di Giulio Mozzi 1. La prima email con in allegato un “romanzo sul lockdown” mi è arrivata il 23 marzo 2020. L’Italia intera era stata dichiarata “zona rossa” quindici giorni prima. La cosa mi insospettì. Esaminai il testo. Mi ricordò qualcosa. Feci una veloce ricerca nella posta. Ebbi la conferma del ricordo: quel romanzo loContinua a leggere “Perché agli editori non interessa leggere il vostro romanzo sul lockdown, in dieci punti”
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Dieci scambi conversazionali che è indispensabile conoscere se si vuole diventare capaci di scrivere un buon dialogo
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. “No”. (Marcel Marceau, in L’ultima follia di Mel Brooks). 2. “Passami l’olio”. (Bettino Craxi, nel 1991, durante una cena, a un commensale che gli chiedeva cosa avrebbe fatto la domenica dei referendum per l’abolizione delle preferenze nelle schede elettorali). 3. “Disobbedisco”. (Gabriele D’Annunzio, maggio 1919, alleContinua a leggere “Dieci scambi conversazionali che è indispensabile conoscere se si vuole diventare capaci di scrivere un buon dialogo”
L’arte di fingersi autore di finzioni
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione The Life and Strange Surprizing Adventures of Robinson Crusoe, Of York, Mariner: Who lived Eight and Twenty Years, all alone in an un-inhabited Island on the Coast of America, near the Mouth of the Great River of Oroonoque; Having been cast on Shore by Shipwreck, wherein allContinua a leggere “L’arte di fingersi autore di finzioni”
Sul danno e l’utilità delle scuole di scrittura creativa
di Stefano Brugnolo [Ringrazio Stefano Brugnolo che mi ha permesso di riprendere da Facebook (qui) questa sua riflessione. Con Stefano ho scritto due libri: il Ricettario di scrittura creativa – il cui concept geniale, va detto, è tutto suo -, Zanichelli 2000, e L’officina della parola, Sironi 2015. Abbiamo lavorato qualche anno insieme nella PiccolaContinua a leggere “Sul danno e l’utilità delle scuole di scrittura creativa”
Dialogo tra i personaggi di un racconto che cade a pezzi e il loro statuto narrativo
di Antonina Nocera [Proponiamo un altro testo tra quelli pervenutici nell’ambto del concorso basato sulle Operette morali di Giacomo Leopardi. Nella foto qui sopra: Adrian De Berardinis]. «Si sono bloccati, dannazione. Guarda in che posizione mi trovo. Ho una padella in mano. Tu stai facendo l’amore con tuo marito. E gli altri? Chissà cosa fanno,Continua a leggere “Dialogo tra i personaggi di un racconto che cade a pezzi e il loro statuto narrativo”
Dialogo dell’autore e del romanzo
di Jacopo Ruggenti [Continuiamo, con questo Dialogo dell’autore e del romanzo di Jacopo Ruggenti, nella pubblicazione dei testi pervenuti nell’ambito del concorso basato sulle Operette morali di Giacomo Leopardi. Nella fotografia qui sopra: Roland Barthes]. ROMANZO: Allora, non mi scrivi? AUTORE: L’autore è morto. ROMANZO: Però risponde. AUTORE: Tutto merito del medium. ROMANZO: Che bello,Continua a leggere “Dialogo dell’autore e del romanzo”
Chiudiamo le scuole di scrittura creativa?
di Giulio Mozzi Il bel pamphlet di Alfio Squillaci Chiudiamo le scuole di scrittura creativa!, Gog Edizioni, 118 pagine, pubblicato nel giugno scorso, non è un pamphlet contro le scuole di scrittura creativa. Non può esserlo, perché è abbastanza evidente che della realtà delle scuole di scrittura creativa (italiane e no) l’autore non sa niente.Continua a leggere “Chiudiamo le scuole di scrittura creativa?”
Di che cosa ha bisogno un editore, per pubblicare un’opera letteraria? In dieci punti
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Per decidere di pubblicare un’opera letteraria, o un libro in generale, un editore ha bisogno della sensazione di avere davanti qualcosa di compiuto, finito e dotato di senso. Nel caso dell’editoria cosiddetta “letteraria”, il romanzo o la raccolta di racconti o il lavoro poetico devono dareContinua a leggere “Di che cosa ha bisogno un editore, per pubblicare un’opera letteraria? In dieci punti”
Dialogo tra Ennio Flaiano e Luigi Einaudi sulla letteratura invisibile
di Grazia Bontiello [Ecco la quinta “operetta morale” che scegliamo per la pubblicazione tra tutte quelle che ci sono pervenute nell’ambito del nostro concorso leopardiano. Vedi tutte le “operette”]. Nell’anno di grazia 1954, durante la quindicesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il presidente della Repubblica Luigi Einaudi incontrò a cena lo scrittore Ennio Flaiano,Continua a leggere “Dialogo tra Ennio Flaiano e Luigi Einaudi sulla letteratura invisibile”
Dieci libri giapponesi veramente indispensabili (anche per chi non abbia intenzione di diventare giapponese)
di Valentina Durante docente della Bottega di narrazione (Qui sopra: Hendrik Breitner (1857-1923), Il kimono rosso). In un episodio del Genji Monogatari (capitolo 50, Azumaya), la principessa Nakanokimi e sua sorella Ukifune guardano illustrazioni di vecchi racconti, mentre la cameriera Ukon ne legge ad alta voce i testi. Accostare parole e immagini è stata praticaContinua a leggere “Dieci libri giapponesi veramente indispensabili (anche per chi non abbia intenzione di diventare giapponese)”
Dialogo tra Ernest Hemingway e il Suicidio
di Biagio Riccardiello [Eccoci al quarto appuntamento con i migliori – secondo noi – testi relativi al gioco-concorso basato sulle Operette Morali di Giacomo Leopardi. Gli altri testi]. 2 luglio 1961 Suicidio: Alla fine ti sei deciso. Hemingway: Si. Suicidio: Le ultime quindici volte, che poi sono anche le prime, mi hai fatto perdere assaiContinua a leggere “Dialogo tra Ernest Hemingway e il Suicidio”
Le dieci cose che nei romanzi proposti agli editori ci sono sempre, ma proprio sempre, e a dirla tutta non si possono più vedere
di Giulio Mozzidirettore della Bottega di narrazione 1. Il grande classico: il protagonista è un giovanotto (quasi mai una giovanotta) che vuole fare lo scrittore. Le varianti sono due: il giovanotto vuole scrivere un romanzo, ma non ci riesce (appena si siede a scrivere si rompe il termosifone, bussa alla porta l’Agenzia delle entrate, scoppiaContinua a leggere “Le dieci cose che nei romanzi proposti agli editori ci sono sempre, ma proprio sempre, e a dirla tutta non si possono più vedere”
Dialogo del modo indicativo e del modo congiuntivo
di Elisa Baroncelli [E siamo giunti al terzo appuntamento con i migliori testi tra quelli che ci sono pervenuti per il gioco-concorso basato sulle Operette morali di Giacomo Leopardi. Leggi gli altri testi]. Indicativo: Mio caro, perché quella faccia triste e indignata? Congiuntivo: Che vuoi che ti dica? La mia vita fa schifo: pochi amici,Continua a leggere “Dialogo del modo indicativo e del modo congiuntivo”
Il punto cieco nel “Grande Gatsby”
di Massimo Cassani romanziere, docente della Bottega di narrazione A ottant’anni dalla morte di Francis Scott Fitzgerald, lo scrittore simbolo di quella che è stata definita «L’età del jazz», sorge una domanda destinata però a rimanere senza risposta. E che rimanda a una sorta di “giallo” nascosto fra pagine di uno dei suoi romanzi piùContinua a leggere “Il punto cieco nel “Grande Gatsby””
Dialogo tra un venditore di dolci e il conte Giacomo Leopardi
di Emanuela Carbonelli [Continuiamo nella pubblicazione dei migliori tra i testi pervenutici nell’ambito del concorso basato sulle Operette morali di Giacomo Leopardi]. Venditore di dolci: Dolci, dolci appena sfornati, sfogliatelle frolle, confetti di Sulmona, dolci per tutte le tasche e golosità! Ne volete Signore? Conte Giacomo Leopardi: Ah, non potrei, ma… tenete forse dei cannellini?Continua a leggere “Dialogo tra un venditore di dolci e il conte Giacomo Leopardi”
Dialogo tra il punto interrogativo e il punto esclamativo
Di Andrea Giramundo [Cominciamo a pubblicare i migliori testi pervenutici nell’ambito del concorso basato sulle Operette morali di Giacomo Leopardi. Qui sopra: Jazz, un’opera di Lucy Guenot]. Punto interrogativo: Perché mi hai convocato con tutta questa agitazione, che succede? Punto esclamativo: Perché la situazione è oltremodo grave! Non capisco proprio come tu non te neContinua a leggere “Dialogo tra il punto interrogativo e il punto esclamativo”
Dieci romanzi indispensabili per chi voglia scrivere un romanzo, oggi
di giuliomozzi Il fatto che questi dieci romanzi (che poi non sono dieci, e non sono tutti romanzi; ma vabbè) siano qui definiti “indispensabili” non significa che i romanzi “indispensabili” siano solo questi dieci. 1. Luciano di Samosata, Una storia vera. Anagraficamente Luciano visse nel secondo secolo della nostra èra; ma si sarebbe trovato benissimo,Continua a leggere “Dieci romanzi indispensabili per chi voglia scrivere un romanzo, oggi”
La vera vita del pittore che non esistette mai
di giuliomozzi direttore della Bottega di narrazione Nella Teoria degli apocrifi di Sabino Ordás, l’immaginario maestro di Léon [Castiglia] che Luis Mateo Díez, Juan Pedro Aparicio e José María Merino hanno inventato alla fine degli anni Settanta, è esposto un approccio molto utile alla creazione di imposture. Rispetto ad altre manifestazioni letterarie che si conformanoContinua a leggere “La vera vita del pittore che non esistette mai”
Le dieci vere ragioni che possono fare del vostro romanzo un romanzo di successo
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Intanto intendiamoci: che cosa vuol dire successo? Viviamo in tempi strani, nei quali – per dire – la lettura di romanzi dei quali i grandi media non parlano si diffonde a macchia d’olio per passaparola, mentre nelle cinquine o triplette dei grandi premi letterari vengono ospitatiContinua a leggere “Le dieci vere ragioni che possono fare del vostro romanzo un romanzo di successo”
Dieci considerazioni e domande all’incirca su quella cosa che viene chiamata autofinzione
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Se un autore presta a un proprio personaggio i fatti della propria vita, ciò non significa che quel personaggio possa essere identificato con l’autore. 2. Se un autore chiama un proprio personaggio con il proprio nome e cognome, evidentemente ciò significa: “Quello lì non sono io”.Continua a leggere “Dieci considerazioni e domande all’incirca su quella cosa che viene chiamata autofinzione”