Categoria: Teoria e pratica

Dieci buoni motivi per non essere sé stessi quando si scrive di sé (o di qualcun altro)

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Se vi hanno detto che fare dell’autobiografia non va bene, vi hanno detto una sciocchezza. Si può benissimo fare dell’autobiografia, purché non di sé stessi. Ci sono esempi luminosi: per esempio il Davide di Carlo Coccioli o le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Entrambi questi

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Sul danno e l’utilità delle scuole di scrittura creativa

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Scuole di scrittura creativa, Creative writing

di Stefano Brugnolo [Ringrazio Stefano Brugnolo che mi ha permesso di riprendere da Facebook (qui) questa sua riflessione. Con Stefano ho scritto due libri: il Ricettario di scrittura creativa – il cui concept geniale, va detto, è tutto suo -, Zanichelli 2000, e L’officina della parola, Sironi 2015. Abbiamo lavorato qualche anno insieme nella Piccola

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Di che cosa ha bisogno un editore, per pubblicare un’opera letteraria? In dieci punti

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Per decidere di pubblicare un’opera letteraria, o un libro in generale, un editore ha bisogno della sensazione di avere davanti qualcosa di compiuto, finito e dotato di senso. Nel caso dell’editoria cosiddetta “letteraria”, il romanzo o la raccolta di racconti o il lavoro poetico devono dare

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Dieci libri giapponesi veramente indispensabili (anche per chi non abbia intenzione di diventare giapponese)

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa, Creative Writing, Letteratura Giapponese

di Valentina Durante docente della Bottega di narrazione (Qui sopra: Hendrik Breitner (1857-1923), Il kimono rosso). In un episodio del Genji Monogatari (capitolo 50, Azumaya), la principessa Nakanokimi e sua sorella Ukifune guardano illustrazioni di vecchi racconti, mentre la cameriera Ukon ne legge ad alta voce i testi. Accostare parole e immagini è stata pratica

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Le dieci cose che nei romanzi proposti agli editori ci sono sempre, ma proprio sempre, e a dirla tutta non si possono più vedere

Bottega di narrazione Scrittura creativa Creative writing, Scuola di scrittura creativa, romanzo

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Il grande classico: il protagonista è un giovanotto (quasi mai una giovanotta) che vuole fare lo scrittore. Le varianti sono due: il giovanotto vuole scrivere un romanzo, ma non ci riesce (appena si siede a scrivere si rompe il termosifone, bussa alla porta l’Agenzia delle entrate,

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Il punto cieco nel “Grande Gatsby”

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di Massimo Cassani romanziere, docente della Bottega di narrazione A ottant’anni dalla morte di Francis Scott Fitzgerald, lo scrittore simbolo di quella che è stata definita «L’età del jazz», sorge una domanda destinata però a rimanere senza risposta. E che rimanda a una sorta di “giallo” nascosto fra pagine di uno dei suoi romanzi più

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Dieci romanzi indispensabili per chi voglia scrivere un romanzo, oggi

Scrittura creativa, Creative writing, Scuola di scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa, Bottega di narrazione

di giuliomozzi Il fatto che questi dieci romanzi (che poi non sono dieci, e non sono tutti romanzi; ma vabbè) siano qui definiti “indispensabili” non significa che i romanzi “indispensabili” siano solo questi dieci. 1. Luciano di Samosata, Una storia vera. Anagraficamente Luciano visse nel secondo secolo della nostra èra; ma si sarebbe trovato benissimo,

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Le dieci vere ragioni che possono fare del vostro romanzo un romanzo di successo

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa, Creative writing, Giulio Mozzi

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Intanto intendiamoci: che cosa vuol dire successo? Viviamo in tempi strani, nei quali – per dire – la lettura di romanzi dei quali i grandi media non parlano si diffonde a macchia d’olio per passaparola, mentre nelle cinquine o triplette dei grandi premi letterari vengono ospitati

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Dieci considerazioni e domande all’incirca su quella cosa che viene chiamata autofinzione

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Creative writing, Autofinzione, Autofiction

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Se un autore presta a un proprio personaggio i fatti della propria vita, ciò non significa che quel personaggio possa essere identificato con l’autore. 2. Se un autore chiama un proprio personaggio con il proprio nome e cognome, evidentemente ciò significa: “Quello lì non sono io”.

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Dieci considerazioni (utili, si spera) su come affrontare la lettura dei romanzi considerati illeggibili (e che, a prima vista, sembrano effettivamente tali)

di Giulio Mozzi 1. Sia chiaro che parliamo di “romanzi illeggibili” non nel senso di “romanzi molto brutti” (i romanzi molto brutti sono spesso assai facili da leggere), ma nel senso di “romanzi la cui difficoltà sembra, a quel che si dice, tale, da scoraggiarne la lettura”. L’esempio classico, che si fa sempre, e che

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“Don Chisciotte della Mancia”: un romanzo proliferante

di giuliomozzi Siamo sinceri: il Chisciotte è un equivoco. Tutti i ditirambi dell’eloquenza nazionale non sono serviti a nulla. Tutte le ricerche erudite sulla vita di Cervantes non hanno chiarito neppure un angolo del colossale equivoco. Si burla Cervantes? E di che si burla? Lontano, sola nell’aperta pianura della Mancia, la lunga figura di Don

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La filosofia della guerra atomica e la narrazione delle crisi coniugali

di Giulio Mozzi [Questo appunto uscì nel numero 61 di vibrisse, il “bollettino di letture e scritture”, quando vibrisse era ancora un bollettino spedito via posta elettronica. Nel 2001. gm] Nei laboratori di scrittura si finisce col parlare spesso della «psicologia dei personaggi». Io, personalmente, non ho nessuna simpatia per questa espressione. Ho la sensazione

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144 modi per non dire “disse”, uno per non dirlo proprio e uno per dirlo sempre

Come scrivere un dialogo efficace

di Giulio Mozzi Mi sono imbattuto per caso in un articolo di Daniele Imperi, nel blog Penna blu, intitolato Dialoghi: 144 alternative al classico “disse”. Nella breve premessa, Imperi fa una considerazione sullo scrittore Philip K. Dick: “Nei suoi romanzi è raro trovare il tradizionale verbo ‘dire’ in un dialogo, perché i suoi sono tutti

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Teoria e pratica del salutare, quando si scrive a una persona sconosciuta tipo un editor o un agente letterario

di Giulio Mozzi 1. Salve non si usa mai. Cito dal dizionario Treccani: “Salve. Formula di saluto (propr., imperat. del verbo lat. salvere «stare bene, in buona salute»), che si rivolge a persona o a luogo; può avere tono solenne, nell’uso letter. e poet.: Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte Nume Clitumno! (Carducci);

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Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere

di giuliomozzi 1. Ci stai pensando da dodici anni, e non hai ancora cominciato a scriverla. Davvero hai tanta voglia di scriverla? 2. Contrariamente alle tue abitudini, l’hai raccontata non si sa più quante volte a questo o quell’amico, e gli amici ti hanno sempre detto: Che bella storia! Dovresti proprio scriverla!. Non ti viene

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Come si diventa un insegnante di scrittura creativa? Breve spiegazione in dieci punti

Bottega di narrazione Scuola di scrittura creativa

di Giulio Mozzi Si sono svolte nei giorni scorsi le lezioni a porte aperte della Bottega di narrazione. Tra i numerosi (grazie!) partecipanti, alcuni hanno posto una domanda molto seria: “Come si diventa insegnanti di scrittura creativa? Qual è la formazione che voi, che pretendete di insegnare questa (disciplina) (materia) (arte) (pratica) (scegliete voi la

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