Categoria: Teoria e pratica

Dieci riflessioni sperabilmente utili per dare un buon titolo al vostro romanzo

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Creative writing, Dare un titolo a un romanzo,

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Non esiste una scienza esatta dei titoli. E, tutto sommato, non esiste neanche un grandissimo lavoro storico-critico sui titoli di romanzo. Non che non si trovi bibliografia; ma è piuttosto sparuta. Imperdibile, ovviamente, lo splendido (e assai divertente) saggio di Gérard Genette Soglie. I dintorni del

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L’effetto Dunning-Kruger e la sindrome dell’impostore in letteratura

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Creative writing, Corsi di scrittura creativa, Retorica, Effetto Dunning-Kruger, Sindrome dell'impostore

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione Sono ventisette anni, ormai, che pubblico libri; e ventisette anni che, in diverse situazioni (come insegnante in corsi di scrittura, come consulente di case editrici, per lavori di editing ec.), mi trovo a dover valutare (allo scopo di insegnare, editare, correggere ec., o per deciderne la pubblicabilità)

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Dieci suggerimenti serissimi per rendere più interessante il vostro stile, senza tanto sforzo

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Creative writing, Corsi di scrittura creativa, Lezioni di stile

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Ricorda innanzitutto: qualunque cosa tu faccia con l’intenzione di rendere più letterario il tuo testo, lo rovinerà. E’ un assioma, è un dato d’esperienza, è il quattordicesimo corollario (variante due) alla sesta legge di Murhpy, è il quarto segreto di Fatima: prendilo come vuoi, questo principio,

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Teoria e pratica dell’uso delle parolacce in letteratura (in dieci passi facili)

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Sgomberiamo subito il campo da un tipo tutto particolare di “parolaccia”: la bestemmia. Isacco Turina, sociologo, ricercatore presso l’Università di Bologna, e anche poeta interessante, si laureò nel 2000, relatore lo stimatissimo Paolo Giglioli, con una tesi intitolata: Maledire Dio. Studio sulla bestemmia, dotata di un

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Come scrivere un dialogo completamente sbagliato, in dieci punti facili

Bottega di narrazione, Scrittura creativa, Come si scrive un dialogo, Scrivere dialoghi, Creative writing

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. “Prendimi il martello”. “Quale martello?”. “Quello che è nel cassetto”. “Questo cassetto qui?”. “No, non quel cassetto, il cassetto sotto lo sportello”. “Sotto lo sportello grande?”. “No, sotto lo sportello piccolo”. “Ah, questo?”. “Sì, quel cassetto lì”. “Ecco il martello”. “Grazie”. “Prego”. Per scrivere un dialogo

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Dieci cose assolutamente da non fare quando ti arriva dalla casa editrice il tuo romanzo editato

The waste land, T. S. Eliot, Ezra Pound, editing

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione [Qui non si parla, ovviamente, dell’editing generale, quello che si fa magari mesi prima della pubblicazione soprattutto parlando del romanzo, della sua struttura, del montaggio della storia, eccetera; qui si parla dell’editing minuto sul testo, detto anche editing lineare o lavoro di redazione. Ci sono confini difficili

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L’orrorifico e il perturbante

di Giorgia Tribuiani docente della Bottega di narrazione   Circa tre anni fa, uscendo dal cinema e concludendo che la nuova trasposizione di It di Stephen King non mi aveva affatto provocato lo stesso disagio della miniserie degli anni ‘90, tornai a casa chiedendomi se un effetto così diverso fosse imputabile solo alla mia differente

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Le dieci infallibili regole d’oro per l’uso degli aggettivi

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Lo scopo dell’aggettivo è modificare, “aggiustare”, definire meglio il senso del nome. In tutte le scuole di scrittura – si dice – si insegna che gli aggettivi vanno evitati. Una regola di questo tipo è una sciocchezza. Vanno evitati tutti gli aggettivi inutili, per le stesse

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Dieci buoni motivi per rileggere un romanzo, anche se l’ho già riletto

Gilles Deleuze

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Avviso inutile: questi dieci punti riguardano me. Non intendo consigliare di rileggere certi o certi altri libri. Non intendo neanche consigliare di rileggere. Anche se, confesso, il mio principio è questo: meglio leggere dieci volte lo stesso libro, se è un libro di valore, che leggere

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 4, Consapevolezze, possibilità

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] [La terza puntata] Le letture e gli studi, tuttora in corso, mi hanno portato a non scrivere una riga fino al 1° ottobre del 2017 (me lo ricordo perfettamente perché era il giorno in cui il Papa venne a Bologna, la

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Le dieci buone ragioni per cui smetto, senza pentimenti, di leggere un romanzo (in dattiloscritto o pubblicato, fa uguale)

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Sia chiaro: queste sono le dieci ragioni per cui io smetto di leggere. Non sono le “dieci buone ragioni per smettere di leggere”. Non pretendo di legiferare sulla base delle mie personali idiosincrasie. 1. Quando mi addormento. Per carità: ormai ho passato i sessant’anni, e so

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 3, Il campione del mondo dei bugiardi

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] Di Philip Roth avevo letto già alcuni romanzi, i più noti, Pastorale Americana, Lamento di Portnoy, La macchia umana”. Avevo letto Il teatro di Sabbath, che è forse il romanzo più romanzo di Roth, scritto al termine del periodo di massima

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 2, Le coordinate elementari

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] Comincio a mettere a sistema alcune letture, dicevo, e continuo a leggere e studiare. Apprendo che il termine autofiction è stato coniato nel 1977 dal critico e scrittore francese Serge Doubrovsky (nella foto in cima all’articolo), nella prefazione del proprio romanzo Fils, e che

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Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 1, Premesse

autofiction, autofinzione, scrittura creativa, bottega di narrazione

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione Fino al 2015 non mi sono posto il problema di cosa fosse l’autofiction. Sapevo che esisteva, avevo letto i racconti di Giulio Mozzi e – onestamente – non ricordo se Scuola di nudo o Troppi paradisi di Walter Siti, ma non mi ero mai soffermato troppo su

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I dieci dettagli che potrebbero farvi venire dei dubbi su una scuola di scrittura creativa

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione [Attenzione: “farsi venire dei dubbi” non significa “rifiutare tout court“; significa concedersi un supplemento d’indagine per capire meglio, per capire di più, per valutare con calma]. 1. Nelle inserzioni pubblicitarie della scuola di scrittura creativa in questione compare uno dei seguenti oggetti: pennino, penna stilografica, macchina per

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Dieci modi abbastanza sicuri di fare i soldi con i libri

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Scrivete libri. Ma non scrivete i vostri libri. Scrivete i libri degli altri. Basta fare un giretto in rete per scoprire che c’è chi chiede tranquillamente ventimila euro per un ghostwriting. E naturalmente dice: “Ho scritto libri che hanno vinto questo e quell’altro premio, che hanno

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Dieci trucchi sicuri per scrivere un romanzo veramente scandaloso (e che quindi venderà un sacco di copie)

di Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione Uno. Nel nostro mondo vige il cosiddetto “paradigma vittimario”: chiunque sia stato vittima di qualcosa è, proprio in quanto vittima, buono. O quantomeno sta dalla parte del bene. Quindi, se volete scrivere un romanzo scandaloso (e che quindi venderà un sacco di copie), la cosa più semplice

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Capita di scrivere in versi: dunque, perché non imparare a farlo bene?

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. A chiunque di noi, in un momento o nell’altro della vita, capita di scrivere in versi. Che si tratti degli sfoghi esistenziali adolescenziali o dell’epigramma per prendere in giro un amico, della poesia di Natale composta per i nipoti o dell’elogio amichevole e ironico del collega

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Dieci modi sbagliati di scrivere il proprio romanzo autobiografico

Bottega di narrazione, scrittura creativa, creative writing, autobiografia, autofiction

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Già l’idea di scrivere un romanzo autobiografico, anziché un’autobiografia, è in fin dei conti piuttosto curiosa. La differenza tra un romanzo e un’autobiografia è che nel romanzo i patti col lettore sono chiari (“Ti sto raccontando una storia inventata”), e nell’autobiografia i patti col lettore sono

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I dieci segreti veramente indispensabili per scrivere un’ottima sinossi del tuo romanzo

di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione 1. Non chiamarla sinossi. Stando al dizionario (qui mi affido al Treccani) la sinossi è un “compendio, esposizione sintetica e schematica di una materia, di una disciplina, di una scienza, di un periodo storico o letterario, ecc., fatta in modo che i dati si possano facilmente e rapidamente

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