di Francesca Zammaretti Partecipante al laboratorio Luoghi dalla distanza «Il paesaggio punge e trapunge». Piglia e impiglia. La prima frase è di Andrea Zanzotto. La seconda, mia. Vivo sulla sponda piemontese del lago Maggiore, al confine con la Svizzera, immersa in un paesaggio che è come una bella donna che non invecchia mai: curatissimo eContinua a leggere “Il seme di luce gettato dai maestri; ovvero, di come sia cambiato il mio sguardo sul paesaggio e di come sia cambiata io”
Archivi dell'autore:Giulio Mozzi
In terza fila / Gialli in piscina
di Giovanni Zucca docente della Bottega di narrazione Ma cos’è, com’è, come funziona, questa mania, questa follia dell’andar matti per i gialli? In generale, sono sincero, non lo so. Ma per me, per esempio, anche così. Ah, certo, la solitudine di Philip Marlowe, la dialettica servo-padrone in Nero Wolfe e Archie Goodwin, la ricerca diContinua a leggere “In terza fila / Gialli in piscina”
Dieci cose assolutamente da non fare quando ti arriva dalla casa editrice il tuo romanzo editato
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione [Qui non si parla, ovviamente, dell’editing generale, quello che si fa magari mesi prima della pubblicazione soprattutto parlando del romanzo, della sua struttura, del montaggio della storia, eccetera; qui si parla dell’editing minuto sul testo, detto anche editing lineare o lavoro di redazione. Ci sono confini difficiliContinua a leggere “Dieci cose assolutamente da non fare quando ti arriva dalla casa editrice il tuo romanzo editato”
Storia di uno sguardo a puntate / Bianca folla di farina
di Fiammetta Palpati docente della Bottega di narrazione ideatrice del laboratorio Raccontare il paesaggio [Nella rubrica Storia di uno sguardo Fiammetta Palpati raccoglie brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi nei quali ha scelto di vivere: Amelia e i colli amerini]. C’è una macchia chiara nel mio paesaggio verde. Una chiazza biancastra, cheContinua a leggere “Storia di uno sguardo a puntate / Bianca folla di farina”
L’orrorifico e il perturbante
di Giorgia Tribuiani docente della Bottega di narrazione Circa tre anni fa, uscendo dal cinema e concludendo che la nuova trasposizione di It di Stephen King non mi aveva affatto provocato lo stesso disagio della miniserie degli anni ‘90, tornai a casa chiedendomi se un effetto così diverso fosse imputabile solo alla mia differenteContinua a leggere “L’orrorifico e il perturbante”
Le dieci infallibili regole d’oro per l’uso degli aggettivi
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Lo scopo dell’aggettivo è modificare, “aggiustare”, definire meglio il senso del nome. In tutte le scuole di scrittura – si dice – si insegna che gli aggettivi vanno evitati. Una regola di questo tipo è una sciocchezza. Vanno evitati tutti gli aggettivi inutili, per le stesseContinua a leggere “Le dieci infallibili regole d’oro per l’uso degli aggettivi”
La mansuetudine dei luoghi
di Adriana Ferrarini partecipante al laboratorio Luoghi dalla distanza “[…] Dal 2012 la caserma Barzon è vuota; la Cassa Depositi e Prestiti l’ha acquistata dal Comune di Padova. Quindi da otto anni questo complesso, che dall’alto mostra la struttura di un convento, con chiostro e doppio porticato, è in stato di attesa: quale sarà laContinua a leggere “La mansuetudine dei luoghi”
Dieci buoni motivi per rileggere un romanzo, anche se l’ho già riletto
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Avviso inutile: questi dieci punti riguardano me. Non intendo consigliare di rileggere certi o certi altri libri. Non intendo neanche consigliare di rileggere. Anche se, confesso, il mio principio è questo: meglio leggere dieci volte lo stesso libro, se è un libro di valore, che leggereContinua a leggere “Dieci buoni motivi per rileggere un romanzo, anche se l’ho già riletto”
Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 4, Consapevolezze, possibilità
di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] [La terza puntata] Le letture e gli studi, tuttora in corso, mi hanno portato a non scrivere una riga fino al 1° ottobre del 2017 (me lo ricordo perfettamente perché era il giorno in cui il Papa venne a Bologna, laContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 4, Consapevolezze, possibilità”
Le dieci buone ragioni per cui smetto, senza pentimenti, di leggere un romanzo (in dattiloscritto o pubblicato, fa uguale)
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Sia chiaro: queste sono le dieci ragioni per cui io smetto di leggere. Non sono le “dieci buone ragioni per smettere di leggere”. Non pretendo di legiferare sulla base delle mie personali idiosincrasie. 1. Quando mi addormento. Per carità: ormai ho passato i sessant’anni, e soContinua a leggere “Le dieci buone ragioni per cui smetto, senza pentimenti, di leggere un romanzo (in dattiloscritto o pubblicato, fa uguale)”
Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 3, Il campione del mondo dei bugiardi
di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] Di Philip Roth avevo letto già alcuni romanzi, i più noti, Pastorale Americana, Lamento di Portnoy, La macchia umana”. Avevo letto Il teatro di Sabbath, che è forse il romanzo più romanzo di Roth, scritto al termine del periodo di massimaContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 3, Il campione del mondo dei bugiardi”
Narrare il perturbante
Il corso della Bottega di narrazione Narrare il perturbante, ideato e condotto da Giorgia Tribuiani, si svolgerà interamente a distanza, via Zoom. La narrativa “perturbante”, in letteratura così come nelle altre arti, viene spesso assimilata alla narrativa di stampo orrorifico, inserita nell’ampia categoria delle opere “di genere”. Il perturbante, tuttavia, teorizzato nel celebre saggio diContinua a leggere “Narrare il perturbante”
Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 2, Le coordinate elementari
di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] Comincio a mettere a sistema alcune letture, dicevo, e continuo a leggere e studiare. Apprendo che il termine autofiction è stato coniato nel 1977 dal critico e scrittore francese Serge Doubrovsky (nella foto in cima all’articolo), nella prefazione del proprio romanzo Fils, e cheContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 2, Le coordinate elementari”
Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 1, Premesse
di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione Fino al 2015 non mi sono posto il problema di cosa fosse l’autofiction. Sapevo che esisteva, avevo letto i racconti di Giulio Mozzi e – onestamente – non ricordo se Scuola di nudo o Troppi paradisi di Walter Siti, ma non mi ero mai soffermato troppo suContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 1, Premesse”
I prossimi corsi della Bottega di narrazione
Tutti i corsi della Bottega di narrazione in programma dall’autunno 2020 alla primavera 2021 sono previsti a distanza. Usiamo la piattaforma Zoom, molto comoda e semplice da usare. Abbiamo anche l’abitudine di registrare tutti gli incontri e di mettere le registrazioni a disposizione degli iscritti. Dopo la pausa imposta dagli eventi nel marzo del 2020Continua a leggere “I prossimi corsi della Bottega di narrazione”
I dieci dettagli che potrebbero farvi venire dei dubbi su una scuola di scrittura creativa
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione [Attenzione: “farsi venire dei dubbi” non significa “rifiutare tout court“; significa concedersi un supplemento d’indagine per capire meglio, per capire di più, per valutare con calma]. 1. Nelle inserzioni pubblicitarie della scuola di scrittura creativa in questione compare uno dei seguenti oggetti: pennino, penna stilografica, macchina perContinua a leggere “I dieci dettagli che potrebbero farvi venire dei dubbi su una scuola di scrittura creativa”
Dieci modi abbastanza sicuri di fare i soldi con i libri
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Scrivete libri. Ma non scrivete i vostri libri. Scrivete i libri degli altri. Basta fare un giretto in rete per scoprire che c’è chi chiede tranquillamente ventimila euro per un ghostwriting. E naturalmente dice: “Ho scritto libri che hanno vinto questo e quell’altro premio, che hannoContinua a leggere “Dieci modi abbastanza sicuri di fare i soldi con i libri”
Dieci trucchi sicuri per scrivere un romanzo veramente scandaloso (e che quindi venderà un sacco di copie)
di Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione Uno. Nel nostro mondo vige il cosiddetto “paradigma vittimario”: chiunque sia stato vittima di qualcosa è, proprio in quanto vittima, buono. O quantomeno sta dalla parte del bene. Quindi, se volete scrivere un romanzo scandaloso (e che quindi venderà un sacco di copie), la cosa più sempliceContinua a leggere “Dieci trucchi sicuri per scrivere un romanzo veramente scandaloso (e che quindi venderà un sacco di copie)”
Che cos’è l’ “autobiografia automatica”
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione Sono sempre in difficoltà quando mi viene chiesto di spiegare di preciso che cosa sia il laboratorio di Autobiografia automatica che di tanto in tanto propongo per la Bottega di narrazione – scuola di scrittura creativa. Sono in difficoltà perché da una parte il mio istinto èContinua a leggere “Che cos’è l’ “autobiografia automatica””
Capita di scrivere in versi: dunque, perché non imparare a farlo bene?
di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. A chiunque di noi, in un momento o nell’altro della vita, capita di scrivere in versi. Che si tratti degli sfoghi esistenziali adolescenziali o dell’epigramma per prendere in giro un amico, della poesia di Natale composta per i nipoti o dell’elogio amichevole e ironico del collegaContinua a leggere “Capita di scrivere in versi: dunque, perché non imparare a farlo bene?”