrazione Narrare il perturbante, ideato e condotto da Giorgia Tribuiani, si svolgerà interamente a distanza, via Zoom. La narrativa “perturbante”, in letteratura così come nelle altre arti, viene spesso assimilata alla narrativa di stampo orrorifico, inserita nell’ampia categoria delle opere “di genere”. Il perturbante, tuttavia, teorizzato nel celebre saggio di

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 2, Le coordinate elementari

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] Comincio a mettere a sistema alcune letture, dicevo, e continuo a leggere e studiare. Apprendo che il termine autofiction è stato coniato nel 1977 dal critico e scrittore francese Serge Doubrovsky (nella foto in cima all’articolo), nella prefazione del proprio romanzo Fils, e che

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 1, Premesse

autofiction, autofinzione, scrittura creativa, bottega di narrazione

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione Fino al 2015 non mi sono posto il problema di cosa fosse l’autofiction. Sapevo che esisteva, avevo letto i racconti di Giulio Mozzi e – onestamente – non ricordo se Scuola di nudo o Troppi paradisi di Walter Siti, ma non mi ero mai soffermato troppo su

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I dieci dettagli che potrebbero farvi venire dei dubbi su una scuola di scrittura creativa

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione [Attenzione: “farsi venire dei dubbi” non significa “rifiutare tout court“; significa concedersi un supplemento d’indagine per capire meglio, per capire di più, per valutare con calma]. 1. Nelle inserzioni pubblicitarie della scuola di scrittura creativa in questione compare uno dei seguenti oggetti: pennino, penna stilografica, macchina per

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Dieci modi abbastanza sicuri di fare i soldi con i libri

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Scrivete libri. Ma non scrivete i vostri libri. Scrivete i libri degli altri. Basta fare un giretto in rete per scoprire che c’è chi chiede tranquillamente ventimila euro per un ghostwriting. E naturalmente dice: “Ho scritto libri che hanno vinto questo e quell’altro premio, che hanno

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