Dialogo tra il punto interrogativo e il punto esclamativo

Di Andrea Giramundo [Cominciamo a pubblicare i migliori testi pervenutici nell’ambito del concorso basato sulle Operette morali di Giacomo Leopardi. Qui sopra: Jazz, un’opera di Lucy Guenot]. Punto interrogativo: Perché mi hai convocato con tutta questa agitazione, che succede? Punto esclamativo: Perché la situazione è oltremodo grave! Non capisco proprio come tu non te neContinua a leggere “Dialogo tra il punto interrogativo e il punto esclamativo”

Dieci romanzi indispensabili per chi voglia scrivere un romanzo, oggi

di giuliomozzi Il fatto che questi dieci romanzi (che poi non sono dieci, e non sono tutti romanzi; ma vabbè) siano qui definiti “indispensabili” non significa che i romanzi “indispensabili” siano solo questi dieci. 1. Luciano di Samosata, Una storia vera. Anagraficamente Luciano visse nel secondo secolo della nostra èra; ma si sarebbe trovato benissimo,Continua a leggere “Dieci romanzi indispensabili per chi voglia scrivere un romanzo, oggi”

La vera vita del pittore che non esistette mai

di giuliomozzi direttore della Bottega di narrazione Nella Teoria degli apocrifi di Sabino Ordás, l’immaginario maestro di Léon [Castiglia] che Luis Mateo Díez, Juan Pedro Aparicio e José María Merino hanno inventato alla fine degli anni Settanta, è esposto un approccio molto utile alla creazione di imposture. Rispetto ad altre manifestazioni letterarie che si conformanoContinua a leggere “La vera vita del pittore che non esistette mai”

Le dieci vere ragioni che possono fare del vostro romanzo un romanzo di successo

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Intanto intendiamoci: che cosa vuol dire successo? Viviamo in tempi strani, nei quali – per dire – la lettura di romanzi dei quali i grandi media non parlano si diffonde a macchia d’olio per passaparola, mentre nelle cinquine o triplette dei grandi premi letterari vengono ospitatiContinua a leggere “Le dieci vere ragioni che possono fare del vostro romanzo un romanzo di successo”

Dieci considerazioni e domande all’incirca su quella cosa che viene chiamata autofinzione

di Giulio Mozzi direttore della Bottega di narrazione 1. Se un autore presta a un proprio personaggio i fatti della propria vita, ciò non significa che quel personaggio possa essere identificato con l’autore. 2. Se un autore chiama un proprio personaggio con il proprio nome e cognome, evidentemente ciò significa: “Quello lì non sono io”.Continua a leggere “Dieci considerazioni e domande all’incirca su quella cosa che viene chiamata autofinzione”

Come sono fatti certi libri: “Fratelli d’Italia”, di Alberto Arbasino

di giuliomozzi Fratelli d’Italia, romanzo di Alberto Arbasino, ha avuto fondamentalmente tre edizioni. (Quelle qui sopra, invece, sono le Sorelle Bandiera: ma non è di loro che ci occuperemo) La prima edizione Feltrinelli reca in sovracoperta, come di consuetudine per la collana, una fotografia dell’autore. La prima edizione tascabile (modificata nell’ultimo capitolo) reca l’immagine stilizzata,Continua a leggere “Come sono fatti certi libri: “Fratelli d’Italia”, di Alberto Arbasino”

Le operette morali: un gioco di scrittura. Il bando, in dieci punti

Zero. Questo è un gioco, quindi prendetelo sul serio. Uno. Prendete come modello le Operette morali di Giacomo Leopardi. Consideratele come se fossero un una raccolta di esempi, un ricettario di scrittura creativa, una crestomazia della prosa, una collezione di esercizi di stile. Vi troverete dei dialoghi in stile teatrale tra personaggi realistici (Un venditoreContinua a leggere “Le operette morali: un gioco di scrittura. Il bando, in dieci punti”

Le stanze del grano

Arriva in libreria in questi giorni, per Laurana Editore, Le stanze del grano, il volume che documenta il laboratorio di scrittura organizzato dalla Bottega di narrazione nel luglio 2019, nel territorio tra il Sàvena e il Sambro, sull’Appennino tra Emilia Romagna e Toscana, in collaborazione con Il Forno Di Calzolari. Non si tratta della solitaContinua a leggere “Le stanze del grano”

Dieci considerazioni (utili, si spera) su come affrontare la lettura dei romanzi considerati illeggibili (e che, a prima vista, sembrano effettivamente tali)

di Giulio Mozzi 1. Sia chiaro che parliamo di “romanzi illeggibili” non nel senso di “romanzi molto brutti” (i romanzi molto brutti sono spesso assai facili da leggere), ma nel senso di “romanzi la cui difficoltà sembra, a quel che si dice, tale, da scoraggiarne la lettura”. L’esempio classico, che si fa sempre, e cheContinua a leggere “Dieci considerazioni (utili, si spera) su come affrontare la lettura dei romanzi considerati illeggibili (e che, a prima vista, sembrano effettivamente tali)”

“Don Chisciotte della Mancia”: un romanzo proliferante

di giuliomozzi Siamo sinceri: il Chisciotte è un equivoco. Tutti i ditirambi dell’eloquenza nazionale non sono serviti a nulla. Tutte le ricerche erudite sulla vita di Cervantes non hanno chiarito neppure un angolo del colossale equivoco. Si burla Cervantes? E di che si burla? Lontano, sola nell’aperta pianura della Mancia, la lunga figura di DonContinua a leggere ““Don Chisciotte della Mancia”: un romanzo proliferante”

Come si fa una descrizione?

di Giulio Mozzi [Queste schede furono scritte per un libro curato da Giorgio Vasta, Annalisa Garavaglia e Dario Voltolini che apparve nella collana Holden Maps pubblicata da Bur. Il libro s’intitolava Faq ed era composto da domande e risposte sulla narrazione: le domande a cura dei curatori, le risposte a cura di un certo numeroContinua a leggere “Come si fa una descrizione?”

La filosofia della guerra atomica e la narrazione delle crisi coniugali

di Giulio Mozzi [Questo appunto uscì nel numero 61 di vibrisse, il “bollettino di letture e scritture”, quando vibrisse era ancora un bollettino spedito via posta elettronica. Nel 2001. gm] Nei laboratori di scrittura si finisce col parlare spesso della «psicologia dei personaggi». Io, personalmente, non ho nessuna simpatia per questa espressione. Ho la sensazioneContinua a leggere “La filosofia della guerra atomica e la narrazione delle crisi coniugali”

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 1: a occhi chiusi

di Giulio Mozzi [Quesi esercizi per l’esplorazione del paesaggio furono scritti in preparazione del laboratorio Raccontare il paesaggio, organizzato dalla Bottega di narrazione ad Amelia, in Umbria, nel luglio 2018]. L’esercizio è semplice. Procuratevi qualcosa che impedisca totalmente la vista: può andar bene una benda nera, una di quelle paia di occhiali ciechi che vendonoContinua a leggere “Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 1: a occhi chiusi”

144 modi per non dire “disse”, uno per non dirlo proprio e uno per dirlo sempre

di Giulio Mozzi Mi sono imbattuto per caso in un articolo di Daniele Imperi, nel blog Penna blu, intitolato Dialoghi: 144 alternative al classico “disse”. Nella breve premessa, Imperi fa una considerazione sullo scrittore Philip K. Dick: “Nei suoi romanzi è raro trovare il tradizionale verbo ‘dire’ in un dialogo, perché i suoi sono tuttiContinua a leggere “144 modi per non dire “disse”, uno per non dirlo proprio e uno per dirlo sempre”

50 criteri per descrivere un luogo

di Giulio Mozzi Tempo fa mi fu chiesto di tenere una lezione sul descrivere. Portai gli allievi in una stazione ferroviaria e dissi loro: “Guardate, scrivete ciò che vedete, inventatevi dei modi di guardare”. Poi, tornati in aula, dissi ancora: “Adesso provate a scrivere i procedimenti che avete adottati per guardare”. Ne è uscita laContinua a leggere “50 criteri per descrivere un luogo”

Teoria e pratica del salutare, quando si scrive a una persona sconosciuta tipo un editor o un agente letterario

di Giulio Mozzi 1. Salve non si usa mai. Cito dal dizionario Treccani: “Salve. Formula di saluto (propr., imperat. del verbo lat. salvere «stare bene, in buona salute»), che si rivolge a persona o a luogo; può avere tono solenne, nell’uso letter. e poet.: Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte Nume Clitumno! (Carducci);Continua a leggere “Teoria e pratica del salutare, quando si scrive a una persona sconosciuta tipo un editor o un agente letterario”

I cento ritratti di Denis Diderot

di Giulio Mozzi Denis Diderot, nello scritto Sur le projet d’une Enciclopédie (vedi in Google Books), inventa o riporta questo aneddoto (il ragionamento all’interno del quale lo riporta, qui non ci interessa): Uno spagnolo o un italiano, desideroso di possedere un ritratto della sua amante, che non poteva peraltro far vedere a nessun pittore, deciseContinua a leggere “I cento ritratti di Denis Diderot”

I sei mondi di Pinky (più uno)

di Giulio Mozzi Pinky è un coniglietto rosa; la sua fidanzata è la coniglietta Petunia, altrettanto rosa. Le loro avventure erano scritte e disegnate nel settimanale “Il Giornalino” da Massimo Mattioli (1943-2019: una sua fotografia giovanile è qui sopra), che è stato – ardisco dirlo – uno dei massimi autori di fumetto che siano esistitiContinua a leggere “I sei mondi di Pinky (più uno)”

Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere

di giuliomozzi 1. Ci stai pensando da dodici anni, e non hai ancora cominciato a scriverla. Davvero hai tanta voglia di scriverla? 2. Contrariamente alle tue abitudini, l’hai raccontata non si sa più quante volte a questo o quell’amico, e gli amici ti hanno sempre detto: Che bella storia! Dovresti proprio scriverla!. Non ti vieneContinua a leggere “Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere”

Burri e Savinio: da due quadri, due forme dell’immaginario

di Giulio Mozzi Come tutti, non sono nato scrittore. Lo sono diventato un po’ alla volta, senza rendermene conto. A quattordici o diciassette anni facevo delle cose che oggi mi tornano utili, ma non le facevo certo con lo scopo di imparare a fare ciò che oggi faccio (e tantomeno con lo scopo di diventareContinua a leggere “Burri e Savinio: da due quadri, due forme dell’immaginario”