Categoria: Scritto ad arte

Quando si scrive, dire di sì significa dire di no

di Valentina Durante. Aristide Bruant era un gran bel tipo: alto, corporatura ampia e forte, sguardo diretto. Capelli neri e ondulati, tenuti un po’ lunghi e spesso nascosti sotto un cappellaccio a tesa larga, nero anch’esso. Vestiva di velluto scuro, con rendigote e panciotto, pantaloni alla zuava e stivaloni di cuoio sino a metà polpaccio.

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Scrivere è attraversare uno specchio: andata e ritorno

di Valentina Durante. L’opera la conoscete: è famosissima. Girolamo Francesco Maria Mazzola – conosciuto più spicciamente come il Parmigianino – dipinge Autoritratto entro uno specchio convesso nel 1524 così da aver sottomano un saggio del suo proprio talento: un’immagine da portfolio, diremmo oggi, da mostrare ai clienti al bisogno. Si mette difronte a uno specchio

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Che fare della tradizione: conformarsi, ribellarsi, spostare lo sguardo

di Valentina Durante. Per prima cosa, dedichiamo alla tradizione un paio di minuti. V’invito a leggere questo passo tratto dal libro VIII delle Metamorfosi di Ovidio: vi si narra il mito di Dedalo e Icaro, e per la precisione il momento in cui il padre allaccia le ali al figlio. “Vola a mezza altezza, Icaro,

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In scrittura e in arte, è tutta questione di punti di vista

di Valentina Durante A Palazzo Grassi, fino al 20 gennaio 2020, c’è una personale dedicata al pittore belga Luc Tuymans. Il titolo è La pelle, e se vi suona familiare confermo che sì, è proprio tratto dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Ma non vi parlo della mostra a causa di Malaparte, bensì per ciò

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