Tag: Corsi di scrittura creativa

Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare

Édouard Manet, Un mazzo di asparagi

di giuliomozzi [Questo articolo è scherzoso. Per vostra comodità, ne ho scritta anche una spiegazione serissima]. 1. “Questo è un romanzo normale, capisci, che parla di gente normale con problemi normali, e si rivolge a dei lettori normali perché normalmente ci si riconoscano. Ma oggi stiamo tutti fuori di testa, non va bene”. 2. “Tutte

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Decalogo per lo scrittore che è arrivato a un certo punto della sua carriera

di Giulio Mozzi [Vedi anche: Decalogo per la scrittrice o lo scrittore esordiente, Decalogo per l’aspirante scrittore o scrittrice]. Questo decalogo è solo per i maschi. Credo che per le donne le cose vadano un po’ diversamente. Dichiaro la mia incompetenza. 1. Sei sicuro che la tua sia una “carriera”? Non sarà stata, invece, un

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Decalogo per l’aspirante scrittore o scrittrice

di Giulio Mozzi [Vedi anche il Decalogo per la scrittrice o lo scrittore esordiente, Decalogo per lo scrittore che è arrivato a un certo punto della sua carriera] 1. Può darsi che non sia questa la tua strada. 2. Potresti essere capace di diventare uno scrittore mediocre, e niente di più: l’importante è che tu

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Soltanto i quattrini

di giuliomozzi Suona il telefono. Un numero che non conosco. Rispondo. “Signor Mozzi?”, dice una voce maschile piatta. “Buonasera”, dico. “Sono Giulio Mozzi”. “Buonasera”, dice la voce maschile piatta. Aspetto un po’. “Voleva dirmi qualcosa?”, dico. “Sono emozionato”, dice la voce maschile piatta. “E’ questo che voleva dirmi?”, dico. “No”, dice la voce maschile piatta.

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Se ometti informazioni non rendi più interessante il tuo racconto. Ecco un esempio

di Giulio Mozzi In questo articolo spiego perché e percome, diversi anni fa, non finii di leggere il romanzo Anime alla deriva di Richard Mason (Einaudi Tascabili). L’inizio è magnifico: Mia moglie si è sparata ieri pomeriggio. O almeno questo è quanto ritiene la polizia, e io interpreto la parte del ve-dovo affranto con entusiasmo

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“Tutto ciò che io devo fare, è stare lì. Esserci. Io sono quello che ci crede, che pensa che tutto questo abbia senso”

di Giulio Mozzi [Scrissi questo testo nel 2002, su richiesta di Gianni Bonina, per la rivista Stilos. Il “Giulio” di cui si parla sono, evidentemente, io] Da due anni e mezzo Giulio non inventa una storia. Lui è uno scrittore di racconti, uno che di solito brulica di storie. In nove anni ha scritto sessantaquattro

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