Categoria: Teoria e pratica

Spiegazione serissima dell’articolo scherzoso “Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare”

di giuliomozzi [Qualche giorno fa pubblicai un articolo intitolato Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare. Le frasi “veramente sentite dire” sono ovviamente tutte inventate; ma ciascuna di esse cerca di descrivere sinteticamente una questione reale. Poiché

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Dieci frasi indimenticabili veramente sentite dire da editor delle case editrici più famose, nel mentre si discuteva di un romanzo da pubblicare o non pubblicare

Édouard Manet, Un mazzo di asparagi

di giuliomozzi [Questo articolo è scherzoso. Per vostra comodità, ne ho scritta anche una spiegazione serissima]. 1. “Questo è un romanzo normale, capisci, che parla di gente normale con problemi normali, e si rivolge a dei lettori normali perché normalmente ci si riconoscano. Ma oggi stiamo tutti fuori di testa, non va bene”. 2. “Tutte

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Dieci sistemi quasi sicuri per trasformare una storia piatta in un romanzo avvincente e di successo

di giuliomozzi 1. Intitolatela Flatlandia. 2. Introducete una sottostoria. Se la storia principale racconta, per esempio, di un canguro nano che si innamora di un biglietto dell’autobus (non ricambiato), potreste inserire la sottostoria di un’ostetrica specializzata in assistenza alle macchine emettitrici di biglietti: sarà lei ad disinceppare la macchina dalla quale un bambino comprerà, per

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Dieci scrittrici (alcune delle quali grandissime) che le aspiranti scrittrici italiane dovrebbero guardarsi bene dall’imitare

di giuliomozzi Vedi anche: Dieci romanzi-capolavoro che gli aspiranti scrittori italiani devo assolutamente evitar di leggere 1. Virginia Woolf. Autrice di un certo numero di romanzi nei quali si chiacchiera moltissimo ma a stento si capisce chi parli di chi, e a proposito di quali vicende; nonché della biografia di un uomo che vive quattrocento

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Dieci romanzi-capolavoro che gli aspiranti scrittori italiani devono assolutamente evitar di leggere

di giuliomozzi [Vedi anche: Dieci scrittrici (alcune delle quali grandissime) che le aspiranti scrittrici italiane dovrebbero guardarsi bene dall’imitare]. 1. Ulisse, di James Joyce. Le banali avventure di un insegnante precario e di un venditore di inserzioni pubblicitarie nella provinciale Dublino del 1904. Una storia completamente priva d’interesse narrativo, che cerca di rendersi interessante a

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Dieci cose da scrivere o non scrivere in un’eventuale autopresentazione o curriculum che intendete allegare alla vostra proposta di romanzo

di giuliomozzi [Nella foto qui sopra: un talent scout editoriale esibisce con fierezza un nuovo autore, appena pescato]. 1. Se non avete mai pubblicato nulla (se non nel vostro blog o in Facebook o in qualche sitarello non proprio tra quelli più in vista), non scrivete: “Sono uno scrittore”. Non scrivete neanche: “Sono uno scrittore

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3 commenti

Perché la Bottega di narrazione non può sostituire anni e anni di analisi

di giuliomozzi Recentemente una persona ha scritto, in calce a una mia noterella in Facebook, una frase del tipo: “Ho il sospetto che un solo anno di Bottega di narrazione possa fare lo stesso effetto di anni e anni di analisi”. Si tratta ovviamente di un’iperbole, ovvero di un’affermazione del tipo: Pietro disse: “Signore, quante

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Dieci segreti che un docente di scrittura creativa non rivelerà mai ai suoi allievi

Om salvarech

di giuliomozzi 1. Il proverbio dice: “Chi non sa fare, insegna”. I proverbi, si sa, vanno presi con le pinze; ed è noto che molti grandi o almeno notevoli scrittori (da John Barth a Raymond Carver nei mitici States, da Giuseppe Pontiggia ad Alessandro Baricco), si sono dedicati volentieri e con passione all’insegnamento. Quindi un

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I dieci trucchi per pubblicare un libro senza nemmeno scriverlo

di giuliomozzi 1. Il primo trucco è il più ovvio: copiatelo. Ma badate: la strada della copiatura, rispetto alla strada dell’invenzione, è sì in discesa; ma non manca – come tutte le strade – di intoppi, di buche nell’asfalto, di semafori dal rosso eterno (questa massima morale è copiata). Soprattutto, e tanto più in quest’era

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Dieci cattivi motivi per non voler diventare uno scrittore, contestati punto per punto

di Giulio Mozzi Nel blog di Alessandro Girola ho trovato questo articolo (del 7 gennaio 2012), che intendo contestare: non perché ce l’abbia con Girola, che non conosco, né perché Girola dica particolari sciocchezze: il suo decalogo mi è semplicemente sembrato una buona raccolta di luoghi comuni correnti. Le parti in nero sono di Girola,

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Dieci affermazioni false sul conto della cosiddetta scrittura creativa, che si sentono dire in giro

di Giulio Mozzi [Se talvolta indico una fonte, ciò non significa che l’affermazione si trovi solo lì: significa che lì ho trovato una formulazione che mi è parsa interessante]. 1. Il tempo della letteratura è finito. Ormai siamo nell’epoca della scrittura creativa (e stiamo per transitare nell’èra dello storytelling). 2. Nata in molti paesi come

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Dieci verità sulla scrittura cosiddetta creativa che nessuno ha mai osato dirvi, ma che qui vi diciamo

di Giulio Mozzi 1. Non esiste la scrittura creativa. Esiste la scrittura. 2. Chiunque sostenga che la scrittura creativa è un tipo particolare di scrittura, dice una sciocchezza. 3. Peraltro, non esiste la scrittura. Esiste la produzione di testi. 4. Un testo deve aderire al proprio scopo. Nient’altro è importante. 5. Per aderire al proprio

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Dieci cose da tenere presenti se si vuol far funzionare decentemente una storia

di Giulio Mozzi Premessa: tra “far funzionare decentemente una storia” e “scrivere una storia eccellente” c’è una bella differenza; così come tra “scrivere una storia eccellente” e “scrivere un capolavoro”. Lo scopo dei seguenti consigli è il raggiungimento del minimo sindacale. 1. Una storia è costituita da una successione di eventi legati tra loro da

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Dieci trucchi sicuri per diventare un classico

di giuliomozzi 1. L’aggettivo “classico” significava in origine “di classe”, ovvero appartente alla “classe” per antonomasia: la più ricca delle sei classi nelle quali Servio Tullio aveva diviso, in base alla ricchezza e quindi alla capacità contributiva, il popolo romano. Fuori dalle “classi” stavano i “proletari”. In un luogo – citatissimo – delle Notti attiche

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Dieci risposte false alla domanda: “Come hai fatto a pubblicare il tuo primo libro?”

Scrittura creativa

di Giulio Mozzi Spesso chi ha pubblicato si sente rivolgere, privatamente o pubblicamente, la domanda: “Come hai fatto a pubblicare il tuo primo libro?”. La risposta è, solitamente, menzognera. Ecco un elenco di tipiche risposte menzognere. 1. “E’ stato un caso” (falso: hai tampinato per anni mezzo mondo editoriale italiano; hai spedito i tuoi lavori

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Dieci buone ragioni per diffidare di un sedicente agente letterario

Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

di Giulio Mozzi 1. Gli domandi quali altri autori rappresenta. Non risponde. 2. Vai a vedere nel sito quali altri autori rappresenta. Non ne conosci nemmeno uno. I casi sono due: o tu hai bisogno di leggere ancora un po’ prima di pretendere di pubblicare; oppure lui rappresenta autori sostanzialmente fasulli. 3. Ti chiede un

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Come riconoscere a colpo d’occhio l’editore dal quale è meglio tenersi a distanza

Scrittura creativa

di Giulio Mozzi 1. Il sito contiene errori di grammatica, sintassi e ortografia. 2. Nel sito, soprattutto nella pagina intitolata Chi siamo, Il nostro progetto o simili, si leggono attacchi all’editoria industriale farciti di luoghi comuni; nonché elogi dell’editoria “artigianale” farciti di luoghi comuni. Particolarmente grave, quando compare, il richiamo a Davide e Golia. 3.

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