Come sono fatti certi libri: “Fratelli d’Italia”, di Alberto Arbasino

di giuliomozzi Fratelli d’Italia, romanzo di Alberto Arbasino, ha avuto fondamentalmente tre edizioni. (Quelle qui sopra, invece, sono le Sorelle Bandiera: ma non è di loro che ci occuperemo) La prima edizione Feltrinelli reca in sovracoperta, come di consuetudine per la collana, una fotografia dell’autore. La prima edizione tascabile (modificata nell’ultimo capitolo) reca l’immagine stilizzata,Continua a leggere “Come sono fatti certi libri: “Fratelli d’Italia”, di Alberto Arbasino”

Le operette morali: un gioco di scrittura. Il bando, in dieci punti

Zero. Questo è un gioco, quindi prendetelo sul serio. Uno. Prendete come modello le Operette morali di Giacomo Leopardi. Consideratele come se fossero un una raccolta di esempi, un ricettario di scrittura creativa, una crestomazia della prosa, una collezione di esercizi di stile. Vi troverete dei dialoghi in stile teatrale tra personaggi realistici (Un venditoreContinua a leggere “Le operette morali: un gioco di scrittura. Il bando, in dieci punti”

Le stanze del grano

Arriva in libreria in questi giorni, per Laurana Editore, Le stanze del grano, il volume che documenta il laboratorio di scrittura organizzato dalla Bottega di narrazione nel luglio 2019, nel territorio tra il Sàvena e il Sambro, sull’Appennino tra Emilia Romagna e Toscana, in collaborazione con Il Forno Di Calzolari. Non si tratta della solitaContinua a leggere “Le stanze del grano”

Dieci considerazioni (utili, si spera) su come affrontare la lettura dei romanzi considerati illeggibili (e che, a prima vista, sembrano effettivamente tali)

di Giulio Mozzi 1. Sia chiaro che parliamo di “romanzi illeggibili” non nel senso di “romanzi molto brutti” (i romanzi molto brutti sono spesso assai facili da leggere), ma nel senso di “romanzi la cui difficoltà sembra, a quel che si dice, tale, da scoraggiarne la lettura”. L’esempio classico, che si fa sempre, e cheContinua a leggere “Dieci considerazioni (utili, si spera) su come affrontare la lettura dei romanzi considerati illeggibili (e che, a prima vista, sembrano effettivamente tali)”

“Don Chisciotte della Mancia”: un romanzo proliferante

di giuliomozzi Siamo sinceri: il Chisciotte è un equivoco. Tutti i ditirambi dell’eloquenza nazionale non sono serviti a nulla. Tutte le ricerche erudite sulla vita di Cervantes non hanno chiarito neppure un angolo del colossale equivoco. Si burla Cervantes? E di che si burla? Lontano, sola nell’aperta pianura della Mancia, la lunga figura di DonContinua a leggere ““Don Chisciotte della Mancia”: un romanzo proliferante”

Come si fa una descrizione?

di Giulio Mozzi [Queste schede furono scritte per un libro curato da Giorgio Vasta, Annalisa Garavaglia e Dario Voltolini che apparve nella collana Holden Maps pubblicata da Bur. Il libro s’intitolava Faq ed era composto da domande e risposte sulla narrazione: le domande a cura dei curatori, le risposte a cura di un certo numeroContinua a leggere “Come si fa una descrizione?”

La filosofia della guerra atomica e la narrazione delle crisi coniugali

di Giulio Mozzi [Questo appunto uscì nel numero 61 di vibrisse, il “bollettino di letture e scritture”, quando vibrisse era ancora un bollettino spedito via posta elettronica. Nel 2001. gm] Nei laboratori di scrittura si finisce col parlare spesso della «psicologia dei personaggi». Io, personalmente, non ho nessuna simpatia per questa espressione. Ho la sensazioneContinua a leggere “La filosofia della guerra atomica e la narrazione delle crisi coniugali”

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 1: a occhi chiusi

di Giulio Mozzi [Quesi esercizi per l’esplorazione del paesaggio furono scritti in preparazione del laboratorio Raccontare il paesaggio, organizzato dalla Bottega di narrazione ad Amelia, in Umbria, nel luglio 2018]. L’esercizio è semplice. Procuratevi qualcosa che impedisca totalmente la vista: può andar bene una benda nera, una di quelle paia di occhiali ciechi che vendonoContinua a leggere “Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 1: a occhi chiusi”

144 modi per non dire “disse”, uno per non dirlo proprio e uno per dirlo sempre

di Giulio Mozzi Mi sono imbattuto per caso in un articolo di Daniele Imperi, nel blog Penna blu, intitolato Dialoghi: 144 alternative al classico “disse”. Nella breve premessa, Imperi fa una considerazione sullo scrittore Philip K. Dick: “Nei suoi romanzi è raro trovare il tradizionale verbo ‘dire’ in un dialogo, perché i suoi sono tuttiContinua a leggere “144 modi per non dire “disse”, uno per non dirlo proprio e uno per dirlo sempre”

50 criteri per descrivere un luogo

di Giulio Mozzi Tempo fa mi fu chiesto di tenere una lezione sul descrivere. Portai gli allievi in una stazione ferroviaria e dissi loro: “Guardate, scrivete ciò che vedete, inventatevi dei modi di guardare”. Poi, tornati in aula, dissi ancora: “Adesso provate a scrivere i procedimenti che avete adottati per guardare”. Ne è uscita laContinua a leggere “50 criteri per descrivere un luogo”

Teoria e pratica del salutare, quando si scrive a una persona sconosciuta tipo un editor o un agente letterario

di Giulio Mozzi 1. Salve non si usa mai. Cito dal dizionario Treccani: “Salve. Formula di saluto (propr., imperat. del verbo lat. salvere «stare bene, in buona salute»), che si rivolge a persona o a luogo; può avere tono solenne, nell’uso letter. e poet.: Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte Nume Clitumno! (Carducci);Continua a leggere “Teoria e pratica del salutare, quando si scrive a una persona sconosciuta tipo un editor o un agente letterario”

I cento ritratti di Denis Diderot

di Giulio Mozzi Denis Diderot, nello scritto Sur le projet d’une Enciclopédie (vedi in Google Books), inventa o riporta questo aneddoto (il ragionamento all’interno del quale lo riporta, qui non ci interessa): Uno spagnolo o un italiano, desideroso di possedere un ritratto della sua amante, che non poteva peraltro far vedere a nessun pittore, deciseContinua a leggere “I cento ritratti di Denis Diderot”

I sei mondi di Pinky (più uno)

di Giulio Mozzi Pinky è un coniglietto rosa; la sua fidanzata è la coniglietta Petunia, altrettanto rosa. Le loro avventure erano scritte e disegnate nel settimanale “Il Giornalino” da Massimo Mattioli (1943-2019: una sua fotografia giovanile è qui sopra), che è stato – ardisco dirlo – uno dei massimi autori di fumetto che siano esistitiContinua a leggere “I sei mondi di Pinky (più uno)”

Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere

di giuliomozzi 1. Ci stai pensando da dodici anni, e non hai ancora cominciato a scriverla. Davvero hai tanta voglia di scriverla? 2. Contrariamente alle tue abitudini, l’hai raccontata non si sa più quante volte a questo o quell’amico, e gli amici ti hanno sempre detto: Che bella storia! Dovresti proprio scriverla!. Non ti vieneContinua a leggere “Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere”

Burri e Savinio: da due quadri, due forme dell’immaginario

di Giulio Mozzi Come tutti, non sono nato scrittore. Lo sono diventato un po’ alla volta, senza rendermene conto. A quattordici o diciassette anni facevo delle cose che oggi mi tornano utili, ma non le facevo certo con lo scopo di imparare a fare ciò che oggi faccio (e tantomeno con lo scopo di diventareContinua a leggere “Burri e Savinio: da due quadri, due forme dell’immaginario”

Come si diventa un insegnante di scrittura creativa? Breve spiegazione in dieci punti

di Giulio Mozzi, direttore della Bottega di narrazione Mi sento domandare talvolta (anzi, spesso): “Qual è la formazione che voi, che pretendete di insegnare questa (disciplina) (materia) (arte) (pratica) (scegliete voi la parola) avete alle spalle?”. La domanda è molto seria anche perché non esiste, in Italia, che noi si sappia, una scuola per laContinua a leggere “Come si diventa un insegnante di scrittura creativa? Breve spiegazione in dieci punti”

A proposito del “così com’è”. Appunti sul realismo come genere letterario

di Demetrio Paolin 0. Scrivere è dover fare i conti con divieti e permessi 1. Cesare Pavese scrive ne Il mestiere di vivere: «La letteratura non si contrappone a “senso pratico” ma a “senso del reale”…». Come tutte le frasi sibilline e oracolari di Pavese queste parole si prestano a diverse interpretazioni. A me interessaContinua a leggere “A proposito del “così com’è”. Appunti sul realismo come genere letterario”

La preparazione alla scrittura. Un seminario a La Spezia

L’associazione Mitilanti organizza per il 5 e 6 ottobre 2019, a La Spezia, un seminario di scrittura con Giulio Mozzi dal titolo: Come scrivere racconti e romanzi e prepararsi a una simile impresa. Le narrazioni non “vengono in mente” tutte d’un colpo, fatte e finite: una buona narrazione necessita di molto lavoro preparatorio, sia diContinua a leggere “La preparazione alla scrittura. Un seminario a La Spezia”

Ci sono più figure retoriche nella prima pagina di un giornale quotidiano che in tutti i trentotto capitoli de “I promessi sposi”

di Giulio Mozzi Nel suo Trattato sui tropi (Traité des tropes), pubblicato nel 1730, il filosofo e grammatico francese César Dumarsais si diceva, un po’ giocosamente e un po’ sul serio, persuaso che “si facciano più figure retoriche in un solo giorno di mercato alle Halles che in molte giornate di assemblee accademiche”. Chi abbiaContinua a leggere “Ci sono più figure retoriche nella prima pagina di un giornale quotidiano che in tutti i trentotto capitoli de “I promessi sposi””

Le scuole di scrittura: quello che tutti pensano

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione che le scuole di scrittura servono solo a spillare soldi ai citrulli che chi sa fare fa, e chi non sa fare insegna che dalle scuole di scrittura vengono fuori romanzi tutti scritti con lo stampino che usano anche sempre lo stesso stampino che chi sa scrivereContinua a leggere “Le scuole di scrittura: quello che tutti pensano”