Dieci riflessioni sperabilmente utili per dare un buon titolo al vostro romanzo

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Non esiste una scienza esatta dei titoli. E, tutto sommato, non esiste neanche un grandissimo lavoro storico-critico sui titoli di romanzo. Non che non si trovi bibliografia; ma è piuttosto sparuta. Imperdibile, ovviamente, lo splendido (e assai divertente) saggio di Gérard Genette Soglie. I dintorni delContinua a leggere “Dieci riflessioni sperabilmente utili per dare un buon titolo al vostro romanzo”

Leggendo Philip Roth / Grazia vs Gloria

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione Nelle prima pagine de Lo scrittore fantasma, il libro in cui Philip Roth fa entrare in scena il suo alter ego Nathan Zuckerman – un po’ perché non si bastava più, ma soprattutto, secondo me, perché era arrivato a un punto dal quale poteva vedere sia laContinua a leggere “Leggendo Philip Roth / Grazia vs Gloria”

L’effetto Dunning-Kruger e la sindrome dell’impostore in letteratura

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione Sono ventisette anni, ormai, che pubblico libri; e ventisette anni che, in diverse situazioni (come insegnante in corsi di scrittura, come consulente di case editrici, per lavori di editing ec.), mi trovo a dover valutare (allo scopo di insegnare, editare, correggere ec., o per deciderne la pubblicabilità)Continua a leggere “L’effetto Dunning-Kruger e la sindrome dell’impostore in letteratura”

Dieci suggerimenti serissimi per rendere più interessante il vostro stile, senza tanto sforzo

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Ricorda innanzitutto: qualunque cosa tu faccia con l’intenzione di rendere più letterario il tuo testo, lo rovinerà. E’ un assioma, è un dato d’esperienza, è il quattordicesimo corollario (variante due) alla sesta legge di Murhpy, è il quarto segreto di Fatima: prendilo come vuoi, questo principio,Continua a leggere “Dieci suggerimenti serissimi per rendere più interessante il vostro stile, senza tanto sforzo”

Teoria e pratica dell’uso delle parolacce in letteratura (in dieci passi facili)

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Sgomberiamo subito il campo da un tipo tutto particolare di “parolaccia”: la bestemmia. Isacco Turina, sociologo, ricercatore presso l’Università di Bologna, e anche poeta interessante, si laureò nel 2000, relatore lo stimatissimo Paolo Giglioli, con una tesi intitolata: Maledire Dio. Studio sulla bestemmia, dotata di unContinua a leggere “Teoria e pratica dell’uso delle parolacce in letteratura (in dieci passi facili)”

Come scrivere un dialogo completamente sbagliato, in dieci punti facili

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. “Prendimi il martello”. “Quale martello?”. “Quello che è nel cassetto”. “Questo cassetto qui?”. “No, non quel cassetto, il cassetto sotto lo sportello”. “Sotto lo sportello grande?”. “No, sotto lo sportello piccolo”. “Ah, questo?”. “Sì, quel cassetto lì”. “Ecco il martello”. “Grazie”. “Prego”. Per scrivere un dialogoContinua a leggere “Come scrivere un dialogo completamente sbagliato, in dieci punti facili”

Il seme di luce gettato dai maestri; ovvero, di come sia cambiato il mio sguardo sul paesaggio e di come sia cambiata io

di Francesca Zammaretti Partecipante al laboratorio Luoghi dalla distanza «Il paesaggio punge e trapunge». Piglia e impiglia. La prima frase è di Andrea Zanzotto. La seconda, mia. Vivo sulla sponda piemontese del lago Maggiore, al confine con la Svizzera, immersa in un paesaggio che è come una bella donna che non invecchia mai: curatissimo eContinua a leggere “Il seme di luce gettato dai maestri; ovvero, di come sia cambiato il mio sguardo sul paesaggio e di come sia cambiata io”

In terza fila / Gialli in piscina

di Giovanni Zucca docente della Bottega di narrazione Ma cos’è, com’è, come funziona, questa mania, questa follia dell’andar matti per i gialli? In generale, sono sincero, non lo so. Ma per me, per esempio, anche così. Ah, certo, la solitudine di Philip Marlowe, la dialettica servo-padrone in Nero Wolfe e Archie Goodwin, la ricerca diContinua a leggere “In terza fila / Gialli in piscina”

Dieci cose assolutamente da non fare quando ti arriva dalla casa editrice il tuo romanzo editato

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione [Qui non si parla, ovviamente, dell’editing generale, quello che si fa magari mesi prima della pubblicazione soprattutto parlando del romanzo, della sua struttura, del montaggio della storia, eccetera; qui si parla dell’editing minuto sul testo, detto anche editing lineare o lavoro di redazione. Ci sono confini difficiliContinua a leggere “Dieci cose assolutamente da non fare quando ti arriva dalla casa editrice il tuo romanzo editato”

Storia di uno sguardo a puntate / Bianca folla di farina

di Fiammetta Palpati docente della Bottega di narrazione ideatrice del laboratorio Raccontare il paesaggio [Nella rubrica Storia di uno sguardo Fiammetta Palpati raccoglie brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi nei quali ha scelto di vivere: Amelia e i colli amerini]. C’è una macchia chiara nel mio paesaggio verde. Una chiazza biancastra, cheContinua a leggere “Storia di uno sguardo a puntate / Bianca folla di farina”

L’orrorifico e il perturbante

di Giorgia Tribuiani docente della Bottega di narrazione   Circa tre anni fa, uscendo dal cinema e concludendo che la nuova trasposizione di It di Stephen King non mi aveva affatto provocato lo stesso disagio della miniserie degli anni ‘90, tornai a casa chiedendomi se un effetto così diverso fosse imputabile solo alla mia differenteContinua a leggere “L’orrorifico e il perturbante”

Le dieci infallibili regole d’oro per l’uso degli aggettivi

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Lo scopo dell’aggettivo è modificare, “aggiustare”, definire meglio il senso del nome. In tutte le scuole di scrittura – si dice – si insegna che gli aggettivi vanno evitati. Una regola di questo tipo è una sciocchezza. Vanno evitati tutti gli aggettivi inutili, per le stesseContinua a leggere “Le dieci infallibili regole d’oro per l’uso degli aggettivi”

La mansuetudine dei luoghi

di Adriana Ferrarini partecipante al laboratorio Luoghi dalla distanza “[…] Dal 2012 la caserma Barzon è vuota; la Cassa Depositi e Prestiti l’ha acquistata dal Comune di Padova. Quindi da otto anni questo complesso, che dall’alto mostra la struttura di un convento, con chiostro e doppio porticato, è in stato di attesa: quale sarà laContinua a leggere “La mansuetudine dei luoghi”

Dieci buoni motivi per rileggere un romanzo, anche se l’ho già riletto

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Avviso inutile: questi dieci punti riguardano me. Non intendo consigliare di rileggere certi o certi altri libri. Non intendo neanche consigliare di rileggere. Anche se, confesso, il mio principio è questo: meglio leggere dieci volte lo stesso libro, se è un libro di valore, che leggereContinua a leggere “Dieci buoni motivi per rileggere un romanzo, anche se l’ho già riletto”

Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 4, Consapevolezze, possibilità

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] [La terza puntata] Le letture e gli studi, tuttora in corso, mi hanno portato a non scrivere una riga fino al 1° ottobre del 2017 (me lo ricordo perfettamente perché era il giorno in cui il Papa venne a Bologna, laContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 4, Consapevolezze, possibilità”

Le dieci buone ragioni per cui smetto, senza pentimenti, di leggere un romanzo (in dattiloscritto o pubblicato, fa uguale)

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 0. Sia chiaro: queste sono le dieci ragioni per cui io smetto di leggere. Non sono le “dieci buone ragioni per smettere di leggere”. Non pretendo di legiferare sulla base delle mie personali idiosincrasie. 1. Quando mi addormento. Per carità: ormai ho passato i sessant’anni, e soContinua a leggere “Le dieci buone ragioni per cui smetto, senza pentimenti, di leggere un romanzo (in dattiloscritto o pubblicato, fa uguale)”

Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 3, Il campione del mondo dei bugiardi

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] [La seconda puntata] Di Philip Roth avevo letto già alcuni romanzi, i più noti, Pastorale Americana, Lamento di Portnoy, La macchia umana”. Avevo letto Il teatro di Sabbath, che è forse il romanzo più romanzo di Roth, scritto al termine del periodo di massimaContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 3, Il campione del mondo dei bugiardi”

Narrare il perturbante

Il corso della Bottega di narrazione Narrare il perturbante, ideato e condotto da Giorgia Tribuiani, si svolgerà interamente a distanza, via Zoom. La narrativa “perturbante”, in letteratura così come nelle altre arti, viene spesso assimilata alla narrativa di stampo orrorifico, inserita nell’ampia categoria delle opere “di genere”. Il perturbante, tuttavia, teorizzato nel celebre saggio diContinua a leggere “Narrare il perturbante”

Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 2, Le coordinate elementari

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione [La prima puntata] Comincio a mettere a sistema alcune letture, dicevo, e continuo a leggere e studiare. Apprendo che il termine autofiction è stato coniato nel 1977 dal critico e scrittore francese Serge Doubrovsky (nella foto in cima all’articolo), nella prefazione del proprio romanzo Fils, e cheContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 2, Le coordinate elementari”

Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 1, Premesse

di Simone Salomoni docente della Bottega di narrazione Fino al 2015 non mi sono posto il problema di cosa fosse l’autofiction. Sapevo che esisteva, avevo letto i racconti di Giulio Mozzi e – onestamente – non ricordo se Scuola di nudo o Troppi paradisi di Walter Siti, ma non mi ero mai soffermato troppo suContinua a leggere “Come e perché mi sono avvicinato all’autofiction e alle altre scritture del sé / 1, Premesse”